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L'Espresso

Reati o no, se ne deve andare

3 febbraio 2011 - 8 Commenti »
Mario Portanova

I festini del presidente del Consiglio non sono un affare privato. E Silvio Berlusconi si deve dimettere, che abbia commesso o meno dei reati. Perché quando si ricopre una carica così importante, tra la sfera privata e quella penale esiste la vasta terra di mezzo “della moralità e dell’affidabilità pubblica”.

Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista e presidente onorario di Libertà e giustizia, spiega lo spirito della manifestazione di sabato 5 febbraio al Palasharp di Milano, il grande teatro tenda che nel 2002 ospitò il primo bagno di folla dei “girotondi”. L’obiettivo, dice l’ex presidente della Suprema corte, è “fare chiarezza”, dato che “almeno metà degli italiani non sono raggiunti da un’informazione corretta”.

Berlusconi afferma di non volersi dimettere finché mantiene il consenso popolare.
“Non è così semplice. Ci sono aspetti che non appartengono né alla privacy né al codice penale, ma sono rilevanti per chi chiede il voto dei cittadini. Tra l’altro, i “festini” descritti dalle cronache lasciano intravedere un comportamento compulsivo su cui già Veronica Lario, la moglie del presidente del Consiglio, ha richiamato l’attenzione, parlando di malattia. Nelle democrazie moderne, la salute fisica e psichica di chi governa è attentamente monitorata”.

E dal punto di vista politico?
“Se sei il capo del governo, pagare ragazze per ottenere prestazioni sessuali non è un fatto privato, perché esprime una precisa visione della donna e dei rapporti tra le persone, basata sulla prepotenza e sul denaro. Chi è più forte compra il più debole. È politicamente irrilevante? Poi è il centrodestra stesso a dire che Berlusconi, intervenendo sulla Questura di Milano in favore di una ragazza coinvolta in un giro di reclutamento sessuale, ha agito nell’esercizio delle sue funzioni. Su questa base invocano la competenza del Tribunale dei ministri”.

Nell’appello per la manifestazione, esortate Napolitano a “intervenire tempestivamente”. Come?
“C’è chi pensa di appellarsi al presidente della Repubblica come a un organo con poteri eccezionali, ma questo è proprio di certe Repubbliche sudamericane o ex sovietiche. Noi gli chiediamo di continuare a esercitare la sua autorità morale, che in questo momento è grande”.

Come si sta comportando l’opposizione?
“Libertà è giustizia non fiancheggia alcun partito, il nostro appello è rivolto ai “nudi cittadini”. Ma non siamo antipolitici: la vita pubblica si svolge con i partiti, l’alternativa a Berlusconi si costruisce in Parlamento e alle elezioni. Su questo fronte, finora grandi risultati non se ne vedono”.

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8 interventi a “Reati o no, se ne deve andare”

  1. [...] Reati o no, se ne deve andare, M.Portanova, L’Espresso [...]

  2. Giovanni scrive:

    All’inizio l’ho sostenuto anche io, pensavo che potesse essere il “papa straniero” in grado di normalizzare una destra delegittimata dalla strategia della tensione e dagli anni di piombo. Non è stato così purtroppo e da topi di fogna siamo diventato yes man, ruffiani e mafiosi.

  3. guido perazzi scrive:

    quando si ricopre una carica così importante, come è quella di capo del governo, tra la sfera privata e quella penale esiste la vasta terra di mezzo “della moralità e dell’affidabilità pubblica”.
    berlusconi via dall’Italia! sei INDESIDERATO dagli italiani VIVI. ciao da guidoIpazia

  4. Maurizio scrive:

    Sappiamo intimamente tutti come lo stile di vita che il Premier “promuove” è quantomeno poco edificante (sono sicuro e lo spero per lui che anche lui ne è intimamente consapevole) il punto però è che lui ce lo vuole promuovere e far passare come modello positivo, figo, giovanilistico e perciò al passo con i tempi (non intendo cambiarlo ha affermato di recente, orgogliosamente), in questo supportato da certa TV, purtroppo anche pubblica. Tanto ci crede che in nome di tanto giovanilismo ha anche quasi rinnovato la classe politica del PDL riconducibile all’ex Forza Italia e ancora di più aveva detto a dicembre l’avrebbe rinnovata in caso di elezioni anticipate. L’unico over40/50 ammesso è lui.
    La cosa che avvilisce è che nonne e madri e padri votano per lui, più precisamente per lui piuttosto che per il PDL!!
    Votano per uomo che “frequenta” le loro figlie e nipoti, e anzi, lette alcune delle intercettazioni, sembra quasi se ne compiacciano, se non forse addirittura incoraggiano….
    Chi con orgoglio ambisce e ha il privilegio (e ribadisco privilegio) di poter condurre una comunità -grazie al gradimento come risultante dal voto- dovrebbe porsi (di più, deve imporsi) come esempio e modello positivo, di sobrietà e misura, per tutti i 60 milioni di Italiani, soprattutto e responsabilmente per i più giovani.
    Riguardo alla vicenda Ruby, è stato affermato che il Presidente del Consiglio ha chiamato in questura per una forma di riguardo verso il Capo di Stato di uno Stato vicino, con il quale è doveroso anche mantenere buoni rapporti diplomatici, però mi chiedo, è la stessa forma di riguardo e sono le stesse identiche ragioni per cui già da tempo la ospitava in casa sua ammettendola al rituale del bunga bunga?? Fossi Mubarak e avessi una nipote mi guarderei bene dal mandarla a studiare in Italia e comunque inviterei a non volermi usarmi ed usarLe tutto questo riguardo.
    Forse riusciremo a cambiare Premier, alle prossime elezioni potremo anche liberarci politicamente di Berlusconi ma di quanti anni avremo bisogno per liberarci del Berlusconismo e di un modello culturale ormai passato grazie a certa TV, da qualche tempo anche grazie a certi giornali che ormai hanno trasposto e ci propinano anche in forma televisiva?
    Noi dovremmo sottrarci a questo stato di cose spegnendo da subito la TV, almeno certe trasmissioni. Una TV che il Presidente del Consiglio adesso usa per questi video messaggio che fanno tanto Repubblica populista, sudamericana (un Caudillo da Tabarin), fanno tristezza. A quale paese si stà rivolgendo e a quale comunità parla? alla sua Corte? ai promotori della libertà? la libertà non basta promuoverla, la libertà la si deve praticare.
    Nel ventennio che è stato Mussolini chiamava a raccolta a Piazza Venezia gli entusiasti e i non, adesso ho la sensazione che tutto questo non occorra più, é il nostro Premier che pur non essendo Mussolini -ancora e buon per noi- arriva ed entra direttamente nelle nostre case, da dove comodamente, dal nostro accogliente divano ci lasciamo acriticamente blandire e ammaliare, grazie alla scatola magica e ammaliante che è lo schermo TV, che qualcuno riempie di contenuti che non ci formano ad alcunché e non stimolano discussione alcuna.
    Se da subito cambiassimo contenuti possiamo sperare che da quì a 10-15 anni forse avremo indirizzato le nuove generazioni verso altri e diversi obiettivi rispetto a quelli oggi perseguiti del Grande fratello e via dicendo.

  5. Thomas scrive:

    Un caro saluto a Silvana e a tutti gli altri che come me, condividono quasi parola per parola le sue riflessioni e sentimenti.
    Come nei commenti nel sito LeG e in migliaia di altri luoghi in internet e nei giornali, in TV e nel privato le analisi della situazione anormale e pericolosa- se non altro – sono state fatte con sempre lo stesso ovvio esito: così non lo possiamo accettare, e la situazione deve cambiare. Quindi ? Quindi dall’incontro del 5 febbraio 2011 deve nascere una azione concreta che coinvolge le idee, la voglia di partecipare attivamente di quei milioni di Italiani che condividono la valutazione della situazione e che, per ora , non sanno cosa fare, non vedono l’alternativa visto la poca fiducia che hanno nei parti dovuto al comportamento ben spesso irresponsabile di tanti personaggi politici.
    Se il popolo si mette in moto con delle azioni intelligenti (ripeto ancora la proposta di investire in spot televisivi) questo darebbe una spinta anche ai partiti più importanti di lasciare a parte litigi interni, posizioni egoistici e ideologicamente passati per proporsi alle prossime elezioni con un comportamento più serio e affidabile. D’accordo con Marco: i partiti come organizzazione forti ci sono già e sono importanti e non vogliamo ancora altri. Ma hanno bisogna di aiuto, una dritta, che milioni di Italiani attivati in solidarietà per il paese gli possono dare. (Scusate il mio italiano che non è la mia madrelingua)

  6. Silvana scrive:

    Se Berlusconi si dimettesse, significherebbe (tra l’altro) che ha una qualche percezione della sua disfunzionalità: ma tutti sappiamo che la follia non consente l’esercizio della ragione.
    Dire che B. è “pazzo” (lo scrivo tra virgolette, perchè la sua “pazzia” è sostenuta da chi lo vota e dalla palude che lo circonda, quindi ha dei correi e dei sostenitori) è un punto di arrivo tragico. Privo di speranze di emendabilità, di possibilità di mediazioni, e questo che è sotto i nostri occhi (sotto i miei) è un crollo che mi spaventa. Non so come reagire alle difese di B. sostenute dai vari Alfano, ieri sera dalla Bernini, e cito quelli più “normali” (lascio fuori i Gasparri, Belpietro, Santanchè ecc. che mi sembrano i sicari del padrino).
    Ma la cosa più grave è l’alterazione della visione delle cose che ormai si è impossessata delle persone come tutti noi. Viviamo in un stato di cose irreale.
    Saluti.
    Silvana

  7. marco48. scrive:

    tutto vero, ma……….
    credo che sia necessaria una tattica che possa vincere l’esercito degli affaristi, opportunisti, faccendieri e cortigiane che formano la sua corte e che continueranno a votarlo, questi non demorderanno come hanno dimostrato in questi mesi che non hanno avuto il coraggio nemmeno di prendere in considerazione la possibilità quantomeno di sostituirlo.
    è riuscito a banalizzare cose come la prostituzione, l’acquisto di deputati, la concussione ordinando ai suoi strumenti di comunicazione il dileggio gratuito e fuorviante e così via nei bar il suo elettorato parla di questi argomenti ti lasciano basito dicendo cosa c’è di male che è stato sempre così.
    per favore non fondiamo altri partiti cerchiamo di utilizzare quelli che ci sono in parlamento anche se non sono il massimo, perchè è inutile fare a gara per dimostrare chi è il più puro. siamo al centro di un focolaio di disordini che quanto meno bisognerà prepararsi a gestire e credo che ci debba essere al governo persone più degne e meno colluse con i governi più retrogradi della zona.

  8. Thomas scrive:

    Cito Gustavo Zagrebelsky : “L’obiettivo è “fare chiarezza”, dato che “almeno metà degli italiani non sono raggiunti da un’informazione corretta”.

    E l’incontro il 5 febbraio serve per rassicurarci che non siamo soli a pensare che il cambio ci deve essere e per carricarci di energia. Ma per fare cosa ?
    E’ esattamente qui dove bisogna mettere al leva: portare l’informazione là dove ancora non è arrivata, all’elettorato di Berlusconi e complici.
    Informazioni che dobbiamo fornire tramite la chiacchierata con i colleghi, amici, parenti, vicini di casa.Un breve discorso tipo Barenboim alla Scala prima di spettacoli culturali, eventi sportivi, riunioni, comizi, incontri di qualsiasi tipo.
    E, quasi direi:sopratutto in modo molto ben visibile, con degli spot televisivi. Se 1 milione di Italiani danno 10€, si possono fare degli spot efficaci per contrastare lo strapottere mediatico degli irrisponsabili.