Migranti, “la Prefettura si adegui”

Il circolo di Libertà e Giustizia (L&G) di Brescia è intervenuto sulla vicenda dei migranti che da sabato protestano sul sagrato della chiesa del Duomo. “Abbiamo molto apprezzato la disponibilità del Vescovo di Brescia ad ascoltare le ragioni dei migranti che chiedono di poter uscire dalla clandestinità”, ha commentato la coordinatrice Gisella Bottoli.
“Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che il reato di clandestinità, se sussistono tutti gli altri requisiti previsti dalla legge per ottenere il permesso di soggiorno, non può impedire la loro regolarizzazione. Decisione questa strettamente legata alla recente pronuncia della Corte di Giustizia Europea che ha considerato il reato di clandestinità previsto in Italia in contrasto con la direttiva Ue 115 del 2008″.
Cosa chiedono allora i migranti di piazza Duomo? Secondo L&G “semplicemente che la prefettura si adegui alla sentenza del Consiglio di Stato in modo che siano fin da subito revocati i provvedimenti di rigetto già adottati e non se ne pronuncino di nuovi.
Ci sembra una richiesta cui dovrebbe essere facile rispondere tenuto conto poi del fatto che da mesi la situazione di queste persone è rimasta in quello che potremmo definire un limbo. Stupisce però”, ha aggiunto, “che il richiamo al rispetto della legalità da parte delle istituzioni debba venire dalla Chiesa come abbiamo ascoltato nelle parole di don Toffari, quasi che le istituzioni di uno stato la cui Costituzione mette al primo posto i diritti fondamentali e inalienabili della persona, qualunque persona, siano sorde e pigre”.
“I ragazzi di piazza Duomo”, conclude la nota, “chiedono semplicemente che questo Stato, così pronto ad affermare, e giustamente, il rispetto della legalità quando si tratta di migranti sia altrettanto attento quando si tratta di riconoscerne i diritti. Un’ultima osservazione: va riconosciuto pubblicamente all’Associazione Diritti per tutti di aver dato la sveglia a questa città, o almeno a quella parte della città per cui i migranti sono inesistenti, tranne quando servono come manovalanza”.

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