Se la cricca difende il boss della sanità privata

Se non fosse tutto vero, saremmo alla farsa, ma in qualche modo anche una scandalosa farsa purtroppo si è consumata. Dunque l’onorevole Amedeo Laboccetta (ex finiano ora conquistato alla causa berlusconiana), denuncia nell’aula della Camera le presunte lungaggini del procedimento penale a carico di Giampaolo Angelucci & soci (alcuni dei quali erano stati arrestati, e poi rimessi in libertà provvisoria) accusati di colossali ruberie, per decine e decine di milioni, ai danni del Servizio sanitario nazionale: fatturazione di prestazioni terapeutiche presso la clinica San Raffaele di Velletri in realtà sovrastimate, spesso non autorizzate, e in molti casi addirittura mai eseguite. La clinica fa parte del gruppo Tosinvest fondato dal padre di Giampaolo Angelucci, Antonio, ex esponente di An ed ora deputato del Pdl. La Tosinvest controlla a Roma e nel Lazio una parte rilevante della sanità privata.

Comincia ad esser chiaro, allora, perché Laboccetta (e con lui altri trentasette deputati, tra cui il capogruppo Fabrizio Cicchitto) ha steso e illustrato una interpellanza urgente sul caso? Ma, a parte la dimostrazione che la famiglia Angelucci è in grado di mobilitare un così imponente e solidale schieramento parlamentare in sua difesa, a parte questo ecco la ciliegina sulla torta: la richiesta finale che, di fronte al presunto passo di lumaca dell’inchiesta, sia disposta un’ispezione ministeriale presso gli uffici giudiziari di Velletri. E chi è il capo degli ispettori del ministero della Giustizia? E’ quell’Arcibaldo Miller coinvolto sino ai capelli nell’inchiesta sulla P3: il magistrato che – come hanno rivelato le intercettazioni che tutti hanno potuto leggere in questi giorni – suggeriva alla cricca le mosse per rendere possibile un’ispezione presso la Procura di Milano in difesa degli interessi del candidato-governatore Formigoni. Insomma, l’ononrevole Laboccetta non ha sbagliato indirizzo e richiesta: una bella ispezione che metta con le spalle al muro quei “comunisti” che perseguitano gli Angelucci e la loro Tosinvest, una poderosa macchina macina soldi sulle spalle della sanità pubblica grazie a generose convenzioni.

A questo punto toccava al governo dire la sua. Il guardasigilli Alfano ha evitato di rispondere, delegando all’imbarazzante compito un suo sottosegretario. Chi? Altra stupefacente sorpresa: a rispondere è Giacomo Caliendo, l’uomo che, con Carboni ed altri “sfigati”, aveva brigato per influenzare alcuni giudici della Corte costituzionale e convincerli a non dichiarare incostituzionale (come invece avvenne) il famoso lodo Alfano, lo scudo per parare Berlusconi dai tanti procedimenti penali a suo carico. Ma evidentemente Caliendo aveva avuto ferree disposizioni di non avallare sino in fondo le pretese avanzate per conto degli Angelucci. Le irregolarità addebitabili ai magistrati? “Presunte”. Mancato rispetto dei termini di durata delle indagini preliminari? Sospetto “adombrato”. Certo, sono state chieste informazioni prima di rispondere, e “l’ufficio requirente ha evidenziato l’impossibilità, allo stato, di formulare le proprie conclusioni essendo in attesa degli esiti delle consulenze disposte, e ravvisando comunque l’opportunità di procedere unitariamente rispetto ai fatti successivamente contestati”, vale a dire accusa che aggravano ancora la posizione degli inquisiti. Comunque, quando l’inchiesta sarà chiusa, “il ministro della Giustizia compirà le necessarie valutazioni e potrà assumere ogni determinazione di sua competenza”.

Insomma, niente ispezione da Roma, a Velletri i magistrati possono continuare a lavorare in santa pace. Figuratevi la replica di Laboccetta. “Con molta sincerità resto meravigliato e non certo soddisfatto della risposta, figlia di un comportamento opaco di un giudice scorretto che compie un lavoro molto perverso e pericoloso”. Di più: quello che è in atto a Velletri “è un comportamento illegittimo e illegale”. Ergo, “ci sono tutti i presupposti per una immediata ispezione, e spero che il ministro Alfano la disponga ad horas”. Perché “se non facciamo ispezioni su casi del genere, quando le facciamo?”. Ecco, quel “facciamo” è tutto un programma: quasi quasi vorrebbe farla lui, Laboccetta, l’ispezione….

4 commenti

  • Surreale l’intervento di Alfano,visto che la combriccola di malfattori che attacca l’assetto costituzionale e si è impadronita dei soldi pubblici degli appalti, si adopera fino allo sfinimento proprio per far passare i Lodo Alfano.Forse è meglio dire agghiacciante.DunqueAlfano interviene a proposito della cupola malavitosa per minimizzare come il suo Cesare.”Non bisogna esagerare” dice al Tg3,”si tratta di episodi isolati”Episodi isolati che portano alla nomina del giudice Marra e della compravendita di altri 20 giudici proprio per approvare le leggi ad personam di Cesare che sono un attacco pesantissimo alla Costituzione e allo Stato di diritto.Vorrei chiedere ad Alfano:se la P3 deve controllare Cassazione e magistratura proprio per far approvare le tue leggi,come fai a dire che si tratta di episodi isolati?

  • Negli ultimi giorni su molti giornali, si tenta di accreditare l’idea che un gruppo di malfattori stia inquinando “ il grande albero berlusconiano “, altrimenti sano e rigoglioso.
    Franco sul Corriere sembra credere, che comitati di affari di vario tipo, intrallazzatori e corruttori di ogni specie, si annidino nel partito di Berlusconi “malgrè-lui”.
    Sembra che la sempre consistente maggioranza silenziosa di italiani smemorati&disinformati, con grande stupore, lentamente sia sfiorata dal sospetto che forse non è casuale che un così gran numero di personaggi equivoci abbia gravitato e graviti intorno a Cesare.

    Ma davvero ? Ma non sembra strano e statisticamente straordinario che, contemporaneamente, intorno a Cesare si siano trovati pretoriani come Dell’Utri, Previti, Verdini, Scajola, Mills.
    Forse che Cesare sia Cosentino, o Brancher o Caliendo ?
    Oppure Cesare è Bertolaso o Carboni oppure Balducci, o Tarantini?
    E se fosse la D’addario il vero Cesare ? e perché non Pacifico, Acampora, Metta ? E se Cesare fosse Mangano o Frank Agrama?.
    Ma chi è Cesare ? Cesare è tutto questo, e… ancora di più.
    Cesare è soprattutto, e purtroppo, il ritratto di un decennio intero di vita italiana (2001 – 2010 ) – governato per l’80 % del tempo da Berlusconi, con maggioranze mai viste prima – completamente buttato via e dilapidato nell’incapacità di fare alcuna politica che non fosse salvare Cesare dalle tante malefatte precedenti, del resto unico vero scopo della “discesa in politica” di Cesare come spiegò tante volte il Fidel…

    E di tutto ciò, tra coloro che frequentano da gran tempo le tante bande di Cesare, nessuno è mai stato colto dal minimo sospetto o dubbio. Ah quel diabolico Cesare !
    Nulla sapevano le anime belle della Lega dura e pura ( eppure Bossi nella seconda parte degli anni 90 qualcosa sembrava aver capito di Cesare…), nulla sapevano gli onesti (ex) fascisti di Fini, che però volevano essere sdoganati da Cesare, nulla di nulla i cattolici imbiancati di Casini e Cuffaro, ancora meno avevano capito di Cesare i disinteressati ciellini di Formigoni , che proprio di tutto il malaffare intorno a Cesare non hanno mai avuto sentore.
    In questa assoluta ignoranza e a fin di bene, si sono tutti alleati con Cesare.
    Alcuni si sono anche venduti volentieri vista la grande generosità, la vera grande caratteristica di Cesare : in realtà un gran numero di assolute nullità, incompetenti e riciclati vari che non vanno citati ma nemmeno dimenticati.

    Gli unici che ne avevano percepito con chiarezza la grandezza sono stati, tra gli avversari, gli avveduti Dalemiani che, di fronte a questo gigantesco Cesare, politico di prima grandezza, hanno pensato di dover negoziare con il novello Churchill e con la rediviva Thatcher…mai sfiorati dal dubbio che Cesare fosse solo un capobanda…

    Anche l’ultimo infaticabile salvatore dell’euro Tremonti subisce questo Cesare del destino, tutto affaccendato com’e’ ad affossare, a colpi di tagli orizzontali, quella Riforma Federalista dello Stato che sospetta essere una colossale minchiata, mentre non dispone di alcuna base teorica e nemmeno empirica per definire una seria politica economica, industriale, o almeno fiscale.

    Perfino Galli della Loggia sembra aver appurato recentemente, che l’attuale destra italiana, lungi dal portare sulla scena qualcuno di decentemente presentabile, ( per volare bassi… un Aznar, un Sarkozy, anche Cameron o la Merckel ) , sia soprattutto rappresentativa di ceti la cui ricchezza nasce da comportamenti “ asociali e antistatuali” … per dire che non pagano le tasse….

    Se stesse finalmente per finire questa lunga “ricreazione” , e si potesse dare definitivamente a “ Cesare quel che è di Cesare” … si potrebbe vedere se lo sciagurato paese dei miracoli riuscirà ancora una volta a riprendersi e rigenerarsi, possibilmente con dimissioni e nuove elezioni, ma se non vi sono altre vie, bene anche con governi tecnici e altri giochini di corte.

    Carlo Grezio
    Chi scrive, va precisato, non è comunista, ma un liberale disgustato..

  • Ma dov’è – se mai v’è stato – il progetto politico di L&G? E’ sempre e solo nelle lamentazioni, ipocrite e scandalizzate, di questo tipo di articoli?

    Dov’era questa sedicente opposizione quando poteva impedire la legittimazione del piduista e della sua banda (L. 361/56, art. 10), quando poteva legiferare sul conflitto d’interessi – anzi doveva, perché contrattualmente obbligata (il programma non è un contratto?) – a meno che non fosse richiesta quella “suspension of disbelief” di cui parla Coleridge secondo cui il lettore ben comprende che si tratta di finzione ma sta al gioco, trattandosi di testo letterario. Ma è forse questo il caso?

    Il PD ha dimostrato di non avere neppure il disegno di rappresentare la società in termini di corporazioni. Anzi, cavalca un modello che si potrebbe chiamare della “democrazia dell’opinione” in cui i partiti investono sulla loro capacità di rappresentare l’opinione socialmente condivisa, il pensiero dominante (nel PD discutono se tra loro si debbano ancora chiamare compagni). Ma le opinioni e il pensiero dominante sono astrazioni, rumori di fondo che esprimono un vuoto che nella geometria politica è rappresentato dal centro perché il centro – come in un sistema centripeto – attrae quei partiti che pensano di vedere lì la naturale confluenza di questa massa indistinta di piccola borghesia incolta, immemore e video-dipendente – quella che si definisce moderata, senza saperne il significato – che è diventata l’Italia.

    L’ipocrisia di articoli come questo consiste proprio in questo, nel voler dare l’impressione che questa sedicente opposizione – al di là di certe banalità estetiche – si differenzi realmente dai suoi opposti omologhi.

  • cosa di fa stasera per evitare la banda della sanità selvaggia alla don verze’?

    milan l’è n’gran milan, prenotiamoci tutti alla grande festa(robe da pazziiiiiii, robe da angoscia totaleeeeeeee)

    “Berlusconi e Don Verzè in Duomo lunedì 19 luglio 2010
    Ospiti d’eccellenza per continuare la raccolta fondi in favore della Cattedrale milanese

    Duomo di MilanoIl presidente della Provincia, Guido Podesta’, ha annunciato oggi una nuova serata, in programma per lunedì 19 luglio 2010, dedicata alla raccolta fondi per la manutenzione del Duomo.

    All’evento, ha spiegato Podesta’, partecipera’ anche il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che in occasione dei 150 anni della Provincia ricevera’ il premio “Grande Milano” insieme al fondatore del San Raffaele, don Luigi Verze’.

    “C’e’ il problema della manutenzione del Duomo, che e’ un monumento fantastico e mantenerlo e’ difficilissimo perche’ costoso – ha spiegato il presidente della Provincia. – C’era una legge decennale che e’ scaduta nel 2009, per cui in questo momento vengono a mancare alla fabbrica del Duomo circa 5 milioni di euro all’anno. Stiamo lavorando anche con il Presidente del Consiglio perche’, seppure in tempi di tagli, ci sia un rifinanziamento”.

    “Intanto facciamo una serata con raccolta fondi a favore della fabbrica del Duomo in presenza del premier – ha aggiunto Podesta’ – e per i 150 anni della Provincia si e’ pensato di dare due premi “Grande Milano”, uno a un grande milanese che ha fatto cose straordinarie in tantissimi campi, che e’ il presidente Berlusconi, l’altro a un grande che e’ venuto a Milano a fare grandi cose, che e’ don Verze’”.

    Quella del 19 luglio per Podestà sarà “una grande serata, con grandi personaggi fra le guglie del Duomo”, giunti per contribuire e nel contempo godere dello straordinario concerto del grande Charles Aznavour.”

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