Ecco chi sta mettendo il bavaglio alla stampa

Chi sono i senatori che lavorano al testo del ddl sulle intercettazioni? Avvocati e magistrati soprattutto. Convinti che limitare il ricorso all’ascolto delle telefonate da parte dei magistrati e la pubblicazione dei verbali da parte dei giornalisti tuteli meglio il diritto alla Privacy.

Gli ex di Forza Italia
Roberto Centaro, magistrato, di Siracusa, è il relatore del ddl, in commissione siede tra i vicepresidenti. Alla fine di aprile, quando partirono le votazioni in commissione, toccò a Centaro ritirare il cosiddetto emendamento “ad daddarium” (4 anni di carcere a chi registra conversazioni a insaputa del suo interlocutore») e confermare sulla scorta delle indicazioni di governo il giro di vite definitivo sulla stampa. Però alla domanda sul perché tanta severità, rispose:  “Non domandatelo a me”, indicando i piani superiori.

Tra i segretari della Commissione, c’è Roberto Longo, penalista e docente universitario di diritto e procedura penale; è veneto, come Giancarlo Galan che ha sostituito quando il governatore ha lasciato la poltrona per incompatibilità. Tenacemente dalla parte di Berlusconi, in Forza Italia, in questa Commissione lavora Gaetano Quagliariello, quello di “Eluana non è morta, è stata ammazzata”, ordinario di Storia dei partiti politici alla Luiss, ex radicale e anche ex collaboratore al senato di Marcello Pera.

Tutti quelli di An
Tra le fila degli aennini, in Commissione Giustizia al Senato, l’unica finiana è l’imprenditrice Laura Allegrini,  già sostenitrice del legittimo impedimento e del processo breve. È entrata di recente, però, a sostituire Francesco Nitto Palma, l’ ex sostituto della Procura di Roma che nel 2001 si è candidato con Forza Italia. Gli altri di An sono Maria Alessandra Gallone, di Bergamo, politica di lungo corso con esperienza in amministrazione comunale, nella direzione provinciale del suo partito, in consiglio regionale. Poi, c’è la schiera di avvocati: il capogruppo Filippo Berselli, che presiede la commissione e ha il doppio incarico essendo anche sindaco di Montefiore in Conca, suo paese natale, in provincia di Rimini, il ferrarese Alberto Balboni, l’umbro Domenico Benedetti Valentini, l’ex sindaco di Cagliari e dirigente sportivo Mariano Delogu, Franco Mugnai del grossetano e Giuseppe Valentino, di Reggio Calabria.

Berselli, Balboni,Benedetti Valentini, Valentino e Mugnai sono tra i firmatari del documento “antifiniano” proposto dagli ex colonnelli di An – Gasparri, La Russa, Matteoli e Alemanno – alla vigilia dell’ultima Direzione nazionale del partito.

I padani
I leghisti in questa commissione sono solo due. Uno è Sergio Divina, da Trento, passato alle cronache nel 2003 per aver proposto in consiglio provinciale di istituire “vagoni riservati agli immigrati” sul regionale Verona-Bolzano delle 7 e 45. L’altro Sandro Mazzatorta, avvocato, di Verbania si è esposto con alcuni emendamenti al ddl Sicurezza varato nel 2008 che prevedevano tra l’altro il permesso di soggiorno a punti per gli immigrati e una serie di ostacoli ai matrimoni misti.

7 commenti

  • Grazie per avere pubblicato i nomi dei visir del sultano.Purtroppo ci stiamo avviando sempre piu’ velocemente verso una democrazia autoritara e plebiscitaria.Questa iniziativa che sta nascendo da varie parti e’ forse l’ultima possibilita’ di fermare questa tragica deriva.Speriamo che anche Napolitano se ne renda conto.Talvolta il volere essere super partes a qualsiasi costo si traduce nell’essere pro parte.( In questo caso quella sbagliata).
    Io non ho paura di essere intercettato. I cittadini onesti non hanno paura.Chi teme le intercettazioni della magistratura ha una grande coda di paglia.

  • Sono molto rammaricato di quanto sta accadendo nella legislazione. In parlamento lavorano molto poco. Si interessano solo di leggi ad personam e quanto interessa a pochi. Stanno rovinando la democrazia. Speriamo che l’opposizione si svegli e riesca a fare qualche cosa.
    Saluti

  • Vi ringrazio per la pubblicazione dei nomi, alcuni sono i soliti noti. Penso tutto il male possibile degli italiani, corrotti e corruttibili così come in un magnifico e tagliente scritto di Elsa Morante e di P.P. Pasolini che più volte si è espresso a proposito. Mi dispiace soprattutto per i giovani a cui è stato cancellato il futuro ed hanno simili esempi. mi auguro sempre che possa avvenire un miracolo del tipo barzelletta dell’Unità. Aspettiamo fiduciosi……

  • Hanno fatto altro danno, passato quasi sotto silenzio i signori senatori (non ne conosco i nomi, ma sospetto la presenza di alcuni di questi): Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733)
    tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC)
    identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o
    istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il
    testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.
    In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse
    invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a
    disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene
    ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.
    In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in
    Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano
    in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
    Praticamente mettere il bavaglio ad Internet!

  • @emme53, il pacchetto sicurezza è una legge discussa e approvata un anno fa. L’emendamento D’Alia 50-bis è stato abrogato nel corso della discussione parlamentare (come si può leggere sul blog del promotore del controemendamento Roberto Cassinelli). Qui un po’ di contesto sull’evoluzione della norma.

    Dunque nessun silenzio: l’anno scorso, di questi tempi, ci fu un can can notevole sulla materia e fu proprio questo a scongiurare il rischio che la norma infilata nel testo all’ultimo minuto dal senatore D’Alia facesse i suoi danni. Attenzione a rilanciare appelli non verificati, sull’onda del passaparola. Proprio perché le norme sconsiderate abbondano e la possibilità di incidere ristretta, è fondamentale essere consapevoli per che cosa si protesta. Altrimenti si fa proprio il gioco di chi queste leggi vorrebbe imporre.

  • Che brutta compagnia, squalificherebbero qualsiasi partito. Perchè non ne fondano uno loro,
    così renderebbero tutti gli altri migliori.
    Non scherzo.

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