Berlusconi, fiducia in calo e rimpasto in vista

Fiducia ai minimi e rimpasto di governo all’orizzonte per Silvio Berlusconi. Il record negativo del 33 per cento, questa volta, è registrato dal sondaggio di Ipr marketing che mensilmente aggiorna il termometro del gradimento del premier, dei ministri e dell’esecutivo. I due punti persi nell’ultimo mese dal presidente del consiglio vanno a ingrossare le file degli indecisi (che salgono al 12%).

BERLUSCONI: La fiducia nel premier cala al 33%, il 2 per cento in meno rispetto alla rilevazione di fine gennaio, ben 20 punti sotto il risultato stimato nel maggio 2008 (53%) e 29 punti sotto il massimo risultato positivo (62%) rilevato nell’ottobre 2008. Stabili al 55% gli italiani che hanno poca o nessuna fiducia nel premier (il record di sfiducia risale a novembre-dicembre 2010, con il 59%). Il calo di fiducia nel premier va infatti a rimpolpare la quota degli indecisi, che sale dal 10 al 12%.

GOVERNO: La fiducia nell’Esecutivo sale invece di due punti, arrivando a quota 26%. Si tratta comunque di una percentuale lontana 28 punti dal risultato migliore del settembre 2008 (54%). Scende di tre punti, comunque, anche la percentuale di chi ha poca o nessuna fiducia nel governo, arrivando a quota 60%. I senza opinione salgono di un punto, ponendosi al 14%.

MINISTRI: È formata da cinque ministri la pattuglia di coloro che raggiungono o superano quota 50% nella fiducia degli italiani: Roberto Maroni (62%), Angelino Alfano (60%), Maurizio Sacconi (57%), Umberto Bossi e Giulio Tremonti (entrambi al 50%). Fanalini di coda Sandro Bondi e Paolo Romani, al 18%. Il sondaggio è stato effettuato dall’Ipr Marketing per conto di Repubblica.it nei giorni 13-14 marzo con il sistema telematico ‘tempo reale’ su un campione formato da un panel di 1.000 cittadini residenti in Italia, disaggregati per sesso, età, area di residenza.

In mattinata Silvio Berlusconi e Gianni Letta sono stati ricevuti al Quirinale; l’uscita dei finiani dal governo ha lasciato libere poltrone da ministro, viceministro e sottosegretario. Poi c’è il ministro Bondi, dimissionario da settimane. Al suo posto dovrebbe salire Giancarlo Galan che lascerebbe la poltrobna dell’Agricoltura a Saverio Romano, il capogruppo di Responsabili. Sette i posti liberi da sottosegretario, resto poi il nodo Scajola che minaccia di creare un nuovo gruppo. Berlusconi avrebbe ricevuto assicurazioni nel corso di un vertice a Palazzo Grazioli, l’altra sera, e avrebbe lasciato intendere che sarebbe pronto a reintegrarlo in qualche modo nella squadra di governo.

1 commento

  • Giusto per fare un esempio, il fatto che un ministro come Alfano, zelante esecutore delle leggi ad personam, sia tra quelli che riscuotono più fiducia la dice lunga su quanta contro-informazione ci sia ancora da fare. Ma il calo continuo di Berlusconi dev’essere un motivo in più per insistere nella richiesta di dimissioni e in una politica di opposizione ferma e intransigente.

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