Comunali: Moratti e Pisapia, è sfida a colpi di quesiti

Le dieci domande del Popolo della Libertà fanno litigare Giuliano Pisapia e Letizia Moratti. Sì, perché il candidato sindaco del centrosinistra replica agli attacchi pidiellini rilanciando la richiesta di un confronto pubblico con la Moratti e anticipando che le porrà cento domande sul malgoverno della città. La Moratti invece dice di aspettare le dieci risposte da Pisapia e si chiede perché il suo rivale non le abbia posto prima le cento domande annunciate. Insomma, è polemica sulle domande.

Le risposte ai milanesi, evidentemente, possono attendere. Almeno per il momento. L’affondo del Pdl scatta alle 12, dal gazebo di piazza San Babila. Ecco le dieci domande che diventano dieci attacchi a Pisapia. La sua risposta non si fa attendere. Alle 15.30 il candidato sindaco del centrosinistra arriva all’Unione del commercio per un incontro elettorale e replica così: «Non ho nessuna difficoltà a rispondere alle dieci domande che alcuni elettori probabilmente indecisi del centrodestra mi hanno rivolto. Ma in una situazione di par condicio è opportuno che siano poste delle domande anche alla Moratti. Per questo la invito a un confronto pubblico in piazza San Babila il prossimo 7 maggio. In quell’occasione le saranno poste cento domande sui problemi dei milanesi a cui il sindaco non ha saputo rispondere negli ultimi cinque anni di malgoverno».

Nè la data nè il luogo del confronto sembrano scelti a caso da Pisapia. Il 7 maggio, infatti, è il giorno del comizio del premier Silvio Berlusconi, capolista del Pdl alle Comunali, al Palasharp. Sì, proprio il palazzetto considerato dai pidiellini «il tempio della sinistra» perché lo scorso 5 febbraio in 10 mila, convocati dall’associazione Libertà e Giustizia, chiesero le dimissioni del presidente del Consiglio. Pisapia ribatte con la richiesta di confronto in piazza San Babila, la piazza della destra per eccellenza, dai tempi del Msi al «discorso del predellino» di Berlusconi. La Moratti, intanto, controreplica a Pisapia.

Il sindaco prima di tutto giudica «giuste» le domande poste dal Pdl e dice di attendersi le conseguenti risposte: «Noi abbiamo un programma preciso. I cittadini hanno diritto di avere risposte anche da Pisapia». Il candidato sindaco del centrosinistra, però, intende a sua volta porre cento domande alla Moratti. Che ribatte: «Come mai Pisapia risponde sempre dopo che le domande vengono fatte a lui? Come mai quelle cento domande non le ha fatte prima?». Domande che si aggiungono a domande. Il segretario lombardo del Partito democratico Roberto Cornelli si rivolge così alla Moratti: «Da quale dei suoi fallimenti vuole partire il sindaco?», mentre il capogruppo Pd Pierfrancesco Majorino pone subito tre contro-domande al primo cittadino sui 48 milioni spesi per le consulenze, sulle mancate realizzazioni per l’Expo e sull’abuso edilizio del figlio del sindaco. L’Italia dei Valori, infine, pone alla Moratti altre dieci domande: dal Pgt alla lotta alla mafia, dal caso Lassini alle indagini sull’Aler. Qualche risposta da parte della Moratti e di Pisapia potrebbe arrivare il prossimo 11 maggio, il giorno più probabile per il confronto tv su Sky tra i due principali rivali per la conquista di Palazzo Marino.

leggi l’articolo su Il Giorno.it

4 commenti

  • Villa triste,
    tra le mammole nascoste,
    del color delle ametiste,
    poche cose son rimaste.

    Le domande, le risposte,
    il colore della veste,
    la canzone che cantaste,
    le bugie che mi diceste.

    Villa triste!

    Sotto il cielo rappezzato,
    tutto a grappoli d’argento,
    c’è una luce di sgomento
    nel giardino abbandonato.

    Sulla siepe di mortella
    singhiozzando il vento va.
    È una lacrima ogni stella
    che nessuno asciugherà.

    Villa triste,
    tra le mammole nascoste
    del color delle ametiste
    poche cose son rimaste.

    Le domande, le risposte,
    il colore della veste,
    la canzone che cantaste,
    le bugie che mi diceste.

    Villa triste!

    Dietro l’ombra delle imposte
    quante cose son rimaste.

    Villa triste!

    Ci manca soltanto il programma dell’Ulivo prodiano: 280 pagine di promesse non mantenute.

  • Ottima metafora di un paese che fiutava l’arrivo di una tragica “bufera” dopo un ventennio di menzogne.
    L’attuale fase di ricorso storico richiederebbe quanto meno,per un minimo equlibrio nella contradanza pubblicitaria tra i contendenti più esposti passati e presenti di quest’ultimo ventennio,l’approfondito riepilogo delle verità vere sottese dall’inventore del “contratto con gli italiani”,rimaste a suo tempo impigliate a quanto pare nel tubo catodico.

  • E’ nato prima l’uovo o la gallina? cERTO CHE CONOSCENDO LA STRADA VECCHIA è…MEGLIO CAMBIARLA

  • sono un vecchio socialista che ahimè et obtorto collo si ostina a votare pd
    (il minuscolo è voluto), ma un ex rifondarolo non la voterò mai, mentre Boeri l’avrei votato; me ne starò a casa.
    Il milanese è un cittadino moderato, penso che Pisapia farà aumentare il numero degli indecisi e farà vincere la Moratti.
    Sempre con la mia stima, i miei migliori saluti.

    domenico capussela
    P.S. pubblicate pure il mio indirizzo e-mail

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>