L’Unità d’Italia spiegata ai ragazzi

A Eboli, la città protagonista del romanzo di Carlo Levi, un gruppo di insegnanti, socie di LeG, tra cui Sofia Masillo e Maria Vecchio, ha organizzato nei licei una mostra sui 150 anni dell’Unità d’Italia. Testate di giornali, foto, copie di documenti e di trattati illustrano il lungo percorso compiuto dal 1861 ad oggi. Dai padri fondatori alla proclamazione del 17 marzo 1861, passando per lo statuto Albertino e la breccia di Porta Pia, dalla legge Giolitti del ’12 che sancisce il suffragio universale maschile fino allo scoppio della prima guerra mondiale. L’avvento del fascismo con la marcia su Roma e l’incarico a Mussolini del ’22, il delitto Matteotti e l’inizio della dittatura con il discorso al Parlamento (3 gennaio 1925). Le tappe del ventennio fascista sono segnate dalla chiusura di circoli, partiti politici e sindacati, dalla legge sui tribunali speciali, dalle vergognose leggi razziali e dalla tragica esperienza delle guerre coloniali di Etiopia e Albania. Lo scoppio della II guerra mondiale del giugno ’40 e la riconquista della libertà nel luglio ’43 con la caduta del fascismo. Il 25 aprile del 1945 l’Italia è finalmente liberata, grazie al sangue e al sacrificio versato dai partigiani (lettere di condannati a morte della Resistenza). Nel ’46 il referendum istituzionale sancisce la vittoria dello stato repubblicano su quello monarchico, nel ’47 i padri costituenti danno all’Italia la Legge fondamentale. Con i tentativi eversivi da parte del generale De Lorenzo, del principe Junio Valerio Borghese, di Edgardo Sogno (’64-70) e con l’avvento delle Brigate Rosse, il sistema democratico subisce duri colpi (rapimento e uccisione di Aldo Moro, assassinio del giudice Alessandrini, strage alla Stazione di Bologna). La mostra si conclude con la formazione del primo governo Berlusconi nel maggio del ’94 e la vittoria del referendum costituzionale nel giugno del 2006, in cui viene sventato il tentativo di scardinare la Carta costituzionale. Gli studenti interagiscono con i professori e i curatori della rassegna, a loro il compito di leggere il discorso pronunciato da Calamandrei nel 1955.

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