Penati si dimette

Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani, dopo il risultato delle primarie di Milano ha deciso di dare le dimissioni dall’incarico. In una lettera scritta al segretario nazionale del Pd ha spiegato che di fronte al risultato delle primarie “credo sia necessaria una mia assunzione di responsabilita”. Uno smottamento continuo quello che travolge il Pd milanese. Dopo la decisione dei vertici lombardi di rimettere il mandato, ecco la lettera indirizzata al segretario di partito. “Proprio perché penso che la vittoria alle comunali di Milano sia più importante delle vicende personali, per questo continuerò ad impegnarmi con convinzione per Milano, e perché credo che con Giuliano Pisapia si possa vincere,intendo rinunciare all’incarico di responsabile della segretaria politica che tu mi hai affidato”.

La vittoria schiacciante di Giuliano Pisapia alle primarie del centrosinistra per il sindaco sul candidato del Pd Stefano Boeri segna un punto di non ritorno. È da Milano che si riparte, per Libertà e Giustizia. Dalla città di Berlusconi, della destra e della Lega. A non trascurarlo deve essere proprio il Pd. È inutile rimarcare gli errori commessi dal partito leader del centrosinistra in questa competizione elettorale, è fondamentale invece segnare insieme la strada futura.

Tutti insieme a sostegno di Pisapia, per battere il centrodestra e la Moratti, invita LeG. Che propone di organizzare un tavolo unitario di confronto tra tutti i protagonisti delle primarie: candidati, partiti, associazioni e cittadini che si sono spesi in questi mesi di campagna elettorale. L’obiettivo è la costituzione di un punto di ascolto permanente delle diverse voci della città per affrontare la battaglia finale: vincere le elezioni amministrative del 2011.

La discussione si anima sul web (qui, ma anche qui e  poi qui); le dimissioni del Pd fanno riflettere.

Penati, nella lettera in cui rassegna il mandato da responsabile della segreteria di Bersani, difende il gruppo dirigente milanese e ha sottolineato la necessità da parte del Pd di sostenere Giuliano Pisapia. “Caro Pier Luigi – inizia la lettera – desidero innanzitutto ringraziarti per la fiducia che hai voluto concedermi chiamandomi a svolgere prima il ruolo di coordinatore nazionale della tua mozione nella fase congressuale e poi quello di responsabile della tua segreteria politica. Per me si è trattato di un’esperienza straordinaria e di un grande onore, del quale ti sono profondamente grato”. “Io – spiega entrando nel merito della vicenda milanese – ho condiviso e sostenuto la scelta compiuta dalla Direzione provinciale milanese di candidare Stefano Boeri alle primarie per le comunali di Milano. Di fronte al risultato della consultazione di domenica scorsa e al dibattito che ne è seguito, credo sia necessaria una mia assunzione di responsabilità”. “Ora – aggiunge – è necessario superare rapidamente la pur doverosa fase di chiarimento che ci vede ancora una volta ripiegati su noi stessi e accettare l’esito delle primarie, senza rinviare la campagna elettorale per Giuliano Pisapia che ci deve portare a sconfiggere le destre a Milano”. “Al giovane gruppo dirigente milanese e lombardo, a cui chiedo di riconfermare la fiducia – prosegue – va riconosciuto il merito di aver tenacemente voluto le primarie e di aver offerto ai milanesi l’opportunità di una vera partecipazione. Sono state primarie non scontate, vero esempio di democrazia partecipata. Il dato che più preoccupa è la flessione del numero dei votanti, che mette in luce la necessita di una rimotivazione del nostro elettorato, che vive un momento di scoramento che è nostro dovere non sottovalutare”. “Proprio perché penso che la vittoria alle comunali di Milano sia più importante delle vicende personali – continua la lettera – e per questo continuerò ad impegnarmi con convinzione per Milano, e perché credo che con Giuliano Pisapia si possa vincere, intendo rinunciare all’incarico di responsabile della segretaria politica che tu mi hai affidato”. “Ora – conclude – quello che serve è chiudere in fretta il confronto nel nostro partito. Ora serve che il Pd sia in campo con Pisapia per battere la Moratti. Da parte mia continuerò a lavorare con la passione e l’impegno di sempre per la vittoria a Milano e per l’affermazione dell’alternativa nel Paese. A te il mio più sincero augurio di buon lavoro”.

6 commenti

  • Le primarie sono un momento importante e di viva partecipazione della “base” alle scelte di persone da far scendere in campo per il bene di Milano(in questo caso) o dell’Italia. Per questo io credo ne vada, anche da parte di chi non si era schierato con la persona che le ha vinte, sostenuto il risultato, anche ad indicare l’unità dello schieramento nei confronti della Destra, con la quale ci dobbiamo misurare. Non è dunque il caso di recriminare sulla persona, ma di ritrovare al nostro interno l’unità necessaria per sconfiggere i nostri avversari

  • Le primarie sono un momento di democrazia che va tutelato; ma proprio per questo esse devono rappresentare una fase credibile nel processo di scelta delle candidature.
    Voglio dire che, in qualsiasi elezione, le posizioni più appassionate (non voglio dire estreme) producono una più alta partecipazione al voto determinando una discrasia tra le posizioni di quelli, più moderati (non in termini politici), non partecipano pur essendo la maggioranza e quelli che, come detto, più appassionati, con la loro presenza al seggio, decidono il risultato elettorale, pur essendo in larga minoranza. Perché, sia chiaro, la parte percentuale che ha votato Pisapia (persona rispettabilissima e da votare comunque, ora) è un 45% del 10-15% (dell’elettorato di centro sinistra milanese) che ha partecipato alle primarie e per questo rappresenterebbe un ottimistico 6-8% alle elezioni di primavera.
    In definitiva è auspicabile una maturazione di noi elettori relativamente al Modello Primarie affinché ad esse partecipi almeno un 30 % del totale degli elettori della parte interessata (per ora solo il centro sinistra) all’evento.
    Fintantoché faremo delle primarie solo per pochi, vinceranno sempre i più radicali e motivati.

  • La domanda a cui non ho risposta è perché i partecipanti alle primarie del 2010 siano stati tanti di meno dell’ultima volta. Con tutto il rispetto per Ferrante, questa volta c’erano candidati più attraenti anche per i non “impegnati politicamente”, ma soprattutto c’era una vera competizione con risultato incerto e una possibilità nettamente migliore di battere la Moratti. La demoralizzazione spiega l’astensionismo? Direi di no, visto che i candidati erano tutti non partitici , e quindi il meglio che i contestatori dei partiti potessero chiedere. Qualcuno pensa che il sindaco non incida sulla qualità della vita dei milanesi? Lo escludo. Non mi resta che sperare che gli assenti abbiano pensato “Scegliete voi quello che volete, io lo voterò comunque, pur di non avere la Moratti”…..

  • L’altra mattina, a prima pagina, un ascoltatore a tutte lettere ha detto, alludendo alla sinistra: mettetevi bene in testa che noi delle partite IVA NON vi voteremo Mai! Cadono le braccia, perchè dietro a questa secca affermazione c’è la ferma volontà di una grossa ,potente e privilegiata fetta di italiani che non mettono neppure in discussione la loro inciviltà. Ad essi si aggiunono gli evasori stabili, l’alta percentuale di quelli che non votano e si profila una lotta assai dura, quasi inutile. Provi un americano , uno svizzero, uno svedese ad esprimersi così in pubblico!Ma lì è stato costruito un sistema in cui tutti pagano le tasse e i servizi sono adeguati ,

  • Apprezzabile l’iniziativa di LeG.
    UN AUGURIO DI SUCCESSO DA PARTE DEI MORETTIANI CHE SI APPRESTANO A CELEBRARE IL LORO DECENNALE.
    Facciamo intanto una bella cornice in ebano al prezioso memorial per gli italiani inca….. o che brancolano nel “sottosuolo” dello Stivale, mirabilmente scolpito da Barbara Spinelli su Repubblica di oggi.

  • la scarsa affluenza è solo una valutazione – del tutto relativa – rispetto all’obiettivo dei centomila. obiettivo oggetto di superficiali dichiarazioni e previsioni, fatte da persone che non hanno idea di cosa significhi mobilitare 35.000 elettori e stanarli dalle loro case. quindi è sbagliato sottovalutare il turnout. si parla oggi dei processi di selezione dei candidati nel pd. avremmo dovuto parlare ieri dei processi di selezione dei dirigenti – locali – del pd!

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