L’Italia in trappola

Governo di salute pubblica: l’ultima idea di Pierferdinando Casini ha un sapore antico. Evoca le alchimie con cui nella prima repubblica si affrontavano le tempeste politiche, quando queste si scatenavano nel bel mezzo di tempeste economiche o sociali. Bene, non c’è dubbio che il leader dell’Udc lanci una formula che gli regalerebbe, se presa sul serio dagli altri protagonisti della politica, la massima visibilità, e dunque lo faccia innanzitutto pro domo sua. Ma, allo stesso tempo, non c’è dubbio che abbia ragione di proporre una strumento eccezionale per una situazione altrettanto eccezionale: tutti vediamo la dimensione della crisi economica, e tutti vediamo il penoso annaspare dei governi europei. Tra i quali spicca per debolezza quello italiano. Va da sé che sarebbe bene avere, al contrario, un governo forte, capace di compattare il paese e di portarlo, con convinzione, a fare quel che è necessario fare per uscire dal tunnel.Il problema è che per raggiungere un simile obiettivo ci vorrebbero partiti solidi e leader autorevoli, capaci di tenere dritta la barra del timone. E oggi in Italia non ci sono né gli uni né gli altri. La geografia politica è in avanzato stato di decomposizione: non si vedono embrioni di futuro, ma solo melma maleodorante.Prendiamo il centro destra: se ci fosse solo la contestazione di Fini e dei suoi saremmo nella semplice fisiologia democratica. Il guaio è che c’è molto di più. Basta leggere i giornali per intravedere, dietro gli scossoni della nuova tangentopoli, sospetti di manovre di palazzo molto più insidiose.

C’è chi ha detto che la caduta di Scajola vada ascritta alla guerra di Tremonti contro i suoi avversari interni, e che la Guardia di Finanza sia stata usata come milizia personale per “tremontizzare” Berlusconi. E’ vero? Chissà, ma certo è verosimile. E getta un’ombra sinistra su ciò che sta accadendo. Non perché gli episodi di corruzione siano falsi, ma perché vengono alla luce solo perché a qualcuno conviene che sia così.Certo, se sono vere le voci, è difficile che il governo possa reggere a lungo: se altri ministri verranno impallinati Berlusconi non potrà far finta di niente. E la scappatoia delle elezioni anticipate appare sempre meno praticabile, visti i rischi dell’impopolarità crescente.Guardiamo adesso al centro sinistra: incapace di sfruttare le opportunità offerte dal marasma della maggioranza, continua a dilaniarsi ciecamente. C’è il ritorno in campo di Veltroni, la ripresa del duello con D’Alema, la debolezza di Bersani. Tutti negano di voler insidiare il segretario, e non è un buon sintomo: quando si sente il bisogno di negarlo, vuol dire che l’assalto c’è. Inutile dire che lo spettacolo lascia desolati gli elettori di centro sinistra, che vorrebbero vedere un Pd solido e affidabile, qualcosa a cui guardare con fiducia mentre il centro destra va alla deriva. E invece quel che si vede è una rissa dove i litiganti si accapigliano senza accorgersi di ciò che accade intorno a loro.Se questo è il quadro, un governo di salute pubblica sarebbe davvero necessario.

Ma è possibile farlo visto che a sostenerlo dovrebbero essere chiamati partiti polverizzati e leader dimezzati? Gestire una simile maggioranza sarebbe un compito da far tremare le vene e i polsi. Perfino per Tremonti, che chiaramente sarebbe in pole position per l’incarico.Data la diagnosi, adesso bisognerebbe inventare una terapia. Ma la malattia sembra incurabile, o almeno non si vedono all’orizzonte medici abbastanza capaci. Così l’Italia è finita in trappola.

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