Sardegna al voto

Il 30 e 31 maggio si vota in Sardegna per il rinnovo di 176 Comuni e di tutte le 8 Province, che in queste elezioni sono raddoppiate, passando da 4 a 8. A Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari si sono aggiunte Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia Tempio.

Spaccature a destra e a sinistra rendono l’esito del voto molto incerto. Anche la vicenda Cappellacci, presidente della Regione, iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’eolico sardo agita ulteriormente le acque, al punto che qualcuno dell’opposizione suggerisce di stilare sulla falsa riga del documento redatto da LeG sulle malefatte della maggioranza, un “libretto nero” dedicato all’anno e mezzo di reggenza del governatore.

Emblematico della fibrillazione che regna all’interno del Pd, il caso Nuoro, dove ben 9 esponenti del partito sono stati cacciati per “per mancato rispetto delle regole”, rei di essersi presentati con liste contrapposte a quelle “ufficiali” e vicine all’ex presidente Soru. A capo della rivolta Efisio Arbau, giovane sindaco di Ollolai che, richieste le primarie per i candidati, si è visto sbattere le porte in faccia: ora, lui e i suoi, accusano gli ex compagni di “rigurgiti stalinisti”.

In provincia di Cagliari tutti contro tutti: la Pdl si spacca in due e produce le candidature di Giuseppe Farris e Piergiorgio Massidda, entrambi azzurri; sempre a Cagliari il Pd candida alla guida della Provincia il presidente uscente Graziano Milia, che il 9 marzo è stato condannato dalla Corte d’appello a un anno e quattro mesi di reclusione per abuso d’ufficio. L’IDV, contraria alla ricandidatura, rompe la coalizione e presenta il proprio candidato Federico Palomba, coordinatore regionale del partito. A Olbia, la presidente uscente Murrighile, esce dal Pd e si ripresenta sotto le insegne dell’API di Francesco Rutelli.

La situazione occupazionale è drammatica, il settore petrolchimico è in crisi, aziende che chiudono, famiglie sul lastrico, il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 44% a fronte del 30% nazionale. I fondi destinati alla bonifica del Sulcis utilizzati per coprire i costi della Vuitton Cup a La Maddalena scatenano guerre fratricide; il completamento della Sassari-Olbia, promessa elettorale dello scorso anno, è al palo, tra corsi, ricorsi e gare d’appalto annullate; il Parlamentino regionale viene accusato da più parti di lassismo.

Vedremo a urne chiuse, chi vincerà e chi perderà, anche se a guadagnare voti pare ci sarà solo il partito degli astensionisti.

1 commento

  • cara Costanza , sono molto felice di aver letto anche te, con un tuo post e..e su questo super argomento..anche se tutti( gli argomenti che trattate) lo sono , perchè non c’è dubbio che siamo sommersi dalle emergenze di un paese umanamente, culturalmente e politicamente , CADAVEREda rianimare…purtroppo l’astensionismo con cui concludi , che ormai secondo i numeri della nostra vita è di uno su tre , mi stupisce colpisca anche questa piattaforma,isola,rete, web che peraltro è del tutto nuova e rivestita perfettamente di ricchissimi articoli e spunti. è così difficile partecipare?è strano ,perche sarebbe almeno in questo contesto ,abbstanza semplice ,perche si tratta di esporre pensiero ,senza il quale è sempre stato difficile fare azioni ben congeniate e adatte al miglioramento della realtà..abbiamo perso la parte “relazionale” come ci diceva perfettamente padre rigoldi per altre comunali parlandoci del suo sogno alla don milani, ricordi?
    Ritornando dunque alla sardegna e a queste “politiche” rimane solo esprimerti la mia vicinanza adesiva, senza alcuna astensione, a tutti i pensieri dolorosi che hai espresso.
    ciao :-)

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