L’esperimento di Bologna, è nata una nuova società civile

TORINO CONTRO LA CENSURA // Credo che giovedì notte cinquemila persone siano uscite dal Paladozza portando con sé il seme di una nuova consapevolezza. Cos’è successo di incredibilmente nuovo, oserei dire storico? La nascita di una società civile profondamente diversa. Rispetto ai comizi, dove l’oratore è SUL palco e la folla SOTTO, rispetto anche alla tv, con i conduttori DENTRO e noi FUORI dallo schermo, giovedì sera la società civile SOVRASTAVA e CIRCONDAVA l’informazione. L’è tot n’eter quel, come dicono qui a Bologna.
Chi si immagina un Santoro-Masaniello, capopopolo di un branco senza cervelli, è completamente fuori rotta. L’attenzione critica della società civile è stata costante e sempre evidente, per esempio nel dosaggio degli applausi. Non bastava esserci per meritarne uno e ne sa qualcosa il povero Morgan, fischiato al primo accenno di banalità.
Giovedì sera, sugli spalti del Paladozza non c’erano i fans di Santoro e Travaglio, c’erano i tifosi della democrazia e si sa che il tifoso ha anche delle pretese, innanzitutto verso la propria squadra.
Non so se Santoro & Co. meditassero di attuare questo ribaltamento, se il fine ultimo di questa serata fosse proprio quello di renderci consapevoli che le loro informazioni sono solo strumenti. Il cambiamento dobbiamo operarlo noi ed in quel luogo, da quel punto di vista, appariva anche ridicolo il pensiero che cinquemila persone lo delegassero ad un pugno di giornalisti.
La società civile ha anche parlato.

Tre donne, due operaie ed una ricercatrice prossime al licenziamento, hanno strappato gli applausi più prolungati. Ascoltandole ci siamo resi conto che le informazioni ce le dovremmo procurare di prima mano e che non è necessario che qualcuno si informi, analizzi e pensi al posto nostro. Questa è la cosa più rivoluzionaria del mondo e ringrazio Santoro ed il suo staff per avercelo ricordato.
* L’autrice è socia di LeG Bologna

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