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30 novembre -0001 - Commenti disabilitati

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  1. Ruggero Bradicich scrive:

    Si dovrebbe, secondo L&G , revocare una medaglia in base alla mera appartenenza ad una parte politica ? o costoro hanno prove di misfatti, crimini, atrocita’, compiute da Signor Paride Mori ? se ci sono tali prove, vengano tirate fuori, se ne parli e se è il caso si revochi la medaglia. Nel frattempo, per coerenza, si faccia la stessa richiesta di revoca di OGNI onorificenza per tale Josip Broz detto “tito”, gia’ dittatore jugoslavo, gia’ mandante della pulizia etnica ai danni degli italiani residenti da generazioni in Istria e Dalmazia; se poi vogliamo aprire un capitolo “democratico” sui partigiani comunisti italiani che collaborarono all’eccidio di almeno 15.000 italiani innocenti, benissimo; se poi vogliamo parlare di chi bacio’ la bara del maiale assassino jugoslavo.. facciamolo !

  2. Liberale e pragmatica. Così viene definita, da Marc Lazar, la sinistra di cui Renzi sarebbe l’incarnazione emblematica. Un politico post-ideologico per il quale non esiste differenza tra destra e sinistra, ” leader decisionista, al limite dell’ autoritarismo, capace se occorre di giocare una carta populista
    per cercare di ridestare nei cittadini più diffidenti verso le istituzioni e per i loro dirigenti il gusto della politica “.
    Ma come è possibile – mi chiedo – ridestare il ‘ gusto della politica ‘ in una società alla quale si fornisce una ricetta così intrisa di anti-politica ? Come chiamare, infatti, un mix di liberalesimo a-criticamente filo imprenditoriale e visceralmente antisindacale e di autoritarismo ai limiti della caricatura nei confronti di qualsiasi soggetto – politico e/o istituzionale – che osi contestare la sua ‘ populistica ‘ concezione della democrazia : tanto allergica al parlamentarismo quanto entusiasticamente devota al plebiscitarismo ?
    Se un intellettuale dello spessore di Lazar trova compatibili le categorie della dottrina liberale con le pulsioni autoritarie e populiste che – nella indifferenza generale – stanno portando allo smantellamento dei diritti fondamentali sanciti nella nostra Costituzione, vuol dire che il grande inganno è davvero riuscito : far passare per ‘ tempo politico ‘ – tempo della discussione e della scelta dei fini in comune – quello che è un tempo ‘ meramente esecutivo ‘ : un tempo che, come ci ha ben spiegato Zagrebelsky, ” mette in disparte la politica, perché annulla il discorso sui fini e si concentra solo sui mezzi “.
    C’è, però, un passaggio nella riflessione di Lazar che merita una particolare attenzione perché rappresenta la ragione profonda della crisi della sinistra -di quella politica come di quella sindacale – sulla quale mi aspetto una coraggiosa presa di posizione da parte della nascente ‘ coalizione sociale ‘. E’ quando Lazar accusa la sinistra cosiddetta radicale di ‘ ricorrere ad una retorica della rottura radicale col liberismo, con questa Unione Europea e coi partiti tradizionali ” ma, poi, di limitarsi ad una timida ‘ difesa del welfare e – tutt’al più – alla proposta di una più equa ridistribuzione sociale “. Credo anch’io che se non emerge una ‘ vera e coraggiosa alternativa ‘ alla grigia e triste cultura dell’ assolutismo mercantile, la passione politica – ingrediente indispensabile per la partecipazione democratica – sarà ancora la grande assente, malamente sostituita dall’ indignazione dei retori.
    Giovanni De Stefanis, LegNapoli

  3. Giacomo Costa scrive:

    Caro Alberto, l´articolo mi sembra eccellente, ma ho delle perplessita’ quanto al “paradigma neo-liberista”. Naturalmente vi sono alcune difficolta’ a definire il “neo-liberismo”, e quindi volendo tutto si puo’ far rientrare nel “paradigma”. Tuttavia penserei che il neo-liberismo sia per ridurre il ruolo dello Stato nell´economia piuttosto che i) accettarlo ma ii) demolire qualunque seria struttura amministrativa pubblica. Questa e’ la furbesca soluzione della nostra politica corrotta, da te giustamente individuata e denunciata. Ma non ha un nome. O per lo meno, non ha un nome che susciti altrettanta universale ostilita’. Bisogna trovarglielo!

  4. pietro ancona scrive:

    Questa storia delle generazioni può essere vera ma è più probabile che non lo sia, che non significhi niente nella storia della umanità. Resto convinto che le cose più serie siano state dette da Carlo Marx quando fa derivare il movimento della storia dalla lotta tra le classi sociali. L’economia determina la cultura di una società e le sue caratteristiche. Naturalmente c’è un continuo processo di inveramento nel nuovo opera dei fattori decisionali del potere che si va adattando alle trasformazioni delle basi materiali della società.

  5. Florida Nicolai scrive:

    condivido totalmente quanto detto. Mi sembra di vivere in un incubo. Riesco a capire ora come ha potuto imporsi Mussolini, un aspetto dell’Italia fascista che non ero mai riuscita a comprendere. Il popolo italiano è pigro, è cortigiano, è infingardo: mutatis mutandis (inevitabilmente), è un già visto. Salvo poi appendere a testa in giù quando cambia il vento.

  6. Carlo scrive:

    Ma il Renzi descritto dall’autore è il Renzi che conosciamo? A me sembra più il ritratto idealizzato dei sogni dell’autore. Non ho mai sentito Renzi parlare di una visione. Percepisco solo azioni spregiudicate per conquistare il potere.

  7. Antonio Palese scrive:

    Le centinaia di migliaia di provvedimenti illegali emessi ogni anno dai pubblici poteri dimostrano a chiare lettere che il Parlamento repubblicano, che ha recepito l’ordinamento autoritario monarchico, non ha mai rappresentato il popolo.

  8. Carlo scrive:

    Concordo con Antonio, solo parole. Dobbiamo inventare qualcosa di più incisivo.

  9. davide scrive:

    Sapere che teatri e piazze si riempiono di persone libere per ascoltare parole di libertà mi rende ” satollo ” di gioia .

  10. Questo è esattamente quello che volgarmente si chiama “satollarsi di parole”.

  11. Guido Perazzi scrive:

    è nell’arroganza del prepotente che,
    domina e obbedisce ai potenti,
    che emerge la debolezza del Renzi.
    … Se esistesse l’inferiore ad altri,
    Renzi è il simbolo del debole,
    che si nasconde
    nell’opportunismo mercenario di servo,
    che solo lui
    potrebbe autoescludersi dai suoi limiti,
    DIMOSTRANDO CHE SA
    di NON SAPERE
    con la VOLONTA’
    di VOLER CONOSCERE SE STESSO…..

  12. Antonio Palese scrive:

    Concepisco la ‘coalizione sociale’ come una federazione delle associazioni della società civile che si assuma il compito di contrastare le centinaia di migliaia di provvedimenti illegali emessi ogni anno dai pubblici poteri. Riporto un mio modesto contributo.
    Al Signor Presidente Sergio Mattarella

    Il Paese è più unito di quel che appare

    In riferimento alle sue dichiarazioni del 24.02 e del 09.03 le comunico che dei 64 magistrati che trattarono i ricorsi di un malcapitato utente della giustizia soltanto 6 dimostrarono di avere “consapevolezza morale della terzietà della funzione giurisdizionale, basata sui principi dell’autonomia e dell’imparzialità”.
    I cittadini sono “sempre più esigenti verso un servizio essenziale come la giustizia”, ma il pericolo maggiore che essi corrono proviene dal principio d’irresponsabilità del giudice, posto al di sopra della legge; principio elaborato dai consiglieri giuridici del Re e recepito dall’oligarchia repubblicana. Da ciò la scarsa fiducia dei cittadini in una magistratura che non sa “rendere concreto, in tempi rapidi, il fondamentale diritto costituzionale alla giustizia, ossia al riconoscimento dei propri diritti”.
    Dal potere del giudice di attribuire alla medesima norma differenti interpretazioni – anche quando ne è palese il significato – consegue che l’unica cosa certa è l’incertezza del diritto, in cui prospera l’illegalità pubblica. Anche l’illetterato comprende che il provvedimento illegale non denuncia “professionalità, dedizione, credibilità, autorevolezza, senso di responsabilità”, ma incompetenza o indole criminale, mentre “il principio della autonomia ed indipendenza della magistratura, condizione essenziale ed irrinunciabile per un ordinamento autenticamente democratico”, spesso serve a far da copertura all’arbitrio, che esilia “imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo, equilibrio, rispetto della dignità della persona”…
    Nel paese in cui le Alte Autorità non hanno alcuna remora a prendere le difese dei potenti che calpestano i diritti fondamentali della persona, nessuno è in grado di indicare un centro di potere incorrotto, perché presto o tardi sarebbe smentito dai fatti, come emerge dalle infinite vicende di corruzione, dalle quali gli imputati spesso escono senza macchia e con tante scuse…
    “È mancata alle organizzazioni della società civile la capacità di eleggere propri rappresentanti, svincolati dagli apparati dei partiti. Gli individui sono stati ridotti a numeri nelle mani di professionisti della politica, demagoghi tesi all’affermazione e all’arricchimento personale, i quali fondano il proprio potere sulla percentuale di voti ricevuti dagli elettori che, in massima parte, quando non fanno commercio del proprio voto, esprimono la loro preferenza senza un’adeguata conoscenza dei problemi politici che interessano la comunità. Una percentuale del trenta per cento della popolazione può dare ad una singola persona un potere inammissibile in uno stato…

  13. Carlo scrive:

    Slogan adatti a vendere detersivi non sono sufficienti per una riscrittura dell’architettura istituzionale. Pigro o peggio è colui che non risponde nel merito alle serie obiezioni di forma (leggi tutela delle minoranze) e sostanza che vengono sollevate.
    Non credo valga la pena di ribattere. Dovremmo piuttosto pensare ad azioni per far crescere la consapevolezza degli effetti delle riforme e per far riflettere i parlamentari sulla responsabilità che si assumono approvando questi stravolgimenti delle istituzioni.

  14. Fabio Annovazzi scrive:

    Molto interessante, anche perche’ del TTIP si parla poco.

  15. Giacomo Siro scrive:

    Sostengo l’eutanasia da sempre dopo aver vissuto per 8 anni l’Alzheimer di mia madre. La stupidità dei politici italiani di considerare l’Italia come un’isola é assai grave. In quasi tutti i paesi é ammessa.
    Ed io ho già un testamento firmato che in caso di Ictus , o Al

    zheimer mi condurrà grazie a EXIT ITALIA IN Svizzera DOVE é PERMESSA. .Quindi anche per la morte sussiste una disparità di classe dovuta all’informazione. Io me ne frego delle leggi nazionali, ma purtroppo la grande maggioranza deve sottostare al volere di una minoranza di cattolici (23%) e di partiti che per questioni elettorali non hanno il coraggio di rendere liberi i cittadini nei confronti della loro propria esistenza in vita!

  16. Corinna Ferrari scrive:

    Mi spiace molto che l’impresa del sindaco Pisapia si avvii alla conclusione, anche se le sue ragioni, le più lontane da quelle dell’ uomo al comando, possono essere comprensibili. Spero che non vada disperso il patrimonio di questa esperienza originale, che ha segnato un cambiamento nella scelta dei collaboratori, nei criteri e nel metodo di lavoro, nell’ idea della cosa pubblica, come attività al servizio dei cittadini e bene comune da preservare. Non posso immaginare che la svolta impressa dal nostro sindaco con mano ferma e leggera non possa costituire un punto di non ritorno.
    Corinna Ferrari, socia LeG, Milano.

  17. antonio scrive:

    Penso anch’io che la carta da giocarci nel referendum, a meno che non ci dia una mano la sopraggiunta impopolarità dell’esecutivo, è un progetto alternativo di riforma. E qui forse si pagano i troppi ritardi e le troppe partite giocate di rimessa e sulla difensiva (a parte alcune ottime proposte, come quelle di Zagrebelsky o del Fatto Quotidiano).
    Non penso tuttavia che la soluzione sia il monocameralismo, ma un Senato elettivo, con funzioni distinte, e una drastica riduzione del numero dei Parlamentari anche alla Camera: da 630 a 300, questo è un messaggio che arriverebbe forte e chiaro. Naturalmente con ben altra legge elettorale.

  18. L’ assemblea nazionale del Coordinamento per la democrazia costituzionale tenutasi a Roma il 9 marzo, si era conclusa con un ‘ appello al popolo sovrano ‘ di cui riporto alcuni passaggi : ” Le modifiche della Costituzione e della legge elettorale in atto comportano uno stravolgimento della democrazia costituzionale.(…) Invitiamo, quindi, tutti coloro che hanno a cuore questo bene prezioso, nato dalla Resistenza e tramandatoci dai Costituenti, a far sentire la propria voce, e ad unirsi, anche superando le contingenti differenze e i tatticismi (…). A questo fine proponiamo che in ogni regione, in ogni città ed in ogni quartiere, si creino comitati unitari di cittadini attivi che organizzino attività di informazione e di divulgazione per rendere consapevole l’ opinione pubblica della gravità dei processi in corso ed attivare una partecipazione popolare “. L’ appello si concludeva con la proposta di ” una settimana di mobilitazione, in coincidenza con la celebrazione del 25 aprile, previa intesa con le associazioni partigiane, chiedendo alle associazioni, alle strutture politiche e sindacali, ai corpi intermedi, di aderire al Coordinamento per la democrazia costituzionale, di promuovere iniziative territoriali, e di contribuire a diffondere un manifesto documento comune su tutto il territorio nazionale “.
    L’ iniziativa del 23 marzo a Napoli raccoglie, quindi, l’ invito contenuto nell’ appello e si propone – anche in vista degli appuntamenti referendari – di rilanciare il ruolo del ‘ Comitato napoletano per la difesa e l’ attuazione della Costituzione ‘.
    Giovanni De Stefanis, socio LeG Napoli.

  19. Cesare Messina scrive:

    L’alibi della classe politica, cioè di coloro che hanno fatto dell’appartenenza a partiti politici una carriera professionistica è che non riescono ad avere il controllo dei professionisti della carriera burocratica. In effetti tale alibi appare molto debole specialmente dalla riforma Bassanini che ha imposto il modello dello spoil system attraverso gli incarichi fiduciari della dirigenza burocratica. Quindi avendo il potere di nomina dei dirigenti ed il dovere di regolare l’attività della pubblica amministrazione con il potere legislativo e di governo, avendo sempre più omologato a sè e alla politica l’alta dirigenza, avendo sempre più destabilizzato la magistratura nella lotta alla corruzione è chiaro che la situazione di degrado morale, sociale ed etico della società sia chiaramente e senza attenuanti riferibili al Parlamento (per quanto oggi possa contare), al governo ed alla classe politica ed imprenditoriale (per la corruzione privata) senza possibilità di equivoci.

  20. Cesare Messina scrive:

    Dove si confonde il politicante di professione con il politico (nel senso dell’esclusivismo autoreferenziale del fare politica) e il soggetto che ricopre l’incarico con l’istituzione, dove il soggettivismo arriva al culto della personalità non c’è più lo stato di diritto. L’abuso d’ufficio perde consistenza nella concezione di una sovranità del potere che si contrappone ai sudditi che debbono rassegnarsi ad essere gestiti ed il consenso politico diventa un indizio di consenso da verificare da parte dei media secondo stime più o meno manipolate e dirette secondo tecniche di marketing.

  21. Cesare Messina scrive:

    Non mi stupisce. C’è tutta la coerenza di chi sta attuando il programma della P2 e di chi sta imponendo all’Italia un ritorno all’ideologia della Repubblica di Salò.

  22. Paolo Barbieri scrive:

    A differenza del prof. Rodotà, credo che la “fretta” sia una condizione essenziale perchè la strategia di “Coalizione Sociale” possa avere successo.

    Ritengo indispensabile cogliere l’enorme potenziale sociale offerto da quel 97% di Cittadinanza che, stando all’indagine demoscopica della Demos del prof. I. Diamanti pubblicati nel dic. 14, disprezza e rifiuta l’offerta politica della casta.

    Perchè il tempo e le circostanze, cambio di ciclo economico, qualche (contro)riforma spacciata come ottimale, il tutto sparato con ottima efficacia comunicativa da ogni mezzo mediatico, sta spostando e sposterà sempre più consensi verso Renzi, governo e maggioranza rendendo ogni giorno più difficile un successo di C. S.

    Perchè la storia tramanda e le cronache confermano quanto le masse popolari siano vulnerabili al plagio del potere costituito. Non è la piccola % delle persone informate, consapevoli e capaci di analisi e sintesi autonome, ma quelle larghe complementari a determinare le maggioranze che in democrazia consentono al potere ogni fatto e misfatto.

    Per cui più velocità e più riforme e migliori di quanto possa Renzi, senza pensare a competizioni elettorali, terreno infido fatto di promesse incerte, alle quali molti non vogliono più credere, e di risultati altrettanto incerti, che espongono al rischio di compromessi incoerenti.

    Ma che pensi invece all’esercizio della Costituzione in una “tornata di Democrazia Diretta Propositiva”, messa in atto dalla “Sovranità Popolare Realizzata” (non solo enunciata!) che esercita gli articoli della Carta che lo consentono (50 e 71 e se servisse 40).

    Ovvero: Rivoluzione Costituzionale e Gloriosa, nonviolenta e risolutiva come la 2a rivoluzione inglese del 1688, detta appunto “Gloriosa”, sotto l’alta guida di “professoroni e parrucconi”, per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby, che siano farmacisti ed avvocati, burocrati e pensionati d’oro, generali ed ammiragli, curie e mafie, perchè contro la Sovranità Popolare, non ci sono ricatti o pressioni che tengano, ma conviene solo l’ossequio.

    E solo dopo tornare alla Democrazia Delegata con la nuova legge elettorale e la Lista Civica Nazionale Riformatrice con Persone riconducibili alla miglior elite già citata e con le associazioni che vorranno farne parte, per continuare in Parlamento, rinnovato custode del rigore morale e culturale dei Costituenti, l’opera avviata sul territorio.

    A chi si domanda “con quali forze”, non resta che ricordare, sconcertato, che qualche settimana fa un milione di persone si è ritrovato a Roma per sparare una cannonata a salve contro il governo, ma spendendo milioni di €, milioni di ore-tempo, tonnellate di CO2! Per la Sovranità Popolare Realizzata, a un milione di persone basta mezz’ora nel comune di residenza, pochi spiccioli per carta e penne, pochi per concentrare la raccolta…

  23. Paolo Barbieri scrive:

    Perchè “Coalizione Sociale” abbia il successo che moltissimi sperano e desiderano cosapevolmente o meno, è indispensabile che:

    -non si rivolga ad un’area politica definita, ma a quel 97% di Cittadinanza che all’indagine demoscopica della Demos di I. Diamanti, afferma di non avere fiducia e di disprezzare l’offerta olitica attuale. A quella società sofferente sia per problemi economici che per la qualità scadente, ed in peggioramento, della nostra democrazia.

    -che intenda utilizzare quel potenziale sociale enorme non per risolvere qualche problema particolare pur importante, ma per realizzare quel “cambiamento di verso” ampio e profondo che il Paese attende, assolutamente antitetico al verso caro alla casta.

    -che non pensi per farlo ad una competizione elettorale, terreno infido fatto di promesse incerte, alle quali molti non vogliono più credere, e di risultati altrettanto incerti, che espongono al rischio di patteggiamenti e compromessi incoerenti.

    -ma che pensi invece ad una “tornata di Democrazia Diretta Propositiva” messa in atto dalla “Sovranità Popolare Realizzata” (non solo enunciata!) che esercita gli articoli della Carta che lo consentono (50 e 71 e se servisse 40).

    -e certamente non si può mobilitare il Popolo Sovrano per una sola legge che non basta a cambiare verso, ma per un insieme tale da giustificarlo: 10/15 leggi e riforme, le più attese dalla Cittadinanza, Costituzionali comprese, le più promesse e disattese dalla politica, redatte in articoli dai loro qualificati estensori, sottoscritte singolarmente da 60mila elettori secondo il 71 e inserite in un contenitore denominato “Le Tavole delle Leggi della Società Civile”, per poi lanciare la “Petizione alle Camere” secondo l’art. 50 e realizzare nel modo più semplice la Sovranità Popolare per “imporre” al Parlamento l’approvazione di tutto l’insieme.

    - ovvero: RIVOLUZIONE COSTITUZIONALE e GLORIOSA, nonviolenta e risolutiva come la 2a rivoluzione inglese del 1688, detta appunto “Gloriosa”, sotto l’alta guida di “professoroni e parrucconi”. Per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby, che siano farmacisti ed avvocati, burocrati e tassisti, generali ed ammiragli, curie e mafie, perchè contro la Sovranità Popolare, non ci sono ricatti o pressioni che tengano, ma conviene solo l’ossequio.

    - e poi tornare alla Democrazia Delegata con la nuova legge elettorale e la Lista Civica Nazionale Riformatrice con Persone riconducibili alla miglior elite già citata, per continuare in un Parlamento rinnovato custode del rigore morale e culturale dei Costituenti, l’opera avviata sul territorio.

    -ma essenziale è “fare presto” perchè il tempo e le circostanze, cambio di ciclo economico, qualche (contro)riforma spacciata come ottimale, il tutto sparato con ottima efficacia comunicativa da ogni mezzo mediatico pubblico e privato, sta spostando e…