Bersani: “Voglio che il Pd sia il partito della Costituzione”

Una manovra pesantissima. Un assalto costante ai diritti costituzionali, la Carta «inferno di regole». La trattativa su Pomigliano, il diritto di sciopero in gioco. Il ddl bavaglio che spunta le armi a chi indaga il crimine e mette a tacere la stampa blindato dalla fiducia. Il debito alle stelle. Ogni giorno un assalto all’architrave. Segretario Bersani, non pensa che sia venuto il momento di giocare d’attacco?

«È sempre stato il momento. Il Pd deve tirare la palla avanti. Noi diversamente da Berlusconi, pensiamo al futuro del Paese. Berlusconi pensa al suo, e non prenderà un sabbatico. Non so immaginare che questa situazione duri ancora tre anni. Siamo chiamati a dare credibilità all’alternativa adesso. Non ci serve un papa straniero. Tocca a noi, ora».

Pierluigi Bersani parla in questa intervista dell’accordo Fiat su Pomigliano, naturalmente, («Rifiuto di pensare che a questo punto non si arrivi all’intesa. In ogni caso non sarà un modello»), della manovra e dell’assalto alla Costituzione («stiamo preparando una campagna d’autunno: il Pd sarà il partito della Costituzione»), di Tremonti che studia da premier e di Fini, di primarie nel centrosinistra, di De Benedetti e di Montezemolo, di «rabbia e dolorosa sfiducia», di vecchi e di giovani, di quale sia la china da risalire.

continua a leggere

1 commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>