Le ragioni dei magistrati contro questa riforma

Se il Parlamento approverà la cosiddetta “riforma” della Giustizia e i cittadini voteranno sì nel referendum che dovrà seguire, i magistrati che indagano apparterranno ad una carriera diversa da quella dei magistrati che giudicano. A decidere dell’ indipendenza dei primi e, perciò, della loro possibilità di indagare nei confronti di chiunque al riparo da pressioni, sarà la maggioranza parlamentare del momento. Il controllo di legalità nel nostro paese, di conseguenza, si svolgerà con una ampiezza e con modalità profondamente diverse da quanto avviene oggi. E la politica, anche in virtù di una più numerosa presenza nel Consiglio Superiore della Magistratura, farà pesare, ben più che adesso, la sua volontà di una giustizia forte con i deboli e debole con i forti.

L’Associazione Nazionale Magistrati del Piemonte-Valle d’Aosta e Libertà e Giustizia di Torino ritengono di fare cosa utile alla cittadinanza spiegando le ragioni della contrarietà dei magistrati alla riforma costituzionale in discussione ed alle altre in cantiere. Ed hanno ritenuto di chiedere ad altri di parlare di tali ragioni: ad autorevoli ed apprezzati esponenti del mondo delle istituzioni, della cultura giuridica, dell’avvocatura, dell’informazione.

I magistrati dell’Anm incontreranno i cittadini mercoledì sera alle 20,30, presso il Centro Torino Incontra di via Nino Costa 8. L’introduzione sarà di Francesco Gianfrotta, presidente della Giunta ANM del Piemonte-Valle d’Aosta. Parleranno poi il professor Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, il professore e avvocato Carlo Federico Grosso e Luigi Ferrarella, giornalista del Corriere della Sera. L’incontro è promosso dall’Anm del Piemonte e da Libertà e Giustizia di Torino.

A poche decine di metri dal Centro Torno Incontra è accessibile un ampio parcheggio sotterraneo.

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