La carica dei 70 mila: hanno vinto il concorso, ma non hanno il posto

Settantamila, un’enormità. Tanti sarebbero i cittadini vincitori e/o idonei di concorsi pubblici che si trovano, dopo mesi o addirittura anni, in attesa di assunzione. Prima domanda: il dato, diffuso dal “Comitato vincitori non assunti nella P.A.”, corrisponde al vero? Seconda: quali iniziative il governo intende comunque adottare per sbloccare questa situazione e, insieme, bloccare le pratiche – clientelari, e comunque basate sullo sfruttamento – messe in atto da alcune pubbliche amministrazioni per scavalcare gli stop alle assunzioni? Le due domande sono state appena rivolte al ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione attraverso una interrogazione del capogruppo alla Camera dell’Italia dei valori, Massimo Donadi, e del suo collega Giovanni Paladini.
Vediamo allora che cosa è successo, come e perché. Superate le prove di concorso, pubblicate le graduatorie, stabiliti i vincitori – tutto autorizzerebbe l’avvio delle procedure di assunzione. E invece…Invece il diritto all’assunzione è stato “sospeso a tempo indeterminato” dall’art. 17, comma 7, del decreto legge 78 del 2009 convertito un mese dopo nella legge 102 che ha introdotto un ulteriore blocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni in mancanza di riduzione degli assetti organizzativi. Certo, il blocco è venuto meno con l’art. 2, comma 8-septies, del decreto legge 194 del 2009 convertito nella legge 25 del febbraio scorso e quindi le amministrazioni che hanno ottemperato alle previsioni di cui all’art.

74 della legge 133 del 2008 potrebbero procedere all’assunzione di personale. Ma (c’è sempre un ma, pur dopo questo aberrante intrico di norme lasciato intonso a sdegno del lettore) l’art. 2 della legge 25 di quest’anno prevede un nuovo intervento di riduzione degli assetti organizzativi che va effettuato entro la fine di giugno. Quindi, o riduci subito, o interviene daccapo il blocco…
Il bello, cioè il grave e insieme il vergognoso, è che non solo si stroncano ancora le legittime aspirazioni dei settantamila (o quanti comunque sono), ma che in questa assurda situazione scattano operazioni clientelari e/o di sfacciato sfruttamento dei vincitori di concorso che, come si dice a Napoli, da cornuti diventano anche mazziati. Seguiamo infatti la denuncia di Donadi & Paladini: “Alcune pubbliche amministrazioni, al fine di ovviare ad esigenze di servizio (analoghe a quelle che avevano promosso i concorsi), stanno procedendo, al di fuori di ogni evidenza pubblica, ad assumere personale attraverso agenzie interinali di lavoro, con riserva di futura stabilizzazione”. Pratica evidentemente in contrasto con la logica del concorso pubblico e con le dichiarate difficoltà di bilancio che hanno determinato la sospensione degli effetti dei concorsi. Senza contare che per questa strada si favoriscono le logiche clientelari nel sistema di reclutamento del personale. Sarà interessante conoscere che cosa ne pensa quella forte tempre di moralizzatore dei tornelli che è il ministro Brunetta.

Anche noi aspettiamo con curiosità la sua risposta.

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