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30 novembre -0001 - Commenti disabilitati

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  1. Paolo Barbieri scrive:

    Davvero non riesco a capire come persino i più celebrati costituzionalisti trascurino addirittura l’articolo UNO della Carta, quello che nella seconda parte sancisce:

    ” La Sovranità appartiene al Popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

    Una trascuratezza che ha fatto nel tempo dell’articolo UNO, non uno qualsiasi, ma l’articolo UNO, il primo, un inutile intercalare piuttosto offensivo.

    Perchè è chiaro a chiunque vi faccia mente locale, che la Sovranità Popolare REALIZZATA (non l’intercalare) applicata agli articoli che consentono la Democrazia Diretta Propositiva, può produrre d’imperio, con i formali passaggi parlametari, leggi e riforme volte al bene comune a dispetto della casta e dei suoi epigoni.

  2. Paolo Barbieri scrive:

    Sig. Grc,

    nel ringraziarla per la risposta, non posso non farle notare che nel mio suggerimento parlo di Sovraità Popolare REALIZZATA che esercita gli artt. che consentono la Democrazia Diretta Propositiva. Non di piccoli gruppi di Cittadini che non possono fregiarsi del titolo di “sovrano” e che sono già stati mille volte ignorati e irrisi.

    Sovranità Popolare REALIZZATA, non solo enunciata, come avviene da sempre offendendo l’art. UNO della Costituzione, per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby, che siano farmacisti ed avvocati, burocrati e tassisti, generali ed ammiragli, curie e mafie, perchè contro la Sovranità Popolare REALIZZATA, non ci sono ricatti o pressioni che tengano, ma conviene solo l’ossequio.

    Alla casta resta solo una via. discussione formale ed approvazione dei progetti di legge proposti/imposti dal Popolo Sovrano.

  3. grc scrive:

    Forse andiamo un po’ fuori tema, ma al signor Barbieri devo una risposta.
    È sicuramente un’opzione, quella della iniziativa diretta popolare, e non vedo perché non possa essere esercitata. Tuttavia, come per ogni opzione, bisogna valutarne costi e benefici. I costi sono elevatissimi, in termini di impegno, dedizione e studio, e quanto ai benefici, ho paura che non siano della importanza che si vorrebbe. Il parlamento, infatti, non è obbligato ad esaminare ogni proposta di legge di iniziativa popolare e, anche se lo fosse, non è mica detto che lo approverebbe. Perché mai la stessa maggioranza che ha approvato l’italicum (per dire, ma potrei parlare di qualsiasi altra legge dello stato) dovrebbe rinnegarlo, solo perché un certo numero di cittadini presentano una proposta di legge che va in senso contrario?

    Capisco che il mio atteggiamento possa sembrare di pessimismo cosmico, ma il fatto è che negli ultimi vent’anni (e qualcosa di più) siamo passati di delusione in delusione, e allora arriva un momento in cui si perde la fiducia, non tanto perché la strada si fa più in salita, quanto perché coloro che guidano il carro o non hanno la capacità di inerpicarsi, o non ne hanno nessuna voglia, preferendo le ubertose pianure della demagogia.

  4. Mario scrive:

    Buongiorno,

    Penso come lei che la nostra democrazia a partire da quella parlamentare sia stravolta e sfregiata. Ieri sera guardavo il confronto tra la Professoressa Carlassarre e Il Professor Cassese. Mi ha particolarmente colpito ( negativamente ) la tesi del Professor Cassese quando afferma che nell’italicum la rappresentatività e la governabilità siano sostanzialmente equamente rappresentate. Quando secondo me è del tutto evidente che Renzi ha forzato e molto potendo contare su un numero di voti in parlamento espressione di un premio incostituzionale e non rappresentanza reale di voti . Questa legge è nata viziata e quindi non può avere la pretesa di ben interpretare la volontà del popolo sovrano.
    Sperando che rimanga tale.

    Cordiali saluti

  5. Rosanna scrive:

    Il verbo “resisteremo” e’ fondamentale… noi siamo un popolo che vive in una Democrazia e non puo’ venire meno il requisito fondamentale affinche’ la Democrazia viva! Anche io personalmente spero nella Corta costituzionale, ma prima ancora nel Capo dello Stato, e in ultima istamza, ma non meno importamte al referendum. Siamo un popolo chs ha un passato rispettoso e non possiamo tacere nell’ accettare un furuto che non ci rappresenta.
    Resisteremo !

  6. daniela scrive:

    Si resisteremo,come le altre volte!

  7. luciana scrive:

    Lorenza Carlassare … se invecchierò come lei ne sarò felice…ma temo mi manchino i fondamentali. <in ogni caso grazie

  8. Paolo Barbieri scrive:

    Sig. Grc,

    no nessuna incomprensione!

    Volevo solo sollecitare un parere su una via alternativa sulla quale non riesco a trovare confronto, ne stroncature, ne avalli, ne dubbi. Un nulla che non riesco a capire… Daltronde capire il nulla non è sempice…

    In questo turbinare di allarmi e di lamenti, di modi di protetsa, manifestazioni, appelli, raccolta firme, scioperi, lettere aperte, ecc. che il potere ha destrutturato irridendole e passando oltre, e di proposte regressive come il referendum o la speranza nella Corte Costituzionale, io mi ostino a proporre una via costruttiva, con l’esercizio di quella Costituzione che tutti qui vorrebbero difendere, e che servirebbe anche a ridarle autorevolezza, e non riesco a sollevare un minimo di confronto nel merito!

    Solo per questo sollecitavo un suo parere avendo letto del suo atteggiamento decisamente sfiduciato e rassegnato.

    Resto in attesa… e la ringrazio cmq!

  9. grc scrive:

    le mie erano considerazioni di carattere generale, non una risposta o una critica a qualcuno. mi dispiace se ho dato impressioni diverse.

  10. Paolo Barbieri scrive:

    Sig. Grc,

    cosa c’è che non le piace in ciò che scrivo io? Spero che abbia letto…

  11. grc scrive:

    - II –
    Resistere! Bella parola, la disse (tre volte) anche il procuratore Borrelli tanti anni fa. Risultato? Come diceva un comico alcuni anni prima, sopravvoliamo. In verità ammiro, e un po’ anche invidio, quelli che ne hanno ancora voglia, dopo che la nostra speranza di non morire democristiani ci ha portato prima alla possibilità di andare all’altro mondo da berlusconiani e successivamente alla buona vecchia amata balena bianca, solo che oggi ha un altro nome. I nostri eroi si sono progressivamente rivelati per figure di cartapesta, incapaci di intercettare il sentire e le aspirazioni della gente. Nessuno in grado di suscitare gioie e speranze, nessuno in grado di avere un sogno e di prodigarsi per realizzarlo (non sono citazioni a caso). Al massimo in grado di appoggiare un ministero di ragionieri che governa con in mano la partita doppia invece della costituzione, con i risultati che ben conosciamo.
    Resistere! E perché? per chi? Abbiamo cacciato Craxi per ritrovarci Berlusconi, abbiamo cacciato Berlusconi (e Prodi) per ritrovarci un D’Alema che bombardava Belgrado e svendeva le autostrade a Luciano Benetton. Il resto ve lo risparmio.
    Resistere! Per ottenere cosa? Chi è che si metterà alla testa del movimento di liberazione nazionale, chi sarà il primo che porterà la bandiera su in montagna e chiamerà a raccolta le forze sane della Nazione? Al momento non vedo nessuno, ma evidentemente sono io che ho bisogno di occhiali.
    Sì, forse tra una decina d’anni ci sarà una Consulta che dichiarerà questa legge incostituzionale, ammesso che ci sia qualcuno che faccia ricorso. E poi?

  12. grc scrive:

    - I –

    Io non riesco a credere che esista un paese del progredito mondo occidentale nel quale una ministressa di stato considera le elezioni politiche come una partita di calcio. Mi rimane anche difficile comprendere che la grande maggioranza del popolo di quel paese appartenente al progredito mondo occidentale sia d’accordo con la ministressa stessa. “così la sera delle elezioni o quella del ballottaggio (a volte nelle partite di calcio ci sono anche i tempi supplementari) sapremo chi ha vinto”.
    A me verrebbe spontaneo dire “e chi se ne frega di chi ha vinto”; io voglio sapere come sarà composto il Parlamento e chi saranno i miei rappresentanti, voglio sapere se il candidato per il quale ho votato è stato eletto oppure no.
    “Non ci saranno più larghe intese e inciuci vari”. Incomprensibile: attualmente in Germania c’è proprio un governo di larghe intese, e mi sembra che le condizioni di quel paese siano leggermente migliori delle nostre; attualmente in Gran Bretagna la maggioranza di governo è frutto di un’alleanza (la ministressa la chiamerebbe inciucio) tra conservatori e liberali, e mi sembra che siano in maggior numero gli italiani che cercano lavoro in Gran Bretagna rispetto ai britannici che cercano lavoro da noi.
    Eppure il sapere chi ha vinto e l’esclusione di larghe intese e alleanze (perché chiamarle inciuci non è dato sapere) vengono presentati dalla ministressa come valori assoluti, valori ai quali è ispirata la nuova legge elettorale. Rappresentanza? E cheddè? No taxation without representation? Mi spiace, non ho studiato il latino. Separazione dei poteri? Non pervenuta.
    L’importante è che abbiamo portato a casa la nuova legge elettorale, così sapremo subito chi ha vinto e chi ha perso e non faremo inciuci né larghe intese.
    Ah, che bello! Così finalmente cambieremo il paese (con la legge elettorale?), così finalmente l’Italia cambierà verso. Al momentaneo non si vede molto, ma evidentemente sono io che ho bisogno di occhiali.

  13. Chi ha partecipato, nel pomeriggio di ieri 4 maggio, al ‘ presidio di testimonianza ‘ davanti alla Camera dei Deputati, ha potuto amaramente constatare che a ‘ resistere ‘ è una ristretta èlite. Ma voglio anche io essere ottimista, come la professoressa Carlassare , e segnalare – ai tanti cittadini che si battono quotidianamente per attuare il disegno dei Padri costituenti e per realizzare un modello di società più giusta e solidale -una iniziativa che si svolgerà domani, mercoledì 6 maggio alle ore 15,00 a Roma, in via Buonarroti 12 (c/o CGIL), promossa dall’ associazione per il rinnovamento della sinistra (Ars) sull’ attuale e significativo tema della ” Coalizione sociale e alternativa politica “. Al dibattito, introdotto da Alfiero Grandi, parteciperanno – tra i tanti – Maurizio Landini, Stefano Fassina , Nicola Fratoianni, la parlamentare europea Eleonora Forenza (Lista Tsipras) e Mimmo Pantaleo, segretario della Federazione lavoratori della conoscenza della CGIL. Componenti importanti della troppo frammentata galassia a sinistra del Pd che tentano un dialogo. Spero di incontrarvi in tanti.
    Giovanni De Stefanis, Leg Napoli

  14. Corinna Ferrari scrive:

    Sì, resisteremo, anche così si fa pratica di democrazia, attraversandone tutti i passaggi, anche quelli più indigesti, e si osserva, si contrasta, si impara e non si dimentica.

  15. Franco Pischedda scrive:

    Ieri la ministra Boschi era raggiante. Era come se, dopo un estenuante videogioco, sul tabellone dei risultati della votazione alla camera fosse apparsa la scritta: congratulazioni, avete vinto!

    Finalmente, proclama la Ministra, si saprà subito dopo le elezioni chi (ossia, quale lista/partito) avrà vinto, senza necessità delle solite manfrine delle coalizioni (inciuci) di governo pre e/o post elettorali.

    Il fatto è che nessuna lista/partito oggi in campo è in grado di ottenere il consenso del quaranta per cento degli elettori.

    Questo significa che dopo le elezioni non si sa ancora chi ha vinto, e si rende necessario il ballottaggio fra le due liste/partito più votate, senza che siano previste soglie minime e senza tenere conto che il ballottaggio può valere per l’elezione di organi individuali (presidenzialismo) non per l’elezione di organi collegiali.

    Da qui l’assurdità che la composizione del parlamento non avvenga più attraverso la competizione tra liste concorrenti ma per ballottaggio, e si trasformi l’organo rappresentativo della sovranità popolare in una oligarchia per acclamazione (che è la vera essenza del ballottaggio).

  16. Paolo Barbieri scrive:

    Illustre prof. Carlassare,

    “RESISTERE” non basta!

    I Partigiani Resistenti attaccarono mille e mille volte per arrivare alla Liberazione, pagandone alto prezzo!

    Limitandoci a Resistere ritarderemo solo la sconfitta perchè il tempo scorre a favore di Renzi, per il cambio del ciclo economico, per qualche riforma purchessia “portata a casa” da offrire ad una platea sempliciotta in astinenza da riforme mancate, per l’efficace uso dei media a disposizione del potere costituto.

    E’ indispensabile ATTACCARE con la Sovranità Popolare REALIZZATA, non solo enuciandola come avviene da sempre riducendo l’articolo UNO NON PER CASO, a semplice e banale intercalare inefficace!

    ATTACCARE con la Sovranità Popolare Realizzata esercitando gli articoli che consentono la Democrazia Diretta Propositiva! 50, 71 e se serve 40!

    Questo dobbiamo a quelli che hanno scritto la COSTITUZIONE, questo dobbiamo per invertire degrado e declino!

    La bozza di progetto è pronta ed in attesa di integrazioni per farne uno strumento perfetto!

  17. Corinna Ferrari scrive:

    Gentile professore,
    ieri, 3 maggio, sulla Repubblica è stato pubblicato il testo “Quei dubbi sulla fiducia”, in cui il giurista Alessandro Pace si è soffermato sull’ interpretazione dell’ art. 72 della Costituzione e dell’ art. 116 del Regolamento della Camera, che ne discende.
    Se la Presidente della Camera Laura Boldrini ha ritenuto di dare una interpretazione “innovativa”, rispetto al vigente art. 116, alla sua nuova formulazione nella bozza da mesi proposta dalla Giunta di Montecitorio, che prevede che “la questione di fiducia non può essere posta su progetti di legge costituzionale o elettorale”, il professor Pace ne intende la portata quale meramente “confermativa”, a sua volta confermata nella realtà di una prassi, che non pone la fiducia su tali progetti, seguita e mantenuta dal 1953 fino a pochi giorni fa.
    L’aver congelato questa bozza del Regolamento, scomoda per le strategie dell’ esecutivo, che può contare sulla sottomissione, forzata dalla fiducia, dell’ apparato legislativo, mi sembra una dimostrazione di miope efficientismo, così lontana dall’ intelligenza e dal sentimento etico dei padri fondatori della nostra Repubblica. Al senso comune del cittadino appare del tutto irragionevole che non sia stata fatta chiarezza sulla questione, o sulla precisazione, indicata nella bozza della Giunta, prima di imporre la fiducia su un disegno di legge elettorale. Raramente l’astuzia, quando prende il posto dell’ intelligenza, ha fatto “marciare” più veloci le cose, molto spesso ha creato solo sconcerto, confusione, conflitti e un estenuante dilungarsi dei tempi. A dimostrazione che si stanno evidenziando dettagli ed episodi, e non ancora la visione complessiva, che consolida il diritto, e che è anche etica, nel suo contrapporsi alla brutalità, per tenere insieme le cose e il tempo.