“La mitezza è una virtù politica?”

“Il libro di uno storico che si interroga sull’avvenire del Paese”. Con questa definizione Gustavo Zagrebelsky presenta l’ultima fatica di Paul Ginsborg, lo storico inglese che ha da poco ottenuto la cittadinanza italiana e che è al fianco di Libertà e Giustizia in numerose battaglie, spiega a soci e amici di LeG, riuniti allo Spazio Krizia di Milano, il senso di questo intenso pamphlet. Sul palco, con Ginsborg e Zagrebelsky, ci sono Sandra Bonsanti, presidente LeG e Elisabetta Rubini del consiglio di presidenza dell’associazione.”C’è la scoperta del bottom wind, quell’energia romantica di Samuel Coleridge”, che piace tanto a Bonsanti e soffia dal basso, “come i venti profondi sui movimenti nazional-patriottici dei decenni centrali dell’Ottocento”. C’è un senso di gratitudine, trstimoniato da Elisabetta Rubini, “perché Ginsborg crede che l’Italia sia salvabile, e il suo libro è un forte antidoto allo scetticismo che pervede un po’ tutti, di questi tempi”.

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Paul Ginsborg per spiegare i motivi che lo hanno spinto a scrivere Salviamo l’Italia cita una poesia di Shelley, “la poesia politica più bella dell’Ottocento”. Shelley, arrivato in Italia dopo le guerre napoleoniche, morì a Viareggio; “si potrebbe dichiarare cittadino italiano – dice Ginsborg – e anche socio onorario di Libertà e Giustizia”. “Come si reagisce davanti a chi decide di realizzare il manganello? Con il pacifismo, con la non-violenza o con la resistenza?”, chiede lo storico.

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Lasciando per un attimo l’Italia, lo sguardo di Ginsborg va all’Inghilterra dei primi dell’Ottocento e al racconto di un momento tragico di lotta spiegato dalle parole di Shelley in The masque of Anarchy, La maschera dell’anarchia, “è la reazione al massacro della classe operaia che manifestava a Peterloo nel settembre 1819. In questa sua poesia il poeta pone il problema della mitezza, ma non riesce a rispondervi”.



Percy Bysshe Shelley, The masque of Anarchy

“Stand ye calm and resolute,
Like a forest close and mute,
With folded arms and looks which are
Weapons of unvanquished war.

And if then the tyrants dare,
Let them ride among you there,
Slash, and stab, and maim and hew,
What they like, that let them do.

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With folded arms and steady eyes,
And little fear, and less surprise
Look upon them as they slay
Till their rage has died away

Then they will return with shame
To the place from which they came,
And the blood thus shed will speak
In hot blushes on their cheek.

Rise like Lions after slumber
In unvanquishable number,
Shake your chains to earth like dew
Which in sleep had fallen on you-
Ye are many — they are few”.

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“Salvare l’Italia – spiega ancora Zagrebelsky – è, nell’idea di Ginsborg, salvare la nostra idea di Italia, quella in cui proiettiamo tutto ciò che di bello, di buono e di giusto vi è secondo noi; al contrario, è sconfiggere ciò che di brutto, di cattivo e d´ingiusto vi si oppone. È dunque una battaglia. Il libro di Ginsborg è un libro combattente”.

5 commenti

  • Da un animatore dei girotondi e del popolo viola, nonchè richiedente la cittadinanza italiana in un momento in cui è preponderante la voglia di andarsene, mi aspettavo un intervento più aderente alla drammatica realtà gravemente emergenziale che richiede appunto “il salvamento dell’Italia”.
    Paolo Barbieri

  • A proposito di mitezza politica,mi sapreste dire quali pressioni ha ricevuto Casini dal “mondo cattolico” (come lui dice) nei giorni trascorsi,per avere cambiato in meno di 24 ore le carte in tavola,pardon,le sue idee ed essere giunto alla determinazione di chiedere al cav. Berlù l “armistizio” quale spalmatura preventiva di vaselina per il suo reingresso nel “grembo materno” dell’esperto in compravendita di favori,generoso elargitore di benefici e privilegi fiscali e patrimoniali vari al di là del Tevere,cav Berlù ?.
    E comunque chi sono i membri di questo mondo politico cattolico,cosi PRESSANTE sulla politica dello stato italiano,i Bertone ?,i Lombardo ?,i Fisichella ?,i Bagnasco ?.

  • Per Paolo Barbieri

    dal basso al basso , in cui mi trovo come te,
    pur credendo fortemente nella idea-lità di LeG, ed in alcune sue risorse apicali che non hanno perso traccia della loro naturalezza collegata al basso, ti dico in altre parole ciò che già sai del mio pensiero:
    siamo ridotti a LETTORI, spettatori, pubblico ,

    il “pubblico” ,da esprimere in capacità di fusione fra l’alto e il basso ,per gli interventi richiesti sulla bruttezza antipoetica del nostro paese, non è possibile,Paolo!

    SIAMO SOLO LETTORI.

    Le microazioni possibili ad ognuno di noi nei gruppi che si sporcano le mani con la dura realtà, non possono modificare la stessa..ma solo portare sollievo momentaneo alle infinite emergenze in cui altri hanno ridotto il paese a una lunga serie di affari PRIVATI ( di cui sb l’emblema e la punta dell’iceberg di un intero conflitto)

    LA TESTA , anche quella migliore di LeG , ha subìto per tuttta una serie di motivi storici sociali, l’amputazione dal proprio corpo,le cui parti possono per ora accontentarsi che ancora ci sia ( la testa) , che ancora non sia sparita, ma non può reincollarsi con l’interezza richiesta…se non in esempi di neuroni eccezionalmente collegati alto/basso e ritorno, con scarsissima possibilita di incidere nel miglioramento della realtà, ridotta ad interventi sul contingente, di emergenza in emergenza, delle infinite in cui versa il paese, le sue stragi ambientali,sociali,economiche e del genocidio umano , di una nazione a cui non è stata riconsegnata nemmeno una traccia di Storia ( condivisa?).

    Il PENSIERO , chi lo elabora, non è AZIONE o concerto delle AZIONI, praticamente rimane, per una “vita tranquilla” , come il film, solo la fuga..non c’è via di scampo, quindi non possono dirti che praticamente non c’è soluzione., se non autocelebrarsi continuando almeno a sognare fra un neurone e l’altro , un altro mondo possibile

    Accontentarsi che non fanno ( quelli della testa di qst associazione) propagande come invece altri al loro “pubblico”, è il mio consiglio.

    siamo ormai un paese ridotto a GRU UMANE di ogni tipo,clandestinità e invisibilità , migranti con migranti .. Fare poesia , nella dura realtà, non è più possbile, l’unica speranza è appunto la fuga, nel caso collettivo, chiamasi organizzare un E- SO -(quindi)- DO ,esodo di massa..come già nella storia di altre popolazioni e condizioni universali di fuga dal potere della morte , fisica, civile …di ogni tipo.

  • Chi è lo snob che ha scritto questo articolo pubblicando la poesia si Shelley senza traduzione alcuna. E’ forse diventato obbligatorio capire anche la lingua inglese?
    Sorry.

  • Pingback: L’Italia che si può salvare secondo Ginsborg | Libertà e Giustizia

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