D’Alema: una tattica che smuove qualcosa?

Il nome di Massimo D’Alema, si sa, suscita sentimenti contrastanti nel popolo di centro sinistra: alcuni lo amano, molti lo detestano. E così la sua ultima proposta ha subito provocato un vespaio di polemiche: c’è chi la giudica l’ennesima alchimia politicista foriera di disastri e chi la ritiene una trovata ingegnosa. Ma se proviamo ad analizzarla a mente fredda, vediamo che potrebbe trattarsi di un espediente tattico di qualche utilità.

Dunque: tutti sanno che, se si andasse alle elezioni ora con l’attuale legge elettorale, con grande probabilità avremmo un Berlusconi vincente alla Camera e perdente al Senato, con conseguente stallo parlamentare e la necessità di formare un governo di grando coalizione di cui, però, il Cavaliere dovrebbe essere partner essenziale. L’unico modo per evitare questo risultato sarebbe di coalizzare tutte le opposizioni antiBerlusconi, che sulla carta avrebbero la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Sulla carta, però. Perché una simile alleanza, così forzosa e innaturale, rischierebbe di disgustare molti elettori sia del Pd che del Terzo Polo. Immaginate le corazzate mediatiche berlusconiane intente a cannoneggiare “l’ammucchiata”, “l’armata Brancaleone”, e Fini e Casini che “sono andati a sinistra”. Potrebbe finire con un Cavaliere vincente sia alla Camera che al Senato.

Non se ne esce. A meno di non riuscire a dare dignità a questa eterogenea coalizione.

Questo potrebbe dunque essere il significato della mossa dalemiana. Se siamo in piena emergenza democratica, se dobbiamo ricostruire le regole della civile convivenza distrutte dalla barbarie del berlusconismo, allora ha un senso mettere insieme forze distanti, e che tuttavia si riconoscono tutte in quegli obiettivi minimi ma essenziali. La reazione di Casini conferma questa interpretazione: se arrivassimo all’emergenza la proposta di D’Alema meriterebbe un’attenta riflessione, ha detto l’ex presidente della Camera. E gli stessi finiani, pur molto attenti, e per ovvie ragioni, a marcare la loro differenza con la sinistra, arrivano a conclusioni molto simili.

Tutto questo significa che ci si sta preparando al precipitare della situazione, e che la coscienza di dover dare dignità politica e programmatica ad un’ipotetica alleanza di tutti contro il Cavaliere è ben presente nei protagonisti maggiori della vicenda.

Così però ci si inoltra in un campo minato. Perché la dignità politica e programmatica è tutta nel proporre agli elettori una legislatura costituente che rifondi la democrazia su regole certe e condivise. Ce n’è bisogno, certo: tutti vedono l’abisso in cui siamo precipitati. Ma quale democrazia? E quali regole? Qui il presidenzialista Fini e il proporzionalista Casini la pensano in modo assai diverso, e anche il Pd è diviso. D’Alema immagina un referendum che chieda agli elettori se preferiscono la repubblica parlamentare o quella presidenziale. Ma poi chi dovrebbe dar seguito al verdetto referendario? Un Parlamento di nominati, come sarebbe anche il prossimo se non si cambia prima il Porcellum? Anche con Berlusconi fuori gioco, l’interrogativo resterebbe inquietante. Meglio, allora, proporre l’elezione di un’assemblea costituente, magari scarna, dove i vari sistemi possano essere valutati con serietà e competenza.

Tutto questo, però, è al momento solo un gioco intellettuale. Perché se Berlusconi si dimettesse, allora potrebbe entrare in campo un altro governo, presieduto magari da Tremonti, al quale si potrebbe chiedere la riforma della legge elettorale, che riporterebbe la politica su binari più normali. Ma se Berlusconi si incaponisse a restare, come è molto probabile che faccia, allora il problema di rendere digeribile per gli elettori una grande alleanza antiberlusconiana si riproporrebbe. E vedere che Pd e Terzo Polo cominciano a lavorarci è un buon segno di consapevolezza. Sarebbe bene che Di Pietro e Vendola facessero altrettanto.

18 commenti

  • sono 17 anni che viviamo la fase di emergenza democratica; solo adesso ce ne siamo accorti??? E’ subito stato chiaro che B. fosse sceso in politica essenzialmente per difendere i suoi affari e quelli dei suoi degni compari (ci metto anche la chiesa). Sono 17 anni che con il populismo più bieco ha costruito un potere sorretto però (e qui sta l’incredibile) da chi di politica ne mangia (Fini – Casini in primis).
    Oggi abbiamo due possibilità ed entrambe escludono B. La prima è che si dimetta e con quella stessa maggioranza si apra un dialogo con le opposizioni per ristabilire alcune regole fondamentali (Legge Elettorale soprattutto) e poi di nuovo al voto con le peculiarità di ciascuna formazione;
    La seconda (quella più probabile) è che al sig. B. non gliene frega niente del proprio Paese e ci trascini ad elezioni costringendole opposizioni a fare questa operazione di “ammucchiata” proprio perchè, il tipo di legge elettorale, assegna a chi consegue un voto in più una ampia maggioranza in parlamento, anche se in termini assoluti (di schieramento) si è parte minoritaria del Paese.
    L’Italia non si può permettere di farsi rappresentare da questi indegni personaggi oggi al governo!!! Su questo riflettano Vendola e Di Pietro.

  • Sicchè,mentre prosegue il gioco intellettuale ed i se si rincorrono freneticamente, le armate mediatiche del Berlusca,moltiplicate e consolidate in questi anni felici con il contributo dell’alchimista politico D’Alema e dell’ondivago portaordini d’Oltretevere Casini,abbatteranno in campo avversario con le loro cannonate ogni residua,benevola resistenza.

  • Chiedo scusa a chi legge questa posta lunare,dimenticavo di aggiungere e concludere il mio precedente quadretto riflessivo con la seguente lugubre,reale e drammatica pennellata alla composizione pittorica politico sociale riformistica marchionnesca (o marchionniana ?) in corso nel Belpaese:
    “L’appello della madre di un caduto sul lavoro: AIUTATECI A FERMARE QUESTA STRAGE” !.
    (Da un articoletto nascosto oggi tra le pagine di un diffuso quotidiano dell’ex sinistra-liberale).

  • Non credo che ci siano alternative valide all’analisi di D’Alema e farebbero bene tutti quanti, (l’opposizione tutta) a darsi una mossa. Appunto, anche Casini ha cambiato opinione. Qui non ci sono più nè ex comunisti nè ex democristiani, nè ex fascisti. La situazione potrebbe precipitare, dopo la lettera e la risposta di Bersani. Che cosa aspettiamo? di vedere i carriarmati nelle strade, come a Tunisi e al Cairo? Secondo me dovrebbe costituirsi una ampia alleanza che si desse pochi chiari obiettivi condivisi: legalità, legge elettorale, conflitto di interessi, ma subito! Non poi, il poi di mai ..se … forse… lo abbiamo già visto come funziona! Le televisioni di Berlusconi e quelle di stato dove ci sono i suoi servi hanno dato il peggio del peggio. Spero che non si vogliano ripetere i vecchi errori. Casini sopporterà Vendola e viceversa gli ex comunisti sopporteranno gli ex fascisti, pazienza! Tutti si sopporteranno il tempo necessario per rimettere in sesto questo paese e le sue Istituzioni, basta uscire dall’incubo di Berlusconi e prevenire quello della sua erede che già si sta scaldando al margine del campo. via, via, via!
    andrea

  • Mi sembra che la proposta di Walter Veltroni circa la rinascita dal basso di sentimenti e ragioni nazionali sia giusta. Deve essere un’iniziativa quanto più possibile sganciata dai partiti, un ritrovato senso di cittadinanza. Innescare un processo di rinascita di questo genere potrebbe allora creare il fondamento per una coalizione molto estesa.
    Un sogno? Forse, ma io credo, con Cacciari, che si renderà necessaria un’opera di vera e propria ricostruzione del paese, un percorso di lungo respiro per il quale la proposta di Veltroni potrebbe essere la prima ossigenazione.
    Occorre ritrovare il senso dello stare insieme e superare le diatribe particolaristiche e le conflittualità incrociate.

  • Le “invocazioni” ed i richiami che leggo a commento delle pacate riflessioni della signora Patrizia Rettore,pur nel loro relativismo tematico contingente,confermano,a mio parere, il perchè non sia stato e non sia possibile,per antichi e ancora attuali condizionamenti morali,culturali e geografici,pensare in questo Paese ed agire di conseguenza senza perdere di vista la coerenza,la chiarezza,il rispetto dei principi e delle regole non solo quando sono declamati ma anche quando i suoi figli migliori,nei momenti più drammatici della sua esistenza,dopo aver toccato il fondo della tragedia umana, li traducono in atti formali capaci di illuminare il percorso futuro della vita civile.
    Forse è per questo che ad oltre sessant’anni dalla sua promulgazione,non siamo riusciti ad attuare compiutamente la più bella Costituzione repubblicana e democratica del mondo occidentale e perciò in questi ultimi decenni addirittura,con il trasformismo politico corruttivo quanto mai rigoglioso e la nebbia che avvolge la politica dei compromessi di sempre che evita le rivoluzioni e salva le carriere ma lascia incancrenire i problemi,si piccona in ogni sua parte.

  • per quel che può valere esprimo la mia vicinanza e accordo al commento di Valter che solleva l’obiezione a chi sembra stupirsi solo ora ( fino a che) punto siamo arrivati, sia soprattutto alle considerazione di Salvatore Ricciardi e aggiungo:

    saremo sempre al punto totale di tradimento del valore persona e cittadino del socio(dello Stato) della società italiana che è il cittadino finchè la sinistra tutta ( pd?sel?radicali?idv?..) non farà autocritica sia per il fatto di non aver promosso modelli nuovi per vivere di giustizia sociale (fiscale,economica, culturale,ecc) che creano “pace” dentro il proprio paese , mentre siamo in guerra non convenzionale da decenni, sia per il fatto di non essere stata una sinistra democratica, ergo non aver isolato e mandato dall’altra parte della barricata ( quella dei forti contro i deboli da ingannare, affamare e far rimanere ignoranti con ogni tipo di demagogia e propaganda per la guertra fra poveri come nelle società occulte crimnali mafiose) quella parte di sè , in uomini in carne e ossa ( come D’Alema, Veltroni e tantissimi altri già in erba o “campo” ben avviati, uguali a loro, che vanno ad Arcore) più collusa come tutta la questione meridionale MOSTRUOSA dimostra , e quanto meno complice indiretta del degrado su ogni fronte del nostro paese, della resa ai poteri forti , come fu la consegna dell’etere da parte di D’Alema , Veltroni ma anche Bertinotti al padrone della fabbrica del consenso tramite i suoi media per videocracy regime del bel p2aese

    se non farà autocoscienza profonda degli uomini che piu hanno tradito ( a tutti i livelli politici, amministratori locali e nazionali, intellettuali , culturali ecc) i valori base dell’umanesimo social-liberale ( democratico) , saremo sempre più votati all’autodistruzione addirittura rimanendo ,robecchi docet, con l’invidia delle ruspe tunisine , albanesi,egiziane…

    ci sono altri paesi come il nostro che dimostrano tutto il tradimento delle popolazioni grazie a uomini “istituzionali”,governativi o delle false alternanze, come poi quelli di cui parla questo articolo moderato moderato, uomini addirittura non a caso messi alle commissioni sui servizi segreti e che si sono retti fra loro per una tela del ragno di atti patti ricatti che li tengono insieme in un grumo solo, di responsabilità politiche enormi, politicamente criminali,per i danni irreparabili che ovviamente non hanno vissuto sulla loro pelle, perche dei milioni di cittadini e le loro vite è assodato che non gliene freghi meno di mezzo tubetto o tubazzo.

    La loro responsabilità è come si diceva per i regimi totalitari,stalinisti o hitleriani, di pinochet o di polpot: hanno cioè assistito ( mettendosi in condizione di ricattabilità non per escort , ma per ragion di stato? ) alla lenta agonia come il corpo di Eluana ha simbolizzato dell’intero paese, e che venisse fatto il danno piu assoluto, alle terre e alla terre interiori ,dall’acqua all’aria all’etere, dal lavoro a tutto.Senza alzare un dito ,come diceva Edmund Burke :Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla

    La loro responsabilità è stata quella di non aver espresso il contraltare dovuto alle popolazioni ,in questo caso quella del nostro paese emblematico come altri del mediteranneo e di qualsiasi “SUD” del pianeta votato come Haiti a fare le fortune dalle tragedie delle moltitudini.
    Hanno tradito i padri e i figli verticalizzando tutto, tradendo i loro stessi uomini come la storia di tutti i Vassallo Angelo, dimostrano..come la canzone del pescatore di De Andrè.
    La vergogna che non solo il popolo belga richiama, è come dice Erri De Luca il sentimento piu rivoluzionario e anche pacifico che ci sia..ci stupiamo del male assoluto che dovrebbe essere semplice riconoscere ,in questo caso il nostro pornop2uce, ma sarebbe meglio pensare cosa lo ha reso possibile ed è anche la vergogna DEMOCRATICA di tutti gli altri che non si vergognano come lui non potrà mai , fra cui anche i vari che si ripuliscono ogni volta stile uolter l’africanone, o il leader maximo e che erano” i rottamatori “di allora , ed il paese è bloccato da una vita per questa farsa italiana di cui l’iperbole è stato sb,grazie a tutti gli altri.Tranne ovviamente chi sa ed è pure rimasto “di sinistra” soffrendo in silenzio, emarginato e più o meno impotente ,piu o meno deriso, sbeffeggiato semplicemente per la sua coerenza coscienza credibilità fino in fondo di pratica UOMO,democratico.

  • Ma possibile che nessuno si ricordi dei danni mortali che D’Alema ha inflitto all’Italia con la caduta del primo governo Prodi (con la collaborazione del fido Bertinotti), con la vergognosa bicamerale e poi, dulcis in fundo, consegnando l’Italia a Berlusconi nel 2001 senza avergli tolto il monopolio dell’informazione?
    Come è possibile che un personaggio del genere che ha perso le battaglie più importanti continui a tenere la scena? ma quale credibilità può più avere ? (…e non parlo di Fini e Casini ovviamente)
    In altri Paesi sia D’Alema che Veltroni sarebbero andati in pensione da tempo.

    In conclusione, il tatticismo non serve a niente, serve molto di più il vero rinnovamento e le vere facce nuove perché “con questi non andiamo da nessuna parte”

  • Guardiamo come sono messe le forze: a sinistra ci sono Pd e Sinistra e Libertà, che spesso confliggono; Sinistra e Libertà è un po’ come Rifondazione, cavalca l’onda ma rischia di rimanere col fiato corto. IdV è eccessivamente personalizzata.
    A destra la Laga e il Popolo e sappiamo come sono.
    Al centro Casini, Fini e Rutelli.
    Questi tre grandi contenitori ora sono incomunicanti tra loro. Ma anche l’elettorato è bloccato; se non c’è un movimento tra le forze politiche, rischiamo di non modificare in nessun modo questo assetto disastroso.
    Ricordo il Berlinguer del Compromesso Storico. La proposta non piacque, ma mise in crisi le posizioni rigide di quel tempo e propose una riflessione, creò scompiglio, portò a un più alto livello il confronto politico.
    Lo stallo è di per sè la nostra sconfitta. Come è la nostra sconfitta il gancio che Berlusconi fa al Pd.
    Muovere le forze anti, cercare di avvicinarle, tirare fuori le capacità di dialogo, mediazione, le risorse politiche, credo che si debba tentare. Non si può rischiare la sconfitta proprio adesso.
    Saluti.
    Silvana

  • Mark scrive:
    1 febbraio 2011 alle 17:21

    che ne dici , vogliamo fare altri nomi visto che su quelli piu clamorosi non ci sentono e non è a mio opinione come dice Silvana, perchè è sugli UOMINI di VERTICE che hanno bloccato il paese e che non sono solo quelli di cl.lega.pdl, ma trasversali alle false alternanze.
    Facciamo un esempio allogorico e pratico di come vanno le cose..il nome Letta dice nulla?
    uno da una parte e l’altro dall’altra . solo scorrendo in origanizzazioni di killeraggio economico finanziario, senza essere complottisti, ti lascio leggere da qui tutta la bella compagnia http://www.trilateral.org/ , fra cui anche Enrico , non berlinguer…tu dirai : che male c’è?
    non ci sarebbe alcun male se qusti signori che avevano in mano i destini economici del mondo, hanno lavorato contro le popolazioni come è nei fatti e i famosi RISULTATI.

    la verità triste è che sono arroccati nel bunker non solo i pornoducetti di questa o quella parte del mediterraneo, ma che lo sono altrettano mooooolti nomi in carne ed ossa, fuori e dentro i partiti o i parapartiti, ergo molti purtroppo (tranne le rare eccezioni messe in condizioni di non nuocere ), molti di quelli della stessa parte in cui credi di lottare che nel nostro paese vanno anche sotto una bandiera che ha aggettivo ” democratico” , non solo altro che coloro che coprono il bunker di potere con i suoi uomini , che è potere economico, perchè il politico ormai è solo un paravento, infatti la politica tutta è fallita.

  • Condivido pienamente le poche e chiare righe di Mark. Gente come D’Alema e Veltroni in altri paesi sarebbero scomparsi già da tempo. In particolare (aggiungo di mio) D’Alema non lo sopporto più.

  • Non voglio parlare di chi, ma di cosa. cioè della “ricostituzione”.
    E’ assolutamente necessaria proprio per rimediare agli errore e fissare dei paletti di sicurezza per la democrazia. chi sia degno di condurre questa fase non so, ma credo che le persone di qualità non mancano (almeno nella società civile) Speriamo!

  • Belle le proposte di referendum, assemblee costituenti e quant’altro, ma chi dovrebbe votare le leggi per poterli tenere? L’attuale Parlamento, e con ciò il discorso si chiude. Però la situazione è certamente in movimento e sarebbe ragionevole non stare solo a guardare e lamentarsi (con tutti i motivi, per carità). Bisogna cercare una soluzione che, a mio avviso, si può (e si deve) trovare all’interno dell’attuale situazione istituzionale. Magari turandosi il naso, come disse una volta Montanelli riferendosi allora alla DC.
    E continuando a indignarsi, naturalmente.

  • Grazie della vostra passione, indignazione, attenzione.
    Io credo che ORA non si possa rischiare di perdere. magari perdere per un nulla, ma perdere.
    Fare tutti un passo indietro, uscire da schemi ideologici (a chi interessano più?) e cercare di costruire una alleanza che estrometta i cannibali della destra, questa destra affamata di potere e di soldi.
    Questo è il primo obiettivo. Ci possiamo ricamare sopra quanto vogliamo, ma basta con il compiacimento di essere minoranza.
    saluti.
    silvana

  • Io sono sempre stato molto critico nei confronti di D’Alema, ma fra tanti errori gli riconosco un successo: con il “bacio del rospo”, ai tempi del governo Dini, bene o male ha creato le basi per tenere lontano Berlusconi oltre 6 anni da Palazzo Chigi. Quindi, se per sconfiggere il caimano, la sua strategia è valida, ben venga. In effetti, Flores d’Arcais la invoca da tempo. L’importante è trovare un candidato premier di grande autorevolezza e un programma credibile di “ricostruzione civile e democratica”. Dal canto suo, D’Alema, per essere credibile, deve tagliare nettamente i ponti con certe ambiguità del passato, con quel colossale e autolesionistico equivoco del “dialogo” con Berlusconi, di cui spesso si è fatto fautore.

  • questo di Patrizia Rettori è l’ennesimo esempio di come un intervento all’apparenza moderato e riflessivo possanella realtà trasformarsi in catastrofe .
    Il piano deve essere e può essere soltanto il seguente :
    1) coalizione nazionale sul modello di comitato nazionale di liberazione per liberare il paese dal Berlusconismo e dagli annessi mafiosi .
    2) chiusura dell’anomali Berlusconiana tramite il normale corso giudiziario.
    3) dialogo parlamentale e creazione di governo tecnico di salvezza nazionale (da cui i rappresentati del Berlusconismo devo essere forzatamente esclusi)
    4) qualsiasi cosa và bene a patto che i delinquenti non abbiano più rappresentazapolitica .

    I ragionamenti di D’Alema partono come sempre dal solito presupposto arcaico e sbagliato :
    non stiamo prlando di politica da un pezzo perchè il problema non è politico . E’ semplicemente un problema di bassa ed evidente criminalità .
    Nella migliore delle ipotesi D’Alema continua a pensare di aver a che fare con la politica.
    prima si sitema il discorso criminale poi forse si potrà tornare a fare politica .
    Da 16 anni D’Alema disquisice in salotto di politica , senza voler rendersi conto che il problema nazionale si risolve con la polizia e la magistratura.
    Poi se veramente esistono politici che hanno a cuore il bene nazionale , poi allora si potrà tornare neel enigmatiche fumose , alchinimstiche stanze della politica D’Alemiana che ha prodott per ora soltanto fenomeni di repulsione qule’ è il delinquente berlusconi.

  • Andare alle elezioni in questa situazione sarebbe assai pericoloso e di nominati ne abbiamo abbastanza!! Perciò penso che la proposta sia interessante, ma sul che cosa fare e quali punti da inserire nel programma, ancora una volta credo che debba essere la società civile a dettare alcune regole e richieste da inserire nel possibile programma di una seconda assemblea costituente. Dall’incontro di sabato 5 mi aspetto anche alcune riflessioni in tal senso.

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