Castelli sconfitto a Lecco si vendica”Finanziamenti solo ai comuni leghisti”

Sapete tutti della batosta che, nella sua città, ha preso il viceministro leghista delle Infrastrutture e dei Trasporti Roberto Castelli: lui, strasicuro di diventare il sindaco di Lecco, è stato battuto a primo scrutinio dal candidato del centrosinistra Virginio Brivio. L’ha presa male, Castelli, malissimo anzi. Tanto da andare fuori dai gangheri. Sarebbe persino comprensibile: lui, spocchia fatto persona, è stato umiliato dalla maggioranza assoluta degli elettori. Ma è inammissibile che, dopo lo schiaffone elettorale, minacci di adoperare la sua carica ministeriale per organizzare vere e proprie vendette sulla pelle dei cittadini.
Leggere, per credere, una intervista che il senatore Castelli ha rilasciato alla Gazzetta di Lecco e Provincia, e che trasuda non solo rabbia (“non volevano il mio doppio incarico che pure rappresentava un valore in più, non sono simpatico a una parte dei cittadini”) ma anche l’intenzione di trasformare la sconfitta in rappresaglia. Che cos’altro significa il suo preannuncio che “è chiaro, ora alcune cose cambieranno”? Cioè?, chiede l’intervistatore tra il curioso e l’ allarmato. E Castelli: “Beh, vorrà dire che a parità di necessità tra comuni diversi, dirotterò i finanziamenti su quelli leghisti”.
Castelli non ha smentito questa incredibile affermazione che, di per sé, consente – se alle parole corrisponderanno i fatti, ma forse basta la minaccia – di ipotizzare non solo qualche reato penale ma anche e soprattutto una sfacciata violazione di un principio chiave della pubblica amministrazione: il dovere dell’imparzialità.

Che altro significa, se non venire meno a questo dovere, il dirottare finanziamenti ministeriali sui comuni che, a parità di necessità, sono più simpatici e affini a come la pensa il senatore Castelli. La storia, comunque, non finisce qui: dall’aria che spirava stamani in Transatlantico mi par di capire che più di un parlamentare si appresta a chieder conto al governo delle parole del viceministro. Le parole sono pietre. La prima a reagire è stata l’onorevole Lucia Codurelli, Pd: “Se le dichiarazioni di Castelli fossero confermate ci troveremmo di fronte ad un episodio di inaudita irresponsabilità politica e istituzionale”. E, con una interrogazione urgente, chiede conto al ministro Altero Matteoli delle parole del suo vice.

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