Giustizia, ecco le proposte del Pd

A poche ore dalla denuncia di LeG, ecco il comunicato del partito democratico sulla riforma della Giustizia.

Mantenimento dell’obbligatorietà dell’azione penale, ma introduzione di un meccanismo per indicare le priorità da seguire in ogni ufficio giudiziario. È uno dei punti centrali delle proposte per la riforma della giustizia del Pd, presentate in un comunicato diffuso dal partito. I Democratici propongono di mantenere l’unitarietà della magistratura e del suo organo di autogoverno, ma marcando la differenza tra le funzioni amministrative del Csm e quelle disciplinari, grazie al rafforzamento dell’apposita sezione disciplinare.
Queste alcune delle proposte suggerite dal Pd:

NOTIFICHE – Semplificazione del regime. Ampliare l’uso della polizia giudiziaria territorialmente competente in sostituzione degli ufficiali giudiziari nei casi di urgenza. L’utilizzo della posta certificata in via ordinaria, consente risparmio di tempo e risorse ed evita di dover comprimere l’effettivo esercizio del diritto di difesa.

NULLITA’ – Semplificazione del sistema delle nullità processuali. Prevedere uno sbarramento generalizzato. -

CONTUMACIA – Sospendere processo e prescrizione fino a quando imputato non torna reperibile.

IMPUGNAZIONI – Rivisitazione del sistema. Riduzione dei casi di ammissibilità e proponibilità del ricorso in Cassazione. Alcune attribuzioni della Corte, su provvedimenti in cui l’esame di legittimità non può essere prevalente, devono essere trasferite alle corti di Appello.

RIDUZIONE DEL ‘FLUSSO IN ENTRATA’ – Riduzione del carico di lavoro degli uffici inquirenti mediante la diminuzione del cosiddetto “flusso in entrata”. Per mantenere fermo il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, a fronte di un carico di procedimenti che non ha pari in Europa, ci si deve confrontare con soluzioni che mirano a darle effettività, introducendo moduli di flessibilità. Richiesta di archiviazione per ‘irrilevanza penale del fatto’ o ‘particolare tenuita’ dell’offesà se, pur sussistendo astrattamente la fattispecie di reato, il fatto non rivesta la necessaria offensività per giustificare l’impiego della costosa risorsa del processo.

OBBLIGATORIETA’ AZIONE PENALE – Va rafforzata, resa effettiva e trasparente per garantire l’uguaglianza dei cittadini. Ma la mole di procedimenti non consente alle procure di perseguire tutti i fatti penalmente rilevanti con la stessa tempistica. Si devono così individuare priorità che non siano rimesse al singolo Pm, ma siano ricondotte al potere di programmazione dell’attività dell’ufficio. Secondo un modello partecipato, che tenendo conto delle risorse disponibili preveda il coinvolgimento di soggetti qualificati sul territorio.

INDIPENDENZA E ORGANIZZAZIONE ORDINE GIUDIZIARIO – Individuare procedure per l’autogoverno delle toghe con criteri ispirati a merito e trasparenza. Le nuove leggi hanno peggiorato le cose. Bisogna cambiare subito sistema elettorale del Csm per attenuare l’influenza delle correnti nelle designazioni dei posti in concorso. Va ampliato il numero degli eletti, non solo perché i magistrati sono giunti a quasi ventimila, ma per rendere più efficace il lavoro delle commissioni.

SEZIONE DISCIPLINARE CSM – Va rafforzata. L’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti delle toghe deve essere regolato da procedure che garantiscano una più netta separazione, pur sempre in seno al Csm, delle funzioni. In tal senso è ipotizzabile una sezione separata del Consiglio Superiore per l’esercizio dell’azione disciplinare. La legge 44/2002 ha ridotto il numero dei membri effettivi della sezione disciplinare da 9 a 6 e si è così inevitabilmente attenuata la capacità di controllo del Consiglio sulle condotte deontologicamente scorrette dei magistrati. L’esigenza di rafforzare la sezione disciplinare non risponde solo all’esigenza di rendere più rigoroso e penetrante il controllo sulla professionalità dei magistrati, ma è anche lo strumento perché i cittadini tornino ad esprimere il loro apprezzamento per l’affidabilità dell’ordine giudiziario.

INCANDIDABILITA’ MAGISTRATI – Definire norme che affrontino il tema nelle istituzioni elettive, estendendo alle regionali e alle europee quanto già previsto per le elezioni politiche.

SPECIALIZZAZIONE TOGHE – È necessario favorirla in particolare per diritti fondamentali (famiglia, espulsioni ecc.) e per tematiche economiche. Riflettere su giurisdizioni contabile e amministrativa, per assicurare maggiore trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione.

INTERCETTAZIONI – ‘No’ alle riforme deleterie del governo in materia che impediscono il contrasto a corruzione e crimine.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>