Un successo. E un errore: l’alt al governo tecnico

Sandra Bonsanti, presidente dell’associazione «Libertà e Giustizia» è corsa giù dal Veneto per intervenire ieri alla Leopolda. E lo ha fatto perché «la scommessa è adesso. Questa prima loro tappa è andata molto bene, forse oltre le stesse aspettative. Il problema è che la politica corre: loro corrono allo stesso modo?». Dopo essere intervenuta, però, vuole riflettere meglio sul significato della tre giorni. E nella proposta Renzi e Civati c’è una parte più debole: «Il no ai governi tecnici. E non sono d’accordo con loro nel dire che la riforma della legge elettorale non sia un’emergenza».

Proprio mentre si chiudeva la tre giorni della Leopolda, Gianfranco Fini chiedeva a Berlusconi di dimettersi da premier. «Le cose trottano— commenta Bonsanti— Renzi e Civati devono fermarsi un attimo a ragionare: il Pd si dedicherà a superare questa fase, in cui il Paese sta scivolando nel burrone e forse occorre trovare soluzioni magari non ideali e che faranno storcere il naso. Non possono trasformarsi da rottamatori della classe politica a disturbatori di una fase politica delicatissima». Insomma, «la loro strada è lunga— conclude Bonsanti— non so se Renzi e Civati avranno il tempo di metter su le altre tappe promesse, o ci sarà una accelerazione per arrivare alla meta. Difficilmente il vertice del Pd potrà prescindere dalle cose dette a Firenze, da come sono state dette, così come non potrà prescindere dal successo e dalla passione di Nichi Vendola. Il Pd deve imparare ad ascoltare anche le voci che non condivide».

Leggi la testimonianza del coordinatore LeG Toscana, Alessandro Bruni

5 commenti

  • può essere che il no al governo tecnico sia un errore, o un punto di debolezza.
    ma.
    poniamo che domani berlusconi si dimetta.
    poniamo che dopodomani il governo tecnico si faccia.
    poniamo che il giorno dopo il partito “a” dica che vuole una legge elettorale con uninominale a doppio turno, il partito “b” invece vuole la proporzionale, il politico “pippo” dice che le preferenze non sono una priorità, il leader “pluto” che il premio di maggioranza è necessario per garantire la governabilità ….

    vorrebbe dire garantire governi berlusconi per tutta la vita.
    pensiamoci bene.

  • Concordo: affermare che la riforma della legge elettorale non sia un’emergenza, è un limite.

    Credo che sia il momento giusto per riproporre sulla stampa e nei circoli l’appello di L&G, è necessario ristabire un contatto su una questione “pratica” con il maggior numero possibile di cittadini, coinvolgere, chiedere assunzione di responsabilità.
    La situazione ci impone di lavorare, fare, nonostante le difficoltà, l’assenza di prospettive certe.
    Una nuova coscienza civile si ricostruirà molto lentamente e con fatica. Ma senza una sinergia, e un progetto condiviso, tra una base ancora disponibile e una classe di intellettuali e di politici che guardino finalmente verso il basso, non si potrà nemmeno pensare di iniziare a togliere di mezzo le macerie e allineare un mattone sopra l’altro…

    Il rinnovamento certamente richiede la formazione di una nuova classe dirigente, ma è tutto il sistema politico da rottamare. E per farlo bisogna che cresca la coscienza civile degli Italiani e di conseguenza la loro voglia di partecipazione. La gente ha bisogno di ideali, di progetti, di speranza…

  • Finchè la crema dell’èlite di questo paese, presente nel prestigio intellettuale dei vertici anche di LeG , non si sporcherà le mani ( nel senso di sudore disinteressato) a ricucire tutte le relazioni necessarie ( che una perfetta nessuno come me non può avere e siamo milioni nel basso di scollegati fra noi e dall’alto al basso) , SAREMO SEMPRE FERMI AI BALLETTI ALL’ITALIANA …peraltro illusori del fai che tutto cambi perchè nulla cambi, mentre il paese si sgretola in mille pezzi

    I VERTICI del DISSENSO CIVILE, se vogliono essere DEFINITIVAMENTE utili a questo tragico paese, devono RIUNIRSI! ASSET! come quelli finanziari che fra forti sui deboli sanno farci benissimo e da cui dovremmo aver imparato le strategie per capovolgerne il rapporto ma con le stesse tattiche societarie:

    ESSRE A GUIDA di quel concerto avulso dai soliti interessi e mani sulla citta e il paese, perfettamente ricucito nei suoi sistemi orridi di fare sistema paese ( peraltro ormai al cedimento strutturale conclamato su tutti i settori )

    NON ci sono piu altre strade e alibi o tira a campa’ …o ci si rende operativi dall’alto della forza degli intellettuali , per questo tessuto immediatamente volto al riscatto del paese IN FORMA DEL TUTTO NUOVA ! ( non citando nemmeno Fini , i cui uomini non sono nemeno capaci di dare a quel necessario antiberlusconismo di destra , un minimo di immagine, vedi la scopiazzata , copia incolla di una vecchia volpe del pd ) , oppure tutto si sgretola come a Pompei , pezzo a pezzo, e la coppia Civati Renzi , finirà per essere il bluff che sono stati Veltroni D’Alema , fino al precipizio finale, chè è già culturale ed economico di un paese fatto di persone che gli intellettuali nn hanno mai voluto approcciare , altrimenti non ci ritroveremmo con milioni di italiani non fatti e che votano quelli che gli sanno satr vicini baciando ampolle ,mentre la bolla acqua diventa oceanica e innonda ogni falso padano.

  • caro Plinio, non sono stata chiara e me ne scuso. Io penso che il governo tecnico o istituzionale o di garanzia si chiami come si vuole si farebbe soltanto se nel frattempo fosse statpo trovato un accordo sulla legge elettorale ossia su come cambiarla per impedire che anche queste siano elezioni in cui i cittadini non scelgono un bel niente e il premio di maggioranza, quel premio, ci condanna in eterno a B., governo e Quirinale. Altrimenti lo stesso napolitano si guarderebbe bene da tentare una soluzione del genere. Comunque, non mi faccio tante illusioni: l’opposizione troverà modo di non mettersi d’accordo.

  • il no al governo tecnico e la sottovalutazione dell’urgente riscrittura dell’attuale legge elettorale equivale a buttare via il bambino insieme al’lacqua sporca.

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