Come scegliere il sindaco di Milano

Come qualcuno ricorderà, un anno fa Libertà e Giustizia milanese ha organizzato un ciclo di incontri a Villa Necchi sul tema di quale sviluppo si prospetti per Milano, sotto il profilo urbanistico, demografico, economico; di recente, ci siamo occupati del nuovo Piano di Governo del Territorio e, a maggio, abbiamo avviato un progetto che si chiama Milano 2011, pensando alle elezioni del sindaco che si terranno il prossimo anno e a come la nostra associazione ritiene che ci si debba arrivare.

In piena coerenza con la sua nascita e la sua storia, LeG crede che la selezione della dirigenza politica e amministrativa debba operare sulla base delle realtà associative e delle esigenze dei cittadini, che si esprimono a livello locale. Per questo, il progetto Milano 2011 si propone di raccogliere le voci della città, che provengono dalle associazioni e dai cittadini impegnati nella salvaguardia dell’ambiente e della salute, nel perseguimento di una efficace integrazione degli immigrati, nella tutela dei bambini, nello sviluppo dell’offerta culturale e insomma in tutte le attività nelle quali si concreta il concetto di cittadinanza.

Noi crediamo che – all’attuale interpretazione del ruolo di sindaco quale referente di un “comitato di affari”, poco interessato al governo ed alla vita della collettività – debba opporsi un progetto per Milano che ne rilanci le potenzialità culturali ed economiche (non di sola speculazione immobiliare) e che questo progetto alternativo vada rappresentato da una figura fortemente interconnessa con la città e con le molteplici realtà che la abitano. Una figura che sia in grado di mobilitare i giovani, i quali oggi assistono da estranei, con un sentimento di rifiuto e di impotenza, ai riti ed agli scambi della politica anche a livello locale.

In questo quadro, è davvero sconfortante leggere l’intervista rilasciata di recente da Penati, nella quale l’esigenza di radicamento della politica nella società viene semplicisticamente interpretata come nomina, da parte del rappresentante del Pd, di un candidato sindaco che non proviene dalle file del partito. Viene da dire: non ha proprio capito niente! O piuttosto: è la solita strategia di cooptazione di un “nome” autorevole da parte della nomenklatura partitica, gabellata ai cittadini come rinnovamento. Ma i cittadini di Milano non sono degli sciocchi e non è questo che chiedono.

Tutti ricordano bene la penosa recente sconfitta alle elezioni regionali, nelle quali fu presentato un candidato, lo stesso Penati, reduce da una precedente sconfitta alle elezioni provinciali, che neppure fece campagna elettorale né portò nella contesa alcun contenuto o progetto. Quanti – tra cui chi scrive – non lo hanno votato per protestare contro questo abuso della fiducia dei cittadini?

Senza un vero rinnovamento nel processo di selezione del prossimo candidato sindaco dell’opposizione – rispetto al quale le primarie costituiscono solo un passaggio, necessario ma non certamente esaustivo – è facile prevedere che si andrà ad una nuova dolorosa sconfitta. Occorre sin da ora mobilitare le energie dei cittadini e delle associazioni che non sono contenti di come la città è oggi amministrata, ascoltarne le voci, dare spazio a nuove idee e nuove persone, lasciare che il candidato sindaco emerga per forza propria, per autorevolezza, per capacità progettuale. Occorre che il Pd rinunci a far prevalere delle scelte di vertice e accetti e riconosca l’autonomia e la potenzialità propositiva della società civile, che al Pd non è estranea ma che non si esaurisce in esso. Non vogliamo assistere inerti ad un’altra occasione perduta.

5 commenti

  • date le esperienze delle candidature precedenti portate avanti a milano e in lombardia, io credo che non si possa in alcun modo sperare in un diverso comportamento da parte del pastrocchio democratico per le prossime elezioni comunali qui a milano.
    a me sembra che il partito (sì, vabbé) abbia da lungo tempo rinunciato a battersi per la vittoria in tutta la regione lombardia, che considera feudo intoccabile della destra.
    del tutto ovvio che non ci sarà nessuna candidatura di livello, e che, un paio di mesi prima delle elezioni, venga presentato un nome qualunque (penati) destinato ad una sconfitta bruciante contro il candidato della destra, chiunque esso sia.

    alternative? una sola: fare emergere un candidato della società civile, e incalzare i dirigenti locali del pastrocchio perché acconsentano a primarie vere sul territorio, in tempi utili a gestire poi candidatura e campagna elettorale.
    alternativa percorribile? questo rimane tutto da vedere: alla data odierna non mi pare.

    una cosa è certa: se il pastrocchio ripresenta penati, il giorno delle elezioni io vado al mare

  • E’ davvero stupefacente che un candidato pluri-bocciato possa ergersi a king maker del candidato sindaco di Milano, superando le regole del proprio partito, e anche quelle del buon senso.
    Annullando altresì il galateo istituzionale che dovrebbe far parlare i consiglieri comunali, il segretario comunale, e quello provinciale.
    Sarebbe meglio che si dedicasse con maggiore intensità al ruolo al quale i risultati elettorali l’hanno consegnato: il capo dell’opposizione in provincia e in regione. E invece sembra che nessuno disturbi Formigoni o Podestà.
    E’ molto faticoso, per la cosiddetta società civile, lavorare in un contesto di maggioranza e di opposizione come quello attuale.
    Non vogliamo un amministratore delegato, nè un amministratore di condominio. Non vogliamo un pluri-bocciato, nè un catapultato qualsiasi.
    Vogliamo un direttore d’orchestra che sappia ascoltare questa città e dia voce a chi, ogni giorno, costruisce un pezzo della nostra comunità.
    E’ troppo? Non credo, ma non sarà facile. Per questo bisogna ancora avere la forza di indignarsi e, poi, di agire.
    LeG ci prova con Milano 2011: dobbiamo continuare.

  • per tutta una serie di cose su cui non posso dilungarmi, adatta a fornire comunque una panoramica completa,vista inoltre la mia ignoranza su tutti i fenomeni coinvolti dalla trasformazione mostruosa del fare società INSIEME per le migliori soluzioni costi/benifici ed impatti dignità ambiente-Uomo , ecco io credo che occorra veramente partire da un autocoscienza di chi non governando questa città , ne ha visto ogni suo sgretolamento negli ultimi ventanni anzi anche più…e dalla milano da bere che anche quella “relazione” fra le persone ,che sono anche gli abitanti, si è spezzata…ottima l’idea che ho sentito in un vostro incontro di padre rigoldi sulla scuola che chiderebbe al nuovo sindaco

    la mostruosità non è in chi fà affari in disprezzo della città e facendo ogni tipo di cresta ovvimaneto partendo dal sempreterno business del cemento e della sanità, ma in chi come Penati ,si trova dall’altra parte

    non è solo questione di nomine perchè si verifica almeno per me come conseguenza di chi , e non è il solo, non ha mostrato quella coscienza vera che è anche DOLORE, allo stato puro,

    perchè io come semplice cittadino devo vedere come hanno ridotto Milano , non un villaggio ipotetico, ma una città e la sua storia, abbandonato per lo più alle logiche di affari e politica o alle scorrimbande di una santanche contro l’islam e un cittadino molto piu importante di me, non sa come deve essere affrontato? di conseguenza sapersi comportare con gli strumenti che io chiaramente non ho , compreso quello di ritirarsi se non ha più quel consenso a renderlo credibile insieme a un vero progetto fatto di “meriti” su cui potersi rilanciare.
    è leterno male italiano, lasciare che il qualcosa di più vicino al bene condiviso possa esprimersi, mentre il male comune avanza e sa fare merito paradossalmente molto meglio, xkè in tutte le sue cricche e grumi sa scglere sempre gli uomini migliori

    sicchè anzichè sfoderare tutta la capacità di analisi degli altrui e propri errori,Penati e le vecchie guardie , perdenti, lucidino meglio lo specchio della loro coscienza,per la loro stessa dignità, altrimenti sapere quale le diagnosi e quindi quali le strategie richieste per vivere in una realtà migliore , è impossibile perchè implicano NECESSARIAMENTE nuovi approcci, che sono anche quelli più antichi e dimenticati, di far guidare un sogno diverso per la città da parte di persone di qualità umane, morali e professionali di eccellenza che ancora peraltro ci sono e che possano almeno almeno avere un programma per curare i danni fin qui sopportati dalla città,liberarla da quelli che l’hanno più snaturata e pensare veramente alla sua salute, che è poi a proposito di antico e contemporaneo, armoniosamente uniti,tutta una seire di discorsi , progetti e analisi che ho sentito ammirata nell’incontro che avevate curato nello spazio di via manin.

    Le filiere corte della campagna a sud polmone anche di cibo per il villaggio, oppure le analisi su quelle scelleratezze di cui cianciano sul passante, oppure quel pensare la citta per l’infanzia che significa in realtà mettere al centro l’UOMO dalla scuola alla pensione nell’iter della sua vita al villaggio.

    tutto questo per dire , che forse Penati o chi ragiona ancora come lui, è indietro indietro ma fermo a quello stesso medioevo sociale di epoca decadente, che ha paura di perdere quel poco POTERE che gli rimane di maschera a un ruolo svuotato o senza p-arte.

    tutto ciò è il riflesso ineluttabile di buona classe dirigente locale o nazionale, d’impresa o di altri tessuti.bisogna riconoscere i propri errori,come nella vita, gli errori sono una risorsa..come invece diceva moretti , ormai secoli fa, perderemo sempre sempre sempre.

  • Pingback: Un sindaco per Milano | Libertà e Giustizia

  • Vi segnalo il sito http://www.ComunaliMilano2011.it predisposto da Fondazione RCM – Rete Civica di Milano per accompagnare la citta’ verso l’importante appuntamento delle Elezioni Comunali che si terranno nella primavera del 2011.

    Il sito è stato inaugurato mettendo a disposizione i risultati di un’indagine svolta da SWG sugli Orientamenti dei cittadini milanesi in vista delle elezioni comunali del 2011 per avviare il dibattito su metodi, criteri e requisiti per individuare le figure da candidare alla carica di Sindaco di Milano.

    Qui
    http://www.comunalimilano2011.it/content/view/6
    l’indagine SWG

    Qui
    http://www.comunalimilano2011.it/infodiscs/index/1
    il forum

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