Riforme, se a guidarle è un’idea distorta di democrazia

Il circolo di Leg Torino, ha organizzato un dibattito con Gustavo Zagrebelsky e Luciano Violante, sul tema delle riforme costituzionali, dove sono stati evidenziati i rischi e le opportunità che tali riforme comporterebbero. Il moderatore Paolo Volpato, ha opportunamente dato inizio al dibattito, ponendo un quesito di fondamentale, visto il clima politico che imperversa nel paese, cioè, se “il gioco vale la candela” , se non è rischioso inoltrarsi in questo percorso di riforme con un centro destra che impone forti spinte funzionali a condizionare il dibattito politico, che a sua volta pare non potersi più esplicare al di fuori di questo tema.

Oggi, chi non partecipa a questo dibattito relativo a riforme costituzionali fortemente volute dal centro destra, rischia di trovarsi fuori dall’area di discussione, di essere in qualche modo delegittimato. Una volta chi avesse detto di voler cambiare la costituzione, sarebbe stato guardato con diffidenza, oggi non è più così, si arriva ad eccessi opposti, si parla di inoltrarsi nei principi fondamentali, non solo la seconda parte, ma anche la prima. Per quel che concerne il Partito democratico, è ovviamente inserito i questo dibattito, il progetto di bozza presentato da Luciano Violante, vengono evidenziati alcuni punti: la nascita del senato regionale, la riduzione del numero dei deputati a 500 e dei senatori, l’abbassamento dell’età per diventare deputati a 18 anni, abbassamento età del Presidente della repubblica, e alcuni interventi che favoriscono l’esecutivo, tutte queste spinte di cambiamento della Costituzione, sono finalizzate al rafforzamento dell’esecutivo.

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Accanto c’è un’opera collaterale che arriva a modifiche che pur non toccandone gli articoli, vanno però a incidere profondamente sui principi, pensiamo al tema della giustizia. Una delle proposte avanzate sui rapporti tra polizia giudiziaria e pubblico ministero, è quello di non sottoporre più la polizia giudiziaria al controllo diretto del pubblico ministero, l’acquisizione delle notizie di reato avverrebbe soltanto attraverso la polizia, e il pm non avrebbe più modo di intraprendere un’indagine autonomamente, questo potrebbe essere un modo per intaccare l’obbligatorietà dell’azione penale che rappresenta un punto importante della costituzione, senza però intervenire sul testo stesso. Questi sono solo alcuni punti che possono essere messi in evidenza rispetto alla domanda: “è opportuno farle queste modifiche?”.

Secondo il punto di vista di Luciano Violante, è necessario fare le riforme nonostante la “scarsa qualità” dell’avversario politico, che in quanto tale, non lo si sceglie. Se non si attuano le riforme a causa della presenza del centro destra al governo, in futuro potrebbe essere proprio il centrodestra a fare ostruzionismo. E’ necessaria la fiducia nella forza delle idee, combattere, perchè in caso contrario assisteremmo impassibili ad un deterioramento della situazione, che vede comunque un processo di riforma in atto attraverso uno svuotamento del parlamento, e lo scopo dovrebbe essere quello di riequilibrare questo fenomeno. La situazione politica attuale richiede di battersi per ottenere il consenso sulla base di proposte, su una fiducia che non c’è e quindi va riconquistata attraverso l’etica della persuasione, che in politica ha una sua specificità. Un elemento positivo è quello delle primarie, che solo il Pd fa, necessità di superamento della separazione che dalla fine degli anni 70 c’è tra politica e cultura. Si tratta di costruire una consapevolezza della società civile sulle cose che è necessario fare, per esempio “sull’allevare” la classe dirigente, sulla trasmissione di valori attraverso una forma pedagogica della politica. Rimettere in piedi un partito che per tre anni non ha fatto politica. Sempre secondo Violante, è necessario dialogare con l’avversario (a questo punto il pubblico in sala comincia ad agitarsi). Per quel che concerne la legge sulle intercettazioni, Violante dice che è una legge sicuramente ignobile, ma pone il quesito se la stampa abbia abusato o meno del suo diritto di informazione, pubblicando talvolta intercettazioni di dialoghi privati, e intimi tra persone.

Gustavo Zagrbelsky ha evidenziato la positività di una interazione e scambio tra punti di vista così differenti quali sono emersi nel dibattito con Violante. Il focus della discussione è stato posto sopratutto sull’aspetto dell’anomalia politica e democratica che il nostro paese sta attraversando, e i possibili effetti perversi che si corrono attuando delle riforme costituzionali in uno stato patologico della nostra democrazia, che ha definito “malata”. Se un clima è sano, dice Zagrebelsky, le riforme possono essere positive, in un clima di fiducia. Ora è difficile proprio a causa della mancanza di questa fiducia, che dovrebbe orientare le decisioni verso “il bene comune”. In un assetto tale, malato di corruzione bipartisan del sistema politico, l’effetto che si avrà, sarà quello di codificare e perpetuare questo sistema.

Sono rilevanti a tal proposito alcuni aspetti su problemi interni al Pd, come la questione della rappresentanza di genere, che non dovrebbe essere considerata un problema da risolvere attraverso riforme costituzionali, ma attraverso riforme interne alla democratizzazione della vita interna ai partiti. Basterebbe non attuare il metodo della cooptazione, tramite il quale si inseriscono nelle liste personaggi dai meriti incerti. Per questo è fondamentale agire sui “comportadella politica, di chi costruisce l’agenda. Aderire al gioco dell’avversario politico, in questo caso, significa inserirsi in un gioco che è guidato da coloro che hanno un’idea distorta della democrazia, che non è costituzionale, plurale, e che si esprime nel parlamento. Zagrebelsky evidenzia che sul problema del conflitto di interessi, nel documento del Pd, c’è solo un breve accenno, mentre in realtà questo è la causa di tutte le deviazioni costituzionali in atto, grazie al fatto che si concentra in una persona sola, o un gruppo solo di persone, un potere che controlla la sfera politica, se non si costruiscono barriere precise, non è possibile parlare di democrazia, e la riforma diverrebbe la razionalizzazione di questo sistema corrotto e malato. Il Pd è un partito cristallizzato, che deve cercare un coinvolgimento profondo con la società, non solo attraverso la produzione di parole, ma sopratutto con i comportamenti, non si tratta di “allevare” la classe dirigente, ma di rivedere i rapporti con la società, perchè la politica è chiusa in schemi autoreferenziali mentre la democrazia sta boccheggiando. Non basta dire che la sostanza si modifica attraverso le forme, se si lascia la costituzione in mano alla cricca di delinquenti, non si fa che rinforzare il loro potere, ecco perchè la sostanza viene prima della forma. E’ pericolosa e sconvolgente la degenerazione della politica, lo è ancor più quando avviene a sinistra. Bisogna dare alla società civile un motivo valido per tornare a votare, non basta dire che ci sono delle mele marce, bisogna emarginarle, mentre molti scandali dimostrano il contrario, nell’ambito della politica non c’è un dibattito all’altezza delle nostre aspettative. I partiti non sono sufficientemente aperti, per esempio sul tema dei diritti civili, la disciplina di nascita, malattia, morte, unioni di fatto, su questi argomenti non si dice più nulla. L’elettorato invece vorrebbe sentir dire, e la politica dovrebbe dire. A rischio magari di perdere una componente interna, ma di contro acquisire una parte di elettorato. Altrettanto si deve dire sul conflitto di interesse e sulla disciplina dell’informazione, può in democrazia lo Stato stabilire con delle leggi, che ci sono notizie che “non possono circolare?”. La stampa è il contro potere politico, se un giornalista pubblica cose che ledono la dignità della persona, sarà punito in base alla violazione della persona. Alcune riforme sarebbero in realtà da fare con legge ordinaria, per esempio i processi penali che non si fanno a chi si può permettere difese di qualità. Il processo penale dovrebbe fare giustizia. Bisognerebbe dire qualcosa sulla durata della prescrizione, sulla reintroduzione di reati come il falso in bilancio, le leggi vergogna. Il Partito Democratico non può tacere su questo, perchè allo stato attuale, le regole del gioco sono camuffate, nei posti chiave, ci sono persone che giocano con carte false.

4 commenti

  • Non ho alcun dubbio: condivido l’impostazione data da Zagrebelsky e non lo faccio per interesse di parte, come socio di L&G; quanto perché in questi quindici drammatici anni di governo Berlusconi non ricordo un caso, uno solo, di riforma o riformicchia condivisa. Violante si illude se pensa che Berlusconi sia disposto a “condividere” con l’opposizione “grandi riforme” per il semplice fatto che la forma mentale e psichiatrica di questo soggetto è tale da non ammettere “pari dignità”. Basti pensare alla logica ghedilliana del “super pares” coi suoi ministri inventata ad hoc per il suo datore di lavoro in altre circostanze (penali). Ed alle porcate che dovremo sorbirci nei prossimi giorni dal Parlamento diventato ormai una dependece di Arcore.

  • C’è una disposizione costituzionale (la più importante della nostra Costituzione dal punto di vista dell’organizzazione delle Stato e delle autonomie, della regolazione di ogni forma di potere anche di natura privatisca) che mai viene evocata nell’attuale dibattito politico, che determina lo spazio di legittimità di ogni forma di potere, che è da considerarsi, al pari della forma repubblicana non suscettibile di revisiobne: l’articolo 54.
    Tutto il dibattito attorno al ripristino delle immunità aggira tale precetto costituzionale, è volto a inserire nell’ordinamento posizioni di antistorico privilegio.
    Le immunità restano comunque a garanzia dell’indipendenza e del corretto esercizio di ogni potere nel quale si articola la sovranità e sono connaturate al pricipio della separazione dei poteri.
    Le norme costituzionali regolanti le immunità degli organi costituzionali vanno pensate come disposizioni volte a organizzazione in forma esplicita eslusivamente la procedura a garanzia dell’indipendenza degli organi stessi in quanto la loro attività deve sempre conformarsi ai principi stabiliti dall’articolo 54 Costituzione.
    Solo così riusciamo a stabilire spazi di intervento per riforme, anche costituzionali, che attuino il disegno costituzionale sotto il segno dell’uguaglianza formale e sostanziale.

  • Chi ha partecipato a suo tempo alle fasi della formazione e statuizione della Repubblica democratica costituzionale,,quale cittadino elettore,fortunosamente scampato alle miserie umane di una tragica guerra,sbocco naturale di un regime politico fondato sulla menzogna e sul dispotismo,non può non concordare con le riflessioni di G.Zagrebelsky.
    Mi sembra però che non si tenga in debito conto il fatto che per ragioni storiche gli italiani,in maggioranza cattolici più o meno credenti e obbedienti al Papa,hanno sempre manifestato alquanta indifferenza nei riguardi dello Stato laico e democratico e dei problemi istituzionali che lo assillano.
    Non dimentichiamoci in proposito che senza l’appoggio di santa romana chiesa cattolica,Mussolini non avrebbe imperversato per vent’anni.

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