Diventa Socio
Invia questo articolo Stampa
L'inchiesta

Via col vento, nelle logge del malaffare

8 luglio 2010 - 1 Commento »
red leg

Dall’indagine sui presunti pilotaggi degli appalti per gli impianti eolici in Sardegna spunta una nuova ipotesi di reato:  la violazione della cosiddetta legge Spadolini-Anselmi del 1982 sulle associazioni segrete, per la quale è finito in manette il faccendiere sardo Flavio Carboni. L’indagine sulle tangenti per l’eolico in Sardegna era stata anticipata il 6 maggio scorso su “L’espresso” da questo articolo esclusivo di Fabrizio Gatti.

“Una banda segreta come la P2 per pilotare giudici e politici”, ipotizza ora l’accusa. La storia di Carboni intreccia quella di quasi tutti i misteri italiani, dalla massoneria deviata al caso Emanuela Orlandi.

Il caso dell’eolico sardo, inoltre, si lega alle altre inchieste sempre sul business del vento, in Sicilia, Calabria e Campania.

Insieme a Carboni, 78 anni, che è stato condotto a Regina Coeli, sono stati arrestati il geometra Pasquale Lombardi, ex esponente della Dc ed ex sindaco del suo paese di origine in provincia di Avellino, e l’imprenditore napoletano Arcangelo Martino. Nell’ordinanza del Gip si legge che i tre erano legati in “una associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti” caratterizzata “dalla segretezza degli scopi” e volta “a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonchè degli apparati della pubblica amministrazione“. Il difensore di Carboni, Renato Borzone, ha già annunciato che farà ricorso al Tribunale del riesame. Nella stessa inchiesta è accusato di riciclaggio il coordinatore del Pdl Denis Verdini.

Tra settembre e ottobre 2009 i tre arrestati tentarono di avvicinare i giudici della Corte Costituzionale allo scopo di influire sull’esito del giudizio sul cosiddetto lodo Alfano, la legge che prevedeva la sospensione del processo penale per le alte cariche dello Stato. Lo afferma il gip Giovanni De Donato, nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti.  L’operazione, afferma il Gip, fu condotta da Lombardi, previo accordo con gli altri due, con cui si manteneva in costante contatto. L’episodio si intreccia col tentativo dei tre di ottenere la candidatura dell’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, alla carica di presidente della Regione Campania, in cambio appunto degli interventi compiuti sulla Corte Costituzionale.

La cosiddetta legge Spadolini-Anselmi è la legge numero 17 del 25 gennaio 1982. Si tratta in tutto di 6 articoli contenenti “Norme di attuazione dell’ articolo 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete e scioglimento dell’ associazione denominata Loggia P2″. Fu per questa legge, la cui legittimità costituzionale venne affermata dalla Consulta nell’ 88, che fu sciolta d’ autorità la loggia del venerabile Licio Gelli e che  i beni della P2 furono confiscati (articolo 5).

La legge fortemente voluta dall’allora presidente del Consiglio, Giovanni Spadolini, prevede due fondamentali articoli: il primo afferma che si “considerano associazioni segrete e come tali vietate dall’ articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all’ interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’ esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”. L’ articolo 2 prevede per i promotori di tali associazioni la pena della reclusione da uno a cinque anni. I semplici partecipanti sono puniti con il carcere fino a due anni. I restanti articoli stabiliscono le procedure e gli effetti di tipo disciplinare in cui incorrono i dipendenti pubblici, civili e militari, che risultino, in base a fondati sospetti, appartenere ad associazioni segrete: tra l’ altro è prevista la sospensione dal servizio.

Tags: , , ,

Un intervento a “Via col vento, nelle logge del malaffare”

  1. Filippo di Robilant scrive:

    Finché lo stato garantirà incentivi alla produzione anziché ai consumi (tariffa incentivata pagata alla consegna del prodotto) gli impianti eolici continueranno ad essere realizzati a puri fini speculativi, in zone non ventose, magari neppure allacciati alla rete, devastando paesaggi e avifauna. Non a caso le piantagioni eoliche vedono una proliferazione proprio nelle 4 regioni dove è più forte la criminalità organizzata. Perché non lo capiscono Verdi e EcoDem PD?
    Filippo di Robilant