La democrazia oltraggiata

Il presidente del Consiglio attacca nuovamente la Costituzione che, a suo dire, renderebbe il governare “un inferno”; una Costituzione che, come tutti i cittadini, ha l’obbligo di rispettare e osservare e assume un’intensità particolare, rafforzata dal giuramento, per chi ricopre pubbliche funzioni (art. 54). Giustamente l’onorevole Bersani gliel’ha ricordato. Non è più tollerabile che chi è a capo del governo del Paese offenda continuamente la Carta in cui sono contenuti i principi e valori essenziali della democrazia costituzionale. Ma è proprio questa che Berlusconi rifiuta: la “democrazia” (che per lui è populismo autoritario), in particolare la democrazia “costituzionale”; si proclama liberale, ma odia il costituzionalismo liberale che esige limiti al potere per evitarne l’esercizio arbitrario e garantire eguaglianza e diritti. Il presidente del Consiglio prova un’insofferenza insopprimibile per la divisione dei poteri, principio cardine del costituzionalismo: vorrebbe essere lui, e lui solo, legislatore, governante e giudice insieme.

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1 commento

  • POLITICA
    Federalismo, la sfida di Bossi:
    “C’è un solo ministro e sono io”
    Il Senatur a Pontida: «Siete pronti ai fucili ma è meglio la pace. Stop al centralismo». Calderoli e Castelli contro l’inno: il nostro è Va’ Pensiero.

    Se non esagero mi verrebbe da dire al Bossi la stessa cosa che D’Alema disse ad Alessandro Sallusti – Il Castelli e il Calderoni sono comprimari ma non fanno testo – .
    Non è possibile governare un Paese sotto l’arroganza di alcuni signori che presumono di essere arbitri della cultura della Patria. Si può essere di destra, di sinistra, di centro, agnostici, anarchici, indifferenti, padani, trasteverini, terroni, siculi, ma non si può essere arroganti col popolo sovrano.
    L’inno nazionale è l’Inno di Mameli, e non è consentito a nessuno d’oltraggiarlo seppure con la divina musica del “Nabucco” verdiano. Volersi arrogare questo diritto è un’imbecillità politica degna del bossismo più becero, non ci guadagna nessuno, è solo la dignità d’Italia che va a ramengo.
    Può un ministro della Repubblica insolentire l’Inno Nazionale? Un ministro che ha giurato sulla Costituzione nel momento di firmare il decreto di nomina a ministro? Io dico di no! Coraggio, qualcuno all’altezza (importante e di prestigio – Fini per esempio – ) che lo denunzi per oltraggio o per tradimento.
    Celestino Ferraro

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