Pd e Cgil bocciano la manovra

Via libera dal governo alla manovra correttiva da 24 miliardi di euro. Il sì del Consiglio dei ministri arriva dopo un’ora e mezza di riunione ed è però condizionato a «successive intese» su eventuali perfezionamenti al testo. Revisioni dell’ultima ora a parte il profilo del provvedimento trova le opposizioni divise. Il Pd si riserva una valutazione attenta nei prossimi giorni ma il primo giudizio del segretario Pier Luigi Bersani non è lusinghiero: «È una manovra depressiva. È solo – dice dalla Cina – un giro di specchi». Secco anche il no dell’Italia dei Valori che chiede di tornare alle urne, mentre l’Udc sceglie la prudenza e attende di conoscere il testo nei dettagli.

Interventi senza equità che pesano sui lavoratori: anche la Cgil dice no alla manovra del governo. Ma da Cisl, Uil e Confindustria arriva invece un sì condizionato, in attesa di vedere il complesso delle azioni messe in campo dal governo per correggere i conti pubblici. «Mi sarei stupito del contrario» commenta a caldo il no della Cgil il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. «Per fortuna – aggiunge – Cisl e Uil hanno dato ampia disponibilità». E, a giudicare dai commenti espressi dai segretari generali delle due organizzazioni, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, emerge in effetti la disponibilità ad accettare, per senso di responsabilità, le misure prese dall’esecutivo per fronteggiare l’emergenza.

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