Laicità, la parola che non piace al governo

Stefano Canti

Avevamo appena scritto cosa ne pensavamo dell’istituzione da parte del Comune di Senigallia, come fatto anche da altri 70 Comuni italiani, di un Registro Comunale di raccolta e conservazione delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario e cioè che l’istituzione del DAT è un passo in avanti verso quell’Italia europea e laica fondata sui Diritti fondamentali della persona e delle libertà individuali che vogliamo e sogniamo di vedere.

Ora sappiamo anche che le ultime volontà di migliaia di italiani lasciate scritte nel loro testamento biologico, come vogliono essere curati, quali interventi accettano e quali rifiutano perché venga rispettata la loro scelta anche il giorno in cui, incoscienti, non potranno dirla, per il governo tramite sua circolare firmata dai tre ministri Maroni, Fazio e Sacconi sono carta straccia, fogli privi di effetti giuridici, illegittimi. Ci sembra una circolare oltre che senza un fondamento giuridico ha la gravità di avere un tono di minaccia e intimidazione verso i Comuni che hanno istituito i registri nella parte in cui si ipotizza “un uso distorto delle risorse umane e finanziarie con possibili responsabilità dei promotori”. Comprendiamo che un primo ministro che ha relazioni con mafiosi e escort comporta un conto da saldare verso il Vaticano, ma le circolari e una guerra ai Comuni non cancellano una sensibilità diffusa, e in più vi è un disegno di legge della maggioranza che aspetta da mesi di essere preso in considerazione alla Camera.

Come detto da Beppino Englaro “se i registri non hanno valore, dicano allora cosa lo ha purché la volontà dei cittadini sia rispettata anche nel momento in cui non possono più difendersi e dire esattamente cosa vogliono. Perché ognuno di noi ha il diritto di disporre della propria vita anche nel momento in cui non sarà più in grado di farlo”. Libertà e Giustizia è convinta che se una persona deve morire attaccata per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento. “Perché un uomo resta un uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco. C’è un modo per difendere la fede di ciascuno, per garantire le convinzioni di ciascuno, per riconoscere la condizione di ciascuno. Questo modo irrinunciabile si chiama laicità”. Ricordiamo anche che oggi 20 novembre è il quindicesimo anniversario della ratifica della Carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che riprende i princìpi della Convenzione sui diritti dei bambini e degli adolescenti approvata dalle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. Per ricordarlo su Facebook molti utenti hanno impostato come propria immagine del profilo un personaggio dei cartoni o dei fumetti. Invitiamo a farlo, come abbiamo fatto noi scegliendo Paperino.

questo articolo è uscito anche su VivereSenigallia.it

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