Ecco l’iter: difficile, sì. Ma non impossibile

L’obiettivo dichiarato è quello di concludere la riforma “epocale” della Giustizia entro il 2012. Ma le indiscrezioni rivelano che la mossa a sorpresa è: “mettere insieme il referendum confermativo con le elezioni del 2013″.

Ora che il ddl è stato incardinato alla Camera, la discussione potrebbe procedere spedita. Entro luglio, secondo la tabella di marcia del ministro, il primo voto. Ce ne vorranno altri tre se le letture procederanno senza intoppi.  Poi, sarà la volta del referendum.

Libertà e Giustizia che il 21 febbraio  ha lanciato l’appello La riforma della Giustizia non la fanno gli imputati (né i loro avvocati!) seguirà i lavori delle commissioni e dell’Aula, annunciando fin da ora la raccolta di firme per un possibile referundum contro questo progetto di legge che non riforma il sistema a favore dei cittadini, ma ha l’unico scopo di lenire le ossessioni giudiziarie di un presidente del Consiglio che non esita a stravolgere la Costituzione e ad attaccare la Corte costituzionale per risolvere i suoi personali guai giudiziari.

Vai allo speciale Riforma epocale della Giustizia.

1 commento

  • Non posso che ripetere fin d’ora il mio impegno a firmare e manifestare con voi. E ribadire il mio auspicio: che siano costretti ad andarsene a casa prima.

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