Giù le mani dalla scuola pubblica

Non sono passati nemmeno due anni dal tragico crollo di un soffitto al Liceo Darwin di Rivoli, nella prima cintura di Torino, dove ha perso la vita lo studente Vito Scafidi, e un altro, Andrea Macrì ha subito un danno permanente che lo ha costretto su una sedia a rotelle a soli 19 anni.

Circa un mese fa, l’Istituto Regina Margherita sempre a Torino, ha organizzato una protesta davanti al palazzo della Provincia, tenuta da studenti, professori e famiglie, per contestare lo stato di assoluta “fatiscenza” della scuola ex magistrale, oggi liceo delle scienze umane.

È stata denunciata la mancanza di tutto, perfino delle sedie, infatti gli studenti sono costretti a spostare le sedie da un’aula all’altra durante la mattinata di lezione, per non parlare dello stato della sicurezza dell’edificio che sorge nel centro di Torino. Ed anche altre scuole pubbliche hanno gli stessi problemi, compresa la questione dell’amianto da rimuovere.

A fronte di tali gravi problemi della scuola pubblica, in questi giorni di campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, Gianluca Vignale, ex di An ora Pdl, non ha trovato niente di meglio che proporre finanziamenti con danaro pubblico, per restaurare le scuole private.

Tale proposta alla modifica della legge 28/2007, già diretta discendente di quella sul buono scuola. All’articolo 22, dove il testo di legge stabilisce che: “sono di competenza dei comuni, le funzioni relative all’edilizia scolastica riguardante le scuole secondarie di secondo grado”.

In tale situazione, viene data all’assessorato regionale di Alberto Cirio una nuova competenza prima inesistente, cioè, si va incontro alla scuola privata che chiede finanziamenti per l’edilizia di “proprietà” anziché pubblica, come nel caso, ovviamente, delle statali.

Ma come se non bastasse, la proposta, era già stata fatta da Gianluca Vignale il giugno 2010, e portava 14 firme del centrodestra (oltre a quella dello stesso Vignale), e la proposta era di non farla nemmeno passare dal Consiglio, bensì di approvarla direttamente in sede legislativa, in Commissione Cultura.

Il che equivale a dire che, la Regione stanzia a “fondo perduto” denaro per lavori di edilizia su edifici che non sono di appartenenza né dello Stato, né di altri enti pubblici. Alla faccia dei tagli alla scuola pubblica, che questa, vada pure in malora, e che i suoi disgraziati utenti e lavoratori, rimangano pure sotto le macerie, fisiche e metafisiche.

Come se non bastasse ad alimentare il degrado in cui la cultura e la scuola versano nel nostro disgraziato Paese, ci mancava anche l’attacco (sempre di Gianluca Vignale) al Preside del Liceo Massimo D’Azeglio, reo di aver letto pubblicamente (durante la manifestazione dello scorso 13 marzo in difesa della Costituzione) un noto passo di Piero Calamandrei sull’importanza della scuola statale per la cittadinanza democratica. Non si trattato di niente di eversivo, solo un testo di un padre costituente che i docenti del D’Azeglio hanno (lodevolmente) fatto proprio, e votato come “documento del Collegio”, pubblicandolo sul sito del liceo.

A fronte di tale encomiabile gesto, Lega e Pdl, “similia similibus curentur”, hanno contestato sostenendo che il preside è reo di campagna anti-Gelmini, dicendo di voler presentare un’interrogazione al Consiglio Regionale e promuovere un’interrogazione parlamentare per chiedere provvedimenti disciplinari nei confronti di preside e insegnanti.

Si tratta di un attacco palesemente antidemocratico, e anticostituzionale (art. 21, la libertà di manifestazione del pensiero), che niente può giustificare, e che si inserisce nel quadro di un costante svilimento del patrimonio dell’antifascismo, della resistenza, della tradizione costituente. Dove chi non condivide il pensiero unico, gretto e scevro di ogni libertà, viene additato come fazioso, mentre in realtà, si difendono semplicemente i fondamenti della nostra repubblica.

A fronte di tale attacco alle libertà, peculiari della “democrazia costituzionale”, tratti ed elementi fondanti della democrazia, di cui questi signori dimostrano di avere scarsa o nulla conoscenza, la Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, il Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, la Federazione Nazionale degli Insegnanti (FNISM), sezione di Torino, e il Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura Laica “Piero Calamandrei – Onlus, esprimono la loro piena solidarietà al Collegio Docenti e al Dirigente scolastico del Liceo Classico D’Azeglio di Torino. Oggetto in questi giorni di un attacco indecoroso e inaccettabile da parte di alcuni esponenti del mondo politico e religioso.

L’invito a sottoscrivere il documento, va a tutte le Associazioni, il mondo universitario, e ai cittadini.

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico, in dispregio di ciò che prevede la nostra Costituzione.”Questo l’intervento, che devo però completare con una precisazione finale fondamentale: questo discorso è stato pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma, l’11 febbraio 1950. Ribadisco: nel 1950.Ora: se ritenete che sia ancora oggi attuale… allora diventa un imperativo morale – con la libertà di pensiero e di scelta di ciascuno – impegnarsi in difesa della costituzione, in difesa della scuola pubblica, di quella scuola che educa ad essere cittadini consapevoli e soprattutto liberi.

PIERO CALAMANDREI

1 commento

  • Contro i comportamenti di dispregio della Costituzione – utilizzo di soldi pubblici per le Scuole private – la volontà di perseguitare chi difende i Valori Costituzionali – I cittadini che credono nei Valori fondanti la nostra Repubblica si uniscano in una Nuova Resistenza.

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