Scuola e Costituzione, 10 domande al ministro Gelmini

Nei giorni scorsi la stampa ha dato notizia che Lei, signora Gelmini, quale Ministro della pubblica istruzione, ha disposto, contrariamente a quanto annunciato il 4 marzo 2009, che la Costituzione a scuola non s’ha da insegnare.

La motivazione (a quanto si legge su Repubblica del 12 novembre scorso) sarebbe che “non ha una disciplina autonoma e dunque non ha un voto distinto”.

Rinunciamo volentieri ad intendere queste parole, solo osservando che secondo logica elementare parrebbe spettare appunto al ministro stabilire quali sono e quali no, le discipline autonome. E che forse questa, certamente scottante questione, era sfuggita alla Sua attenzione l’anno scorso.

Vi sono lati oscuri che Ella non ha chiarito, e che impongono a ogni cittadino, che nella Costituzione crede come fonte di ogni legalità e di ogni giustizia, di rivolgerle direttamente alcune rispettose domande.

1. Chi è che ha paura, onorevole Ministro, di ciò che i giovani potrebbero apprendere, leggendo la Costituzione?

2. Chi è che vuole che i ragazzi delle scuole non sappiano che questo paese, una Costituzione ce l’ha, e che ci sono scritte tante cose, che forse potrebbero interessarli?

3. Si vuole forse evitare che i giovani studenti pongano, ai loro insegnanti, e per loro tramite a Lei, signor ministro, delle domande cui – lei, o qualcuno più in alto di lei – non vuole che si risponda? Anzi non vuole che neppure si affaccino alla mente dei giovanissimi?

4. È forse perché far domande è già un segno di autonomia, che può, non sia mai, tradursi in dissenso quando saranno maturi?

5. Si teme forse che, leggendo che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, qualche alunno possa domandare, perché mai i soldati italiani si trovano armati in un altro paese, con carri armati e fucili?

6. E perché quando in quel paese i nostri soldati muoiono, essi sono degli eroi, e quando muoiono soldati di quel paese, ma anche bambini, nessuno li considera eroi?

7. Si teme che quando leggono parole per cui enti e privati hanno diritto di istituire scuole, senza oneri per lo Stato, domandino come mai, mentre si riducono risorse a tutte le scuole pubbliche, si affidano gli alunni a insegnati precari che cambiano da un anno all’altro, si tolgono fondi alla ricerca e all’istruzione, si elargiscono al tempo stesso ingenti somme pubbliche alle scuole cattoliche?

8. E perché, se la Repubblica tutela il paesaggio e la salute come fondamentale diritto del cittadino, si è consentito che la città di napoli e tante altre del nostro meridione siano invase da rifiuti con gravi rischi per grandi e piccini, che non possono cambiare città o regione per sottrarsi ai pericoli per la loro salute?

9. E perchè, mentre tanti babbi stanno perdendo il lavoro, si legge che vi sono persone che hanno non una, ma dozzine di ville, e barche, e automobili, e non si sa quanto pagano di tasse, mentre i padri e le madri pagano sul loro salario fino all’ultimo centesimo, perché le tasse gli vengono prese prima ancora di ricevere la paga?

Sono solo alcune delle domande, signora Ministro, che i bambini le potrebbero porre, se leggessero la Costituzione.

10. È per evitare che a qualcuno di loro, ma forse a tutti quando uno avesse espresso il suo dubbio, le rivolgessero queste domande, che la Costituzione non si deve mai leggere?

Signora Ministro, siamo ansiosi di conoscere che cosa ci vorrà, o non vorrà rispondere. Ma se per caso Lei preferisse tacere, allora ci permettiamo di dirle che, vede, per quelli che hanno poteri e responsabilità pubbliche, ci sono delle colpe, ma meglio diremmo, dei peccati, che, credenti o non credenti, possono sfregiare le coscienze più assai di quelli che rimproverano nei confessionali.. E sono i peccati di indifferenza, di disattenzione, di disprezzo per i problemi che angosciano la vita di ogni giorno per tanti che, delle loro condizioni, e delle loro sofferenze, non sono responsabili.

Noi speriamo che Ella, signor Ministro, voglia rispondere, e rispondere secondo verità, non secondo convenienza. Perché se poi, ella, signor Ministro, preferisse tacere, allora, signora Gelmini, compia un atto di onestà, morale anziché politica, di cui vi è tra i politici tanto bisogno: si dimetta, signor ministro, per il bene del paese, ma anche, lo diciamo senza ostilità alcuna – vorremmo dire fraternamente – , si dimetta, signor ministro, per essere in pace almeno con la sua coscienza.

LeG insegna Costituzione nelle scuole di Perugia e in quelle di Roma (leggi il calendario degli appuntamenti)

10 commenti

  • Se ne faccia un manifesto nero su bianco,corpo 70,da affiggere in tutte le scuole e università pubbliche,in Italia e all’estero,in tutti gli uffici amministrativi delle suddette istituzioni,locali e nazionali aperti al pubblico,nei porti,aeroporti e stazioni ferroviarie e da stampare su tutti gli organi di informazione.
    Per la spesa: aprire la sottoscrizione di un contributo volontario.

  • Stamane sono stato un’ora circa a vedere sfilare sotto casa mia,lungo gli otto chilometri circa dello “stradone” che congiunge i luoghi di residenza del potere politico siciliano nella Città capoluogo,al territorio di Monreale,un’interminabile folla di studenti universitari e medi,diretti a bloccare la tangenziale pedemontana della Città,che collega l’oriente e l’occidente della costa tirrenica dell’Isola.
    Uno spettacolo rumoroso e massiccio che mi ha ricordato quello spontaneo del lontano autunno 1968,il quale sorprese nelle loro chiuse dimore le nomenclature di allora dei partiti e dei sindacati. Costringendoli a correre ai ripari in autodifesa ed a varare dopo qualche anno la gattopardesca legge delega ed i successivi decreti delegati istitutivi degli organi collegiali elettivi delle varie componenti scolastiche,consentendo a partiti ed associazioni ideologiche,cattoliche in particolare, di consolidare la propria presenza nella gestione capillare della scuola pubblica,mediante la presentazione di liste elettorali proprie a livello di istituto.

    Capiranno anche i finiani che il tatticismo politico finalizzato al successo dei propri disegni di potere non giova agli interessi generali del Paese ?.

  • GLI ATTIZZATORI DEI FUOCHI FATUI
    Se l’on. Casini non avesse preso la parola (è un suo diritto) in una Montecitorio tormentata dai dissensi partitocratici sulla “Riforma Universitaria” quasi approvata (ore 15,50), mai avremmo saputo della sua solidarietà alle forze dell’ordine impegnate a contenere le ESUBERANZE degli “universitari” che scassano e aggrediscono fomentati da groppuscoli di facinorosi dediti, come al solito, a creare scompiglio e sconquassi fra i cittadini assolutamente estranei al soqquadro.
    I giovani virgulti delle nostre Università, fiori della cultura che cresce al di là di ogni repressione berlusconiana, rompono, incendiano, sparano, menano, si atteggiano a eroi risorgimentali e creano barricate dalle quali difendono la libertà di ridurre l’Italia un immondezzaio fumigante.
    È incredibile come certi partiti, dai quali ci aspetteremmo indirizzi politici per governare la società, si accodino alle INTEMPERANZE della RACAILLE che tenta soltanto di sovvertire lo Stato e le sue strutture. Per sostituirlo con che cosa? Questo è il busillis.
    Non è ben chiaro quale sia il disegno di coloro che protestano per la mancanza di lavoro, per la munnezza sotto casa (si bruciano gli auto compattatori), per il no al nucleare, per gli immigrati clandestini, contro la scuola privata, per Marchionne costretto a portare la FIAT in Polonia, per la giustizia violentata nei doveri nei confronti del popolo sovrano, per le riforme… per le riforme… per le riforme … ecc., e contro tutto ciò che ha sapore di ordine e di progresso, non si capisce e non si sa dove intendano arrivare.
    Occupano Palazzo Madama, occupano Montecitorio, aggrediscono la polizia: qual è il disegno? Incendiare tutto? Uccidere i parlamentari? Sarebbe questa la rivoluzione? Qual è l’ideale che li ispira? Sempre “Liberté, Egalité, Fraternité? Non è demodé?
    Cacciare Berlusconi? E dopo? Chi sarà l’erede che dovrà provvedere ai disastri provocati dalla “Cultura liberticida” che sovverte l’Italia? La MAFIA (apparentemente in ginocchio) sarà l’erede naturale del nostro miserabile futuro.
    Celestino Ferraro

  • Egregio Salvo,
    è inutile spendere del denaro per manifesti da inviare all’estero, ormai la pochezza italica è servita e spazzolata da WIKILEAKS: i panni sporchi si lavano in pubblico.
    Celestino Ferraro

  • Pingback: Il ministro e la Costituzione » Movimenti - Blog - Repubblica.it

  • Esimio lectiones,
    che ne direbbe se lanciassimo verso qualche lontana nebulosa il nostro inutile fioretto e ci mettessimo a camminare a piedi sul frammento di pianeta del sistema in cui bene o male (più male a quanto pare, dopo averlo saccheggiato,che bene) viviamo ?

  • Per il sig. Salvo.
    L’idea mi pare ottima, ma avremmo bisogno delle ali per trasvolare le galassie. Non è possibile, siamo soltanto dei pedestri bipedi in cerca del loro “ubi consistam”.

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