Referendum, sit in contro il silenzio Rai

Oggi, giorno della “libertà di stampa”, siamo  a Palazzo S. Macuto, in Via del Seminario,  a Roma, per protestare – insieme a Articolo 21, il Popolo Viola, Move On e tante altre associazioni – davanti alla sede della Commissione Vigilanza contro la siccità di informazione televisiva che sta cercando di  seccare il referendum.

Alla tv pubblica i comitati che si battono “per l’acqua bene comune” e per fermare il nucleare chiedono “informazione”, affiancati in questa battaglia anche dalla Federazione Nazionale della Stampa. Per adesso i tg delle reti nazionali hanno trattato l’argomento solo per dar conto delle mosse dilatorie del governo, mentre la Commissione parlamentare di Vigilanza ancora non ha approvato il “regolamento” per dar conto dei temi referendari, e il rischio è che per informare i cittadini resti la stretta finestra tra il secondo turno delle amministrative fissato a fine giugno e la data del nuovo richiamo alle urne, il 12-13 giugno.

Questa ‘Giornata mondiale della libertà di stampa’ proclamata dall’Onu cade in una data molto importante per l’informazione italiana. Infatti, a poco più di un mese dall’appuntamento referendario del 12 e 13 giugno, viviamo un vergognoso silenzio attorno ai quesiti referendari. Noi crediamo che non sia piu’ tollerabile che al broglio politico si voglia aggiungere quello mediatico. È necessaria una vera e propria rivolta popolare su questo tema .  Per questo d’ intesa con il Popolo viola e altre organizzazioni, tra cui Libera informazione, la Tavola della pace , Libertà e Giustizia e MoveOn Italia, saremo davanti alla commissione di Vigilanza Rai. Saremo lì per chiedere che si superi l’ostruzionismo della maggioranza e si approvi al più presto il regolamento sul referendum per consentire agli italiani di essere informati. Sarà l’occasione per consegnare al presidente Sergio Zavoli le migliaia di firme raccolte contro l’oscuramento dei referendum. All’appello di Articolo 21 hanno aderito, tra gli altri, numerosi esponenti del mondo dello spettacolo tra cui Ottavia Piccolo, Roberto Vecchioni, Marco Paolini, Franco Battiato, Neri Marcoré, Lella Costa, Teresa Mannino, Antonio Cornacchione, Giovanna Marini.

2 commenti

  • Giustissima la protesta. Credo che la via maestra per aggirare il bavaglio possa essere il “fai da te”. Ognuno di noi scarichi il volantino di L&G o di altri siti a favore del referendum. Basta anche farne stampare una decina di copie ciascuno (con una spesa minima) e metterle nelle caselle del proprio condominio perché la catena si metta in moto. Se poi i vip, come ha già fatto Celentano, mettono a disposizione la loro visibilità mediatica a favore della causa, può davvero succedere di tutto. Si potrebbe organizzare un grande raduno in tutte le piazze d’Italia per attirare i media e promuovere la consultazione.

  • Leggo sul “Fatto Quotidiano” che l’associazione “Adiconsum” ha intentato una “class action” contro la RAI per cattiva informazione (o informazione incompleta). Infatti i quesiti Referendari non hanno trovato spazio presso nessuna trasmissione e neppure sono stati pubblicizzati come invece le elezioni amministrative. Forse sarebbe utile, in omaggio anche alla libertà d’informazione, cercare eventuali collegamenti e sopratutto sapere come si può supportare questa iniziativa.

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