Tutti i No alla legge Bavaglio

Per Berlusconi la partita deve essere chiusa subito. E chiusa al Senato, con un testo che alla Camera dovrà arrivare blindato. Ma sulle intercettazioni la protesta continua. L’ex garante della privacy Stefano Rodotà e i firmatari dell’appello “per la libertà di informazione, per le libertà costituzionali, no alla legge bavaglio” che nel frattempo ha quasi raggiunto il traguardo delle 200 mila firme, organizzeranno a Roma, al Teatro dell’Angelo (dalle 10 alle 14), una manifestazione. Partecipano Silvia Bartolini, Oliviero Beha, Giuseppe Cascini (Anm), Giancarlo De Cataldo, Concita De Gregorio, Arturo Di Corinto, Lorenzo Fazio (Chiare Lettere), Gianni Ferrara, Paolo Flores d’Arcais, Alessandro Gamberini (avvocato famiglie vittime di Ustica), Giuseppe Laterza, Gianfranco Mascia, Ezio Mauro, Alessandro Pace, Stefano Rodotà. In collegamento dal Teatro Franco Parenti di Milano ci saranno Fiorello Cortiana, Giorgio Marinucci e Valerio Onida. La manifestazione sarà trasmessa in diretta da Repubblica Tv.

“Per approvare il disegno di legge – è l’appello il cui primo firmatario è il professor Rodotà – è stata impressa una vistosissima accelerata ai lavori parlamentari. Sono previste sedute mattutine, pomeridiane e notturne della Commissione Giustizia del Senato per concludere l’esame di un testo dall’impianto proibizionista e punitivo. È indispensabile moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’opposizione a questo attentato alle libertà costituzionali”. E ora l’appello (al quale hanno dato sostegno alcuni fra i maggiori costituzionalisti italiani) potrà essere firmato anche nelle 98 librerie Feltrinelli in tutta Italia che hanno aderito all’iniziativa “La libertà è partecipazione informata”.
Sempre oggi, il ddl sulle intercettazioni sarà al centro del dibattito organizzato dalla Fnsi alle 15 al Circolo della Stampa di Milano, in videoconferenza con Roma. Saranno presenti – informa il sindacato – i direttori Ferruccio de Bortoli (Corriere della Sera), Mario Calabresi (La Stampa), Vittorio Feltri (Il Giornale), Maurizio Belpietro (Libero) e Gianni Riotta (Il Sole 24 Ore). Per l’occasione è stato convocato il Consiglio direttivo straordinario dell’Associazione lombarda dei giornalisti (Alg). Lo slogan dell’iniziativa è riassunto nello striscione che darà il titolo al confronto: “La notizia prima di tutto, fermiamo la legge-bavaglio“.

Continuano intanto i sit-in di protesta del Popolo Viola ogni martedì (davanti al Senato) e giovedì (davanti alla Camera), che culmineranno con la manifestazione pubblica il prossimo 19 giugno in piazza Navona. I titoli delle prossime due “lezioni di crisi” del Popolo Viola davanti alle sedi del Parlamento saranno “Ride al telefono, a chi serve e perché?” e “C’era una volta la legge: mentre l’Italia va giù, c’è chi pensa al lodo Alfano”.
Secondo i costituzionalisti e gli intellettuali che hanno promosso l’appello “nobavaglio”, “la legge sulle intercettazioni telefoniche scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale. Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini a essere informati. Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le indagini telefoniche e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte: una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog”.

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