Nuova legge elettorale, si dialoga Possibile ritorno al Mattarellum

ROMA — «Al Senato il banco bara»… «Al Senato alle prossime elezioni non uscirà nessun biglietto vincente, per il semplice fatto che il biglietto vincente non c’è». Il professor Roberto D’Alimonte, politologo della Luiss, non perde occasione per ribadire la necessità di mettere mano alla legge elettorale per garantire la governabilità.

Una proposta alternativa? D’Alimonte: «Circoscrizioni più piccole, collegio uninominale maggioritario e niente più liste bloccate, anche se è vero che la lista bloccata, che ad esempio è adottata in Germania, è l’unico sistema che permetta l’elezione di un maggior numero di donne». Ma aggiunge subito: «Se però lo spirito del tempo, lo zeitgeist, fa sì che siano veline, allora…».

Le preoccupazioni di D’Alimonte, molto critiche con l’att uale Porcellum, sembrano coincidere con le richieste di Gianfranco Fini, che a Perugia si è scagliato contro un Parlamento di nominati. Secondo il docente di Scienza della politica «la vera porcata è innanzitutto quella delle candidature multiple, per cui il capolista decide dove optare e chi far eleggere nei vari collegi: ad esempio Berlusconi, tecnicamente, ma nessuno lo sa, è un deputato del Molise, avendo optato per quel collegio».

Per il momento, il Pdl è l’unico partito che ha annunciato, in quanto tale, una propria iniziativa legislativa per la prossima settimana. Dice il vicecapogruppo a Palazzo Madama, Gaetano Quagliariello: «Noi siamo aperti a modifiche, ma deve cadere l’alibi della rappresentatività: il sistema delle preferenze ha già mostrato i suoi limiti, tra i grandi Paesi lo adotta ancora solo la Polonia e nelle regioni del Sud offre grande possibilità di infiltrazione alla criminalità». Quagliariello indica due paletti insormontabili. «Il primo: il sistema elettorale deve permettere al popolo di scegliere chi governa. Il secondo: deve garantire il bipolarismo. Niente ritorno al tempo antico, con le scelte del governo solo dopo le elezioni, con accordi e accomodamenti tra una miriade di partiti». Tanto che potrebbe addirittura tornare in pista una riedizione del Mattarellum. In proposito si sta registrando un’inedita convergenza tra esponenti del Pdl — a cominciare dall’esperto di sistemi elettorali, Peppino Calderisi, che ha scritto in questo senso un pezzo sulla rivista del capogruppo Fabrizio Cicchitto, l’Ircocervo — e 68 senatori del centrosinistra, soprattutto pd di area veltroniana, prima firma il costituzionalista Stefano Ceccanti e 104 deputati capitanati dall’ex ministro della Difesa del governo Prodi, Arturo Parisi. In comune l’insofferenza verso il tentativo proporzionalista dei terzopolisti. Già, il Terzo polo. «Una nuova legge elettorale va fatta — spiega D’Alimonte — perché è praticamente certo che, se si presenterà alle prossime elezioni un terzo polo che raccoglierà consensi elettorali a due cifre, al Senato non ci sarà nessuna maggioranza, non di voti, ma di seggi». Ma secondo il professore «non basterebbe approvare rapidamente il premio nazionale al Senato, non fosse altro perché gli elettori della Camera sono 6-7 milioni in più e più giovani».Intanto il costituzionalista Stefano Passigli ha messo a punto i quesiti referendari per «abolire» il Porcellum. «Le cinquecentomila firme necessarie verranno raccolte a partire dalla prossima primavera — spiega — è la nostra spada di Damocle sulla politica».

2 commenti

  • Illusorio sarà di voler continuare a farsi strapazzare da modelli elettorali ibridi misti incompleti limitati e limitanti che la casta continua a propinarci per continuare a mantenersi in auge con siffatti privilegi e azzeccagarbugli – grovigli riproduttori della solita inconcludenza sistemica quanto risulta riprodurre l’attuale Porcellum come lo era stato il precedente Mattarellum. Così facendo continueremo ad ulteriormente impaludarci dato un siffatto contradditorio semi-galleggiante incedere che ci vede da decenni impantanati ed in continua regressione ad ogni altro paese. In preda ad una frenesia fatta di continui insulsi cambiamenti per farci in schizofrenia percorrere gli stessi tragitti giacché ci vede doppiare in continuazione le stesse caselle dal Proporzionale al Maggioritario e viceversa e/o sprofondare con gli ibridi e/o misti modelli per rimanerci sempre più impaludati di prima imprigionati nello stesso guado. Essendo i suddetti tutti modelli riproduttori d’autentiche perverse aggregazioni elettorali meramente funzionali ai soli fini e scopi speculativi giacché nonostante i tanti cambiamenti si dimostrano sempre più incapaci di riprodurre effetti governativi virtuosi se non quelli gattopardeschi nostrani! Trasformandoci sostanzialmente, in autentici “cittadini pendolari” permanentemente sbattuti e sempre più storditi da un siffatto procedere di cambi e ricambi del modello elettorale dal più al meno ibrido e/o misto tale da esaltare al massimo la partitocrazia da poter sterilizzare ogni partito per lasciare a regime la solita casta! Casta che continua a presentarsi con i soliti intramontabili personaggi intrepidi camaleonti in continuativo trasformismo dove oltre a permettersi di continuare a cambiare il nome ai loro stessi partiti… possono azzardare in continuazione di volutamente stravolgere ogni categoria e far ulteriormente aumentare la già alta Babele da permettersi di continuare ad alzarsi la posta in gioco. Un perverso gioco che ci mantiene ostaggio di quei soliti politici/partiti di turno che in modo più o meno bipartisan o poli – partisan continuano a propinarci quel solito gioco dell’oca fatto con usuali copioni che prefigurano consueti pit-stops farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare sempre gli stessi meccanismi elettorali. Modalità con la quale la casta s’alletta per sostanzialmente mantenere i modelli elettorali incompleti ed inequivocabilmente transitivi per rendersi come casta politica sempre più intransitiva! Anziché prodigarsi a ritagliare per benchmark comparazione quanto già il compendio mondiale offrirebbe per mettere a punto e ritagliarci un sistema elettorale completo quanto una siffatta accelerata realtà sempre più reclama e pretenderebbe: un autentico completo sistema quanto il SEMIALTERNO proporrebbe! Giacché fondamentale risulta disporre di un indispensabile filtro-carburatore elettorale completo per portare in asintote incrementale maturità la democrazia questione necessaria ad ogni sistema paese per rendersi competitivi!
    Allora, sempre più assurdo risulterà continuare con siffatta impropria schizofrenica e viziata “pendolazione” e gioco dell’oca del lasciarci propinare dal solito politico/partito di turno in modo sconnesso ed inopportuno, quei medesimi prototipi filo Maggioritari ad induzione centripeta oppure talaltra con filo Proporzionali – centrifughi cambiandoci meramente un qualche valore in percentuale quando vengono propinati in modalità mista. Senza, mai voler considerare che entrambe queste induzioni sono reciprocamente complementari per intagliare e mettere a punto un vero completo sistema quanto il SEMIALTERNO propugna! Essendo appunto, il sistema SEMIALTERNO strutturato su una base proporzionale che viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Quindi, sarebbe opportuno cambiare registro, diversamente così continuando mai ci si potrà attendere risultati equilibrati, virtuosi rispetto a quando ad ogni latitudine trasuda ormai come esigenza dove acquisire per risolvere e risultare competitivi! Pertanto anche le questioni elettorali hanno le loro ragioni per nuove ed inedite soluzioni già i Britannici ed i Californiani ci stanno lavorando!? Giacché D. Cameron ha avuto il coraggio di mettere all’ordine del giorno il cambiamento di una delle più classiche e rispettate leggi elettorali: il Westminster maggioritario all’uninominale!
    Diversamente sempre più difficile sarà poter affrontare un siffatto scenario così stravolto da una depressione economica che nulla lascierà come prima mutando profondamente i connotati strutturali dell’economia, del mercato e del lavoro e della società medesima… un paesaggio che richiama chiare e nette prospettive per il futuro per non continuare a soccombere.
    Pertanto, non possiamo più venir considerati pargoli di una democrazia paternalistico discente del compassato quando il fracasso riprodotto dal crollato del muro dell’89 e la sempre maggiore pervasività delle nuove tecnologie ed internet stanno ulteriormente squartando il pandora box… proiettandoci in un nuovo mondo che reclama ormai nuove narrazioni, nuovi stati nascenti. Essendosi riprodotto un diverso scenario che reclamano strutturali adeguamenti attraverso inedite soluzioni anche per i meccanismi elettorali esigenza che ormai pulsa e fa barcollare l’obsolescenza ad ogni latitudine giacché i vecchi modelli risultano sempre più incapace di rispondere a vecchie e sempre nuove sollecitazioni che una siffatta sempre più accelerata realtà (liquida Bauman) presenta prossimità inusuali che richiederebbero più adeguati completi meccanismi elettorali quanto il sistema SEMIALTERNO propugna!
    Quale inderogabile impegno per meglio potersi allineare ad un siffatto accelerato tempo imposto dalle nuove tecnologie ed da internet che reclama nuovi ritmi di sintonizzazione e d’adeguamento a queste nuove dimensioni concorrenziali sempre più aperte! Questo è quanto col sistema SEMIALTERNO si va proponendo che grazia alla sua intrinseca articolazione dinamica adattiva permetterebbe d’auto correggersi e rendere il nostro Belpaese un vero Sistema Paese a pervasiva concorrenza sin dalle sue front line!
    In quanto diversamente, anacronistico ed inconciliabile sarebbe pretendere di poter risolvere vecchie e nuove istanze ricorrendo a compassati squagliamenti obsoleti modelli frutto di statuizioni formalmente corrette (Weber – e sempre più corrotte dal tempo!) rispetto a quanto le sempre nuove prossimità presentano reclamando soluzioni più complete! Perfino i Britannici al riguardo, si stanno muovendo e stanno buttano all‘aria il loro, considerato insuperabile, classico modello Westminster – Maggioritario all’uninominale per passare al Proporzionale. Quel Proporzionale che abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica, così come i Californiani stanno buttando avanti la palla della democrazia e, con l’acquisizione della “proposition 14” (autentico esempio precursore del bipolarismo concorrenziale aperto!) sparigliano perfino i modelli presidenziali. Giacché con la soluzione “Top Two” intendono liberalizzare a tutto tondo gli accessi alle primarie aprendo così le opportunità del contendere a tutto il potenziale delle conformazioni politiche presenti sul territorio dopo di ché, solo i primi due potranno definitivamente scendere in competizione per contendersi la rappresentanza! In Usa mantengono alta la concorrenza ricorrendo addirittura ad aumentarla grazia all’opzione del “write in” ovvero, la possibilità che il loro sistema permette di poter scrivere direttamente sulla scheda elettorale il nominativo di persone non espresse nelle liste elettorali. Invece da noi tutto questo evolversi delle cose resta in refrigerazione ammorbati ed abbindolati dalla solita obsolescenza dove un manipolo di politici può permettersi con bloccate liste di nominare un intero bicamerale parlamento alla faccia della concorrenza!
    Imperoché, i Britannici stanno percorrendo il medesimo nostro tracciato ma in modo più accelerato sia pur in senso contrario rispetto al nostro contradditorio supposto galleggiante incedere giacché ci vede da decenni impantanati ed in preda a continui insulsi cambiamenti nel percorrere gli stessi tragitti doppiando in continuazione le stesse caselle dal Proporzionale al Maggioritario e viceversa per rimanerci sempre più impaludati di prima nello stesso guado. Ci restiamo in continuazione prigionieri senza mai renderci conto dell’implicita complementarietà di questi supposti antipodi modelli quando in ultima analisi risultano essere delle semplici complementari articolazioni di quel latente sistema SEMIALTERNO che ineludibilmente sottotraccia si perpetua, sin dai più remoti tempi dalla stessa concezione della democrazia! Giacché come understatement, si perpetua sia pur in modalità non ancora codificato facilmente evincibile dall’evolversi e svilupparsi delle cose giacché chi ha in applicazione un modello proporzionale tende approdare ad un maggioritario invece chi ha in applicazione un maggioritario far il suo contrario quando come quanto sopra esposto per rendere definitivamente rendere completo il sistema elettorale inderogabilmente dovrebbe conseguentemente applicare il sistema SEMIALTERNO!
    Appunto, i Britannici in quanto pragmatici non si permettono tanti arzigogolati inutili arabeschi pertanto non intendono per niente emulare la stessa nostrana “Odissea” ma, vogliono afferrando le cose per le corna passando direttamente dal Maggioritario al Proporzionale. Quello che noi abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica. I Britannici lo penetrano senza impaludarsi come da decenni noi stiamo facendo come Italici restando prigionieri in quelle astute trappole di modelli ibridi limitati e limitanti che la casta continua a propinarci per continuare a mantenersi in auge con imbrogli quanto risulta esserlo il nostro attuale Porcellum così quanto s’è dimostrato esserlo stato il suo precedente Mattarellum!
    Appunto, i Britannici stanno velocemente abbandonano il Maggioritario all’uninominale avendone determinato il suo downgrading dopo aver rifiutato tutti i filo australiani avendolo epurato dopo comprovate doviziose simulazioni sulla loro inefficacia applicativa. Giacché se fossero stati applicati avrebbero dato un’analoga “deadlock” inconcludente risposta essendo dei modelli “à cul de sac” per i risultati di patta che restituiscono quando applicati! Quanto praticamente si sono ritrovati alle loro ultime elezioni gli stessi Australiani dove i due principali partiti si sono “scovati” con soli 72 rappresentanti rispetto ai 76 per avere la maggioranza necessaria a governare!
    Ciononostante, noi anacronisticamente anziché provvedere ad affinare e perfezionare il nostro sistema elettorale, continuiamo indefessi a lasciarci imbambolare dai soliti giochi dell’oca che ci vengono propinati dalla casta senza considerare che ineluttabilmente la risposta non potrà mai eludere dal doversi coniugare attraverso entrambe queste implicite induzioni: centripetocentrifuga che in modo latente ineludibilmente si perpetuano quanto in modo organico il sistema “SEMIALTERNO” propugna!
    Pertanto, tutto questo dovrebbe contribuire ad ingenerare un’epocale rivoluzione sul versante elettorale e spronare tutti ad addivenire a nuove inedite soluzioni affinando quanto in dotazione per affrancarci dall’obsolescenza ed ingenerare un autentico bipolarismo concorrenziale aperto! Giacché, ulteriormente fallace sarà supporre di risolvere la questione elettorale semplicisticamente introducendo una soglia al 4% e pensare così di poter rendere più omogenee le coalizioni oppure acquisendo soluzioni australiane che gli stessi Britannici dopo averle testate attraverso doviziose simulazioni le hanno scartate per l’intrinseca inaffidabilità che esprimono avendone deputato il loro “downgrading”i pertanto le hanno reputate soluzioni incompatibili per siffatti nostri cambiati tempi!
    Proprio perché c’è sempre stato un rapporto inestricabile tra le vicende storiche ed i sistemi elettorali che inevitabilmente coinvolge anche la Costituzione giacché le leggi elettorale più che un’asettica selezione della classe politica hanno sempre rappresentato un dispositivo da poter talora espandere o comprimere la democrazia sarebbe opportuno aggiornarli alla luce di siffatti tempi dove essendo ormai tutto sempre più invaso e pervaso da sempre nuove tecnologie e da internet inevitabilmente questi… portano anche a far collassare precedenti certezze data l’accelerazione impressa da una siffatta realtà che per mainstream confluenza portando in dissolvenza perfino le diverse concezione: ottriata da quella rivoluzionaria che hanno generato le moderne democrazie. Promuovendo quel processo da far superare ogni classica categoria… da cui l’esigenza d’inedite riformulazioni organiche articolate per adottare sistemi ingeneranti un autentico bipolarismo dinamico concorrenziale aperto riproduttore di “naturale” fisiologia, quanto in ultima analisi, si dovrebbe pretendere da un autentico sistema per reputarlo tale! Questo è quanto in sintesi il sistema SEMIALTERNO propugna per poter semplicemente massimizzare: governabilità, rappresentatività, economicità implementando responsabile sussidiarietà!
    Il sistema SEMIALTERNO pertanto, incarna quella comune assiomatica coniugazione, quale “massimo comune denominatore”, di facile estrapolazione attraverso un semplice excursus storico dell’evolversi dei modelli elettorali iniziata ancora da A. Lijphart che nelle varie e diverse epoche si sono succedute ed hanno caratterizzandosi nei passaggi e stadi evolutivi nello spazio tempo sin dai più remoti tempi e nelle diverse società! Fluttuazioni che si sono succedute e che tuttora pulsano in continuazione ormai sempre più intensamente ad ogni latitudine per reclamare quelli opportuni adeguamenti necessari ad ovviare alle solite incolmabili contraddizioni che compassati obsoleti modelli presentano quando ci vengono propinati data la loro intrinseca mancanza di una vera organica articolazione che possa meglio domare quelle latenti induzioni: centrifugacentripeta, passaggi che si rendono indispensabili per addivenire ad un più completo sistema quanto il SEMIALTERNO propugna!
    Poiché solo adottando sistemi a meccanismi elettorale completo quando risultano “capaci” di permettere di chiudere in modo compiuto quel assiomatico ciclo induttivo: “centripeto – centrifugo” attraverso una intrinseca completa articolazione quanto il SEMIALTERNO sviluppa poter raggiungere Solo allora, si potranno aprire efficaci opportunità e liberalizzare virtuose opportunità con concorrenziali risoluzioni governative a vasta e larga gamma ovvero, sia di destra che di sinistra quanto di centro e poter rendere, per concorrenza indotta, l’azione governativa più omogenea ed efficiente possibile rispetto ai soliti vetusti tradizionali modelli: Maggioritari e/o Proporzionali od altrettanti loro ibridi misti giacché questi ultimi essendo strutturalmente monchi nella loro articolazione quanto l’attuale Porcellum dimostra esserlo impossibile pertanto, sarà ottenere da loro, risultati virtuosi ed efficaci! La realtà sempre più ce lo insegna ed attesta!? Giacché questi risultando strutturalmente mutilati, mai potranno permettersi chiuderne quel suddetto ciclo “centripeto – centrifugo” e, quindi impiantandosi induttivamente su una sola prevalente dinamica: del verso centripeto o quell’altra centrifuga, data la loro continuativa ripetitività su questa stessa perversa induzione; scarse saranno le loro risposte ed i loro conseguenti inefficaci i risultati, essendo appunto, strutturalmente limitati! Pertanto, limitanti non potranno che risultare i loro effetti applicativi. Questo è ormai semplicemente sotto gli occhi di tutti che il nostrano sistema sta facendo acqua da tutte le parti! Dimostrato dal fatto che continuiamo a restare sempre più impantanati ed in precario galleggiamento rischiando di sprofondare e soffocare da quello stesso modello che continuiamo a lasciarci propinare in siffatti perversi modi dalla solita casta che tenderà a mantenerli sempre più incompleti ed in un siffatto transitivo modo per rendersi come casta sempre più sicuramente intransitiva anzi per innalzarsi sempre più la posta in gioco!
    Poiché vivendo un siffatto momento cruciale di cambio di paradigmi si esigono drastiche salomoniche – draconiane soluzioni per poter iniettare nella politica quella effettiva necessaria competizione indispensabile ed ingenerare un autentico dinamico virtuoso bipolarismo concorrenziale aperto ed auto correttivo nello spazio tempo quanto col SEMIALTERNO propugna!
    L’esigenza d’aggiornamento in tal senso, si evince ormai da come ogni paese si sta muovendo nella compagine mondiale per benchmark comparazioni poter per meglio affinare i propri meccanismi elettorali e rendersi così strutturalmente duttile, elastico, flessibile, adattivo in modo da risultare glocalmente più competitivo!
    La genesi e lo sviluppo dell’impellente crisi recessiva che ci assimilando dovrebbe esserci d’insegnamento e permetterci di capire che democrazia e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia giacché, sin dal suo ellenico concepimento, nell’”agorà” nel luogo, sulla piazza, entrambe: “democrazia e mercato” reciprocamente s’intrecciavano contestualmente date le contrattazioni del mercato che ivi, si svolgevano e le discussioni che ivi, scaturivano e ne seguivano per stabilire le regole del mercato e della vita politica. Pertanto, come allora, ancor maggiormente oggigiorno, dovrebbe accadere per meglio poter interagire, interscambiare: info, finanza, merci, servizi/prodotti, ecc. data una siffatta sempre più accelerata e pervasiva realtà! Pertanto per filogenetica isometria, si debba reclamare improcrastinabili inediti adeguamenti a check and balance & feed back criterio, “up to date” a livello glocale. Sia nel micro che nel macro non vi siano ridondanze, discrasie risulta indispensabile acquisire quelle indispensabili – global legal rules: risolvibile attraverso l’acquisizione di nuove più affinate autentiche inedite regole tali da rendere indispensabile promuovere un virtuoso consenso ed infondere maggiore senso d’appartenenza!
    Pertanto, urgono adeguamenti affinché le libertà civili ed economiche possano effettivamente ripristinare l’opportunità di virtuosamente reciprocamente intrecciarsi per meglio difenderci nei confronti delle insidie e dai radicalismi provenienti dall’esterno quanto meglio poter dissipare la viziosa inclinazione speculativa della corruzione interna/esterna di velate e veline così come poter contrastare rischiose autoritarie autoreferenzialità ed attacchi di nuovi despoti. Giacché come asserisce J. Attali sempre più assurdo sarebbe continuare studiare sui libri di storia l’avvicendarsi di re e principi, le guerre, i grandi eventi politici, quando la vera storia dell’umanità, ciò che decideva le sorti e lo stile di vita delle persone, si stabiliva sui mercati!
    Urge spezzare quel vizio autoreferenziale ed iniettare maggiore competizione all’interno dell’elettoral-istituzionale specialmente in questo momento in quanto serve sopratutto abbassare anche il costo della politica!
    Questo è quanto l’elettorato s’attende per poter apertamente scegliere i propri rappresentanti politici in un libero concorrenziale contesto dove, un’opinione pubblica possa liberamente giudicare le politiche che vengono proposte le quali, potrebbero essere convergenti e/o divergenti a seconda delle circostanze – e quindi, risultare talora più statalistiche quanto più liberali tal’altre – purché comunque se ne possa sempre per sistemica SEMIALTERNO dinamica auto correggersi per massimizzare le libertà ed i diritti soggettivi dei cittadini! Tutto questo per non mortificarli come accade tuttora per effetto dell’applicare i suddetti limitati e limitanti modelli elettorali!
    L’effervescenza ad ogni latitudine in corso rappresenta il precursore segno della necessità di ripristinare fisiologia che infonda e renda permanentemente virtuosa per concorrenza la discontinuità… solo invertendo il trend d’obesità pluto-buro-cratico ed anche di quella fisica che per metafora l’occidente sembra sempre più voler impersonare, si potrà evitar di soccombere! Giacché così continuando si rischierà non solo d’impaludarci bensì sprofondare rischiando di soffocare effetto del continuare a viziosamente ingrassarci –burocraticamente- a questo insulso anomalo ritmo, specialmente in Italia, dove i livelli di burocrazia raggiunti sono tali da ormai farci rischiare il collasso per l’intero sistema nel suo complesso. Un’ implosione che potrebbe essere sempre più imminente in quanto sempre più difficile diventa supporre di poter competere nei confronti sia dei nostri paesi pari Europei; quanto sempre più inimmaginabile confrontarci con le tigri orientali a capitalismo autoritario specialmente quando ci si lascia facilmente compenetrare da autentici cavalli di Troia… sia nel manifatturiero che nel commerciale vedonsi Prato e dintorni!?
    Allora, sconcertante e paradossale diventa esimerci dall’applicare tutte quelle potenzialità che le nuove tecnologie ed internet permetterebbero, avendole concepite proprio noi, in occidente, non se ne capisce il perché del rifiutarsi d’applicarle in modo da rendere strutturalmente virtuosi i nostri sistemi organizzativi per migliorarci e renderci competitivi riducendo le filiere ovunque in tutti gli ambiti, livelli e contesti. Anche sul fronte degli apparati pluto burocratici politico amministrativi che non possono permettersi di restarne immuni da questo rivoluzionario concettuale cambiamento di paradigmi! Appunto, anche in questi ambiti politici-amministrativi, per “isometria” a quanto già sta accadendo nel mercato grazie alla pervasività di suddette nuove tecnologie si potrebbero invertire il trend e ridurre le filiere per incrementalmente abbassarne i gap!
    Diversamente così facendo si riprodurrà un perverso processo di schiavizzazione indotto dall’autoreferenzialità della casta che rischia di far esplodere il sistema nella sua interezza contribuendo inesorabilmente ad innestare un pericoloso auto-incartamento che ci preclude ed esclude poter essere competitivi! Tale da potenzialmente escluderci dal compendio mondiale per la scarsa indotta e riprodotto strutturale competitività. Pertanto, improponibile sarà aumentare anacronisticamente i livelli burocratici aggiungendo alle già considerate superate province (che si progettava di voler eliminare) con altri livelli esempio le comunità di valle e/o di montagna, ecc.!?
    Quando ovunque, la realtà reclamerebbe una ben più drastica riduzione delle filiere e dei livelli politico-amministrativi e portarli tendenziali a solo due: locale e generale affinché il sistema nel suo complesso affinché risulti snello ed integro non mastodontico ed ingessato effetto del restare imprigionato in una sempre più piramidale faraonica organizzazione politico-amministrativa! Così facendo ineludibilmente nel breve, non potrà che soffocarci per l’eccesso d’obesità sia fisica che strutturale effetto d’un assorbimento indotto da un siffatto viziosi modelli elettorali per poi ineludibilmente collassare! Quindi, dovremmo invertire la rotta e rendendoci conto di quando ovunque, stia sempre più pervasivamente prendendo piede… modelli salutari pragmatiche attraverso prassi virtuose e procedure che snelliscano quanto la Kai Zen (alla Deming) propugna assumendo protocolli procedurali tali da poter incrementare ed implementare qualità-democraticità a tutto tondo ed a tutto campo quanto per isometria il SEMIALTERNO propugna! Improrogabili pertanto, risulta doversi rendersi strutturalmente magri e snelli “elastico flessibili adattivi” come Sistema Paese iniziando dalle front line adottando meccanismi elettorali completi senza continuare a far la solita melina come la casta intenderebbe continuare per cullarsi cinicamente nei propri privilegi! Pertanto, anacronistico supporre di pensare di poter continuare indefessi con assemblee plutocratiche e/o ridondanti (bicameralismo perfetto!?) quando da decenni la stessa classe politica se ne era fatta carico di ovviare nel merito! Ciononostante, l’istinto d’auto perpetuazione e proliferazione conservativa permane alla casta indipendentemente, dalla posizione politica dei suoi membri giacché in bipartisan e/o “polipartisan” alcun potere si autolimita! Un gap che come Belpaese, purtroppo ci blocca e c’ingessa al compassato fermandoci al periodo “paleozoico” ovvero quello paternalistico della democrazia discente! Giacché alcuno sembra non considerare che il muro dell’ibernazione sia da tempo, crollato già nell’89! Momento che ha ”decretato” che il “too big to fail” non può continuare ad albergare in un siffatto nuovo mondo lasciando continuare taluni a speculativamente incapsularsi in siffatto elefantiaco infantilismo! Assurdo pertanto, risulta dover morire d’obesità indotta da un siffatto sistema “porcellum” e quant’altra ricrescita plutoburocratica!
    Quindi, su molti fronti urgono aggiustamenti e non ultimo provvedere a dare opportuna regolamentazione all’art. 49 affinché il tutto non continui ad avvitarsi su se stesso diventano sempre più autoreferenziale, urge rendere equilibrate e simmetriche le cose su tutti i fronti e versanti anche quelli dei meccanismi delle leggi elettorali, provvedendo innanzitutto a renderli completi quanto il SEMIALTERNO enuclea per sintonizzarci ai tempi che una moderna democrazia. Democrazia che reclama potersi sviluppare lungo la traiettoria segnata da aspirazioni ideali che sempre sopravanzano le condizioni reali in asintote miglioramento incrementale per dissipare deterrenza, autoreferenzialità rappresentate da assodati interessi corporativi e quelle tendenze culturali inclini alla bieca conservazione riproduttrice d’obsoleti stantii modi consensuali e consociativi di fare politica tendente ad ingenerare rischi autoritari!… Urge far chiarezza e con un balzo di qualità sistemica quale il sistema SEMIALTERNO enuclea; poter ridurre sempre più quel gap che s’insinua tra ciò che la democrazia dovrebbe essere dall’esserlo in quanto: “Ciò che la democrazia è non può esser disgiunto da ciò che la democrazia dovrebbe essere!” Sartori Allora, essendo la democrazia un mezzo abbisognerà come prerequisiti anche meccanismi elettorali che potranno aumentarne sempre più efficienza ed efficacia quanto più risulteranno allo scopo strutturalmente integri e completi e sempre più capaci di poter riprodurre un bipolarismo concorrenziale aperto quanto il SEMIALTERNO propugna per tutti coloro che la vorranno cavalcare, vivere e condividere!
    Urge ulteriormente risolvere i soliti inevasi propositi perennemente elencati e continuamente rimandati:
    • Ridefinire i poteri tra Esecutivo e Parlamento e rafforzare il potere del governo sul processo legislativo ricorrendo anche a legge ordinaria o con modifiche dei regolamenti, senza il complesso iter delle riforme costituzionali per conferire al premier il diritto di fissare priorità per l’ordine del giorno, stabilendo l’obbligo del parere favorevole del Tesoro (e/o art. 81) su leggi che comportino aumenti di spesa o diminuzione di entrata, dando priorità e tempi certi per i progetti del Governo;
    • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49.
    • Riconoscere più specificità funzionale alle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
    • Rendere improrogabile (al di là degli atteggiamenti dei tacchini a Natale!) un concreto dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari (a 300 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista dalla bozza Violante… un abbozza che umilierebbe il tanto vantato italico Europeismo!? In quanto basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento europeo le direttive, le normative senza frenarne con la solita “nostrana plutocratica retorica” quelli opportuni adeguamenti là legiferati! Perché un netto dimezzamento numerico dei Parlamentari dimostrerebbe una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione;
    • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici;
    • Eliminare innanzitutto la possibilità delle candidature multiple dove il capolista decida di poter optare a suo piacimento farsi eleggere in un collegio rispetto ad un altro e viceversa;
    • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler futurologo?!
    Giacché solo avendo a cuore il proprio destino si potrà perseguire e realizzare quella propria personale ambita autonomia indispensabile a potersi riscattare da quell’ancoraggio in si permane condizionati da un siffatto italico imprinting che si caratterizza per varie costanti ricorsività date da: un paternalismo discente, una pervasiva cooptazione, un famelico nepotismo ed un endemico familismo, che rischia di imprigionarci in ottusi compiacimenti plebiscitari ed altre commendevoli derive autoritarie, ecc.
    Pertanto, indifferibile risulterebbe poter:
    • Altrettanto auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’€urozone” giacché gli adeguamenti non dovrebbero valere solo per la parità dei 65 anni bensì per tutti le altre palesi incongruenze;
    • Eliminazione del Quorum ai Referendum abrogativi per introdurre “per un fisiologico necessario equilibrio” anche il Referendum Propositivo! Vedonsi California ultimamente e la loro patria per antonomasia: la Svizzera.

    Irriverente risulta continuare a conservare una legge che non piace a buona parte della pubblica opinione, costringere gli elettori a votare una lista bloccata e, per di più che fallisca nello scopo? Assurdo continuare a sperimentare non voler capirne l’incoerenza!

  • Un’attualissima interessane curiosità sull’efficacia, potenzialità e funzionalità del
    “write in” per contrastare l’autoreferenzialità della nostrana casta.
    Opzione prevista ed integrativa anche dal sistema elettorale SEMIALTERNO che strutturandosi su una base proporzionale verrebbe sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Appunto per contrastare l’autoreferenzialità della nomenclatura, giacché, lo stesso on. CASINI or ora presente in TV a “L’ultima parola” si sta rendendo “finalmente” conto di siffatta assurdità raggiunto tanto da affermare che “siamo in presenza di una nomenklatura di partiti senza partiti!”
    Col “write in” appunto, In Alaska – La rivale di Sarah Palin in Alaska, Lisa Murkowski, ha
    dichiarato la sua vittoria alle elezioni di midterm per il Senato.
    Murkowski, sconfitta alle primarie repubblicane dal candidato del Tea Party
    Joe Miller sostenuto dalla ex candidata alla vice presidenza, si era
    presentata alle elezioni senza che il suo nome fosse stampato sulla scheda,
    e i suoi sostenitori avevano dovuto scrivere per esteso, e senza errori di
    ortografia, il suo nome. Murkowski ha dichiarato la sua vittoria dopo che
    gli scrutatori le hanno dato un vantaggio di 10mila voti, piu’ degli 8.252
    contestati dal rivale Miller.
    Lisa Murkowski write-in bid for Alaska Senate: Why would she?Lisa Murkowski
    is set to say Friday whether she’ll vie to keep her Senate seat by running a
    write-in campaign. The GOP establishment and ‘tea party’ activists seem of
    one mind about this: Don’t do it.
    Per una diretta visulizzazione!
    http://www.csmonitor.com/USA/Politics/The-Vote/2010/0917/Lisa-Murkowski-write-in-bid-for-Alaska-Senate-Why-would-she

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