Elezioni, la sfida di Pietrasanta nel cuore della Versilia

Dopo dieci anni di governo del centro destra, Pietrasanta, ‘ridente’ cittadina versiliese, ha l’occasione di cambiare pagina. Non è difficile trovare articoli che la riguardano su riviste patinate di tutto il mondo, sia per la sua invidiabile posizione geografica, sia per la sua vocazione artistica, per la quale i più grandi scultori l’hanno scelta come seconda patria dove poter dar vita alle loro opere in marmo e bronzo. Purtroppo, qualche tempo fa, Pietrasanta è balzata alle cronache nazionali per una presunta gestione disinvolta della macchina amministrativa. Non mi voglio soffermare su questa triste pagina, di cui è giusto si occupino gli organi competenti, ma non posso tacere il teatrino poco edificante a cui hanno dovuto assistere, negli ultimi mesi, i suoi abitanti. Mi riferisco allo scontro interno alla coalizione di centro destra, che con scambio di accuse pesantissime, tradimenti, passaggi da partiti a liste civiche, è arrivata alla vigilia del voto spaccata in due. Per spiegare questo balletto di nomi e candidati possiamo tranquillamente scorrere i titoli di giornale, partendo dalla fine del gennaio scorso. I protagonisti di questo canovaccio improvvisato sono: Massimo Mallegni (sindaco uscente Pdl, ex Forza Italia), Marco Marchi (ex vice sindaco, ex An), Daniele Spina (assessore uscente alla Cultura, Udc), Paola Brizzolari (assessore uscente alle Pari opportunità, ex Pdl, ex Forza Italia) Massimo Baldini (senatore Pdl). Se leggendo vi sembrerà la descrizione della Repubblica delle Banane, vi dico, non vi scomodate, siamo semplicemente in Italia:Domenica 24 gennaio, La Nazione titola “Il candidato sindaco Pdl è Paola Brizzolari – Scelta la persona giusta – Mallegni: se ci sarà il ballottaggio niente apparentamenti”.

Ma già il giorno seguente Il Tirreno ci ricorda che il Pdl è “sull’orlo di una crisi di nervi – domenica di telefonate incrociate e forti malumori. La candidatura di Paola Brizzolari non va giù a molti”, e si tira quasi un sospiro di sollievo quando si apprende che “Brizzolari fa la conta degli alleati. Nuova Dc: lista in appoggio Pdl – Spina: Se Marchi va da solo l’Udc avrà un suo candidato” (La Nazione, martedì 26 gennaio).Questa situazione incerta va avanti ancora e i nodi invece di sciogliersi si ingarbugliano; ma un punto fermo sembra esserci: la candidata Brizzolari rimane in lizza “Caos nel centrodestra, da definire la posizione dell’Udc, che potrebbe anche andare da solo – Brizzolari, ora sembra davvero fatta – Domani la presentazione del candidato Pdl” (Il Tirreno, martedì 2 febbraio). Marco Marchi invece non si arrende, l’accordo salta e il Popolo della Libertà corre da solo.Dopo lungo meditare anche l’Udc scioglie le riserve e decide di appoggiare il Pdl; ma qualcosa non torna se Il Tirreno (sabato 6 febbraio) titola “Pdl, la tentazione Bergamini – Verdini e Mattioli hanno contattato la deputata”. E infatti basta attendere nemmeno una settimana per scoprire che “Brizzolari ancora senza propaganda murale: si lavora ad un’alternativa? – Pdl, i poster della candidata non ci sono, e spunta il nome di Massimo Baldini” (Il Tirreno, giovedì 11 febbraio). Paola Brizzolari viene fatta fuori politicamente, con un semplice sms, dallo stesso Massimo Mallegni, che si è premurato di inviarlo per avvertirla che al suo posto andrà qualcun altro.

Marco Marchi, che non vuole mollare per nessuna ragione le sue posizioni, incontra il senatore Baldini e avverte “Pronti a ricompattarci ma fuori Mallegni e soci” (Il Tirreno, venerdì 12 febbraio). Nuova raffica di incontri febbrili; il senatore Baldini si prende il fine settimana per decidere e infine accetta, avvertendo però di volere una coalizione unita.Mercoledì 17 febbraio la città si trova a vivere una situazione schizofrenica, e ciò appare chiaro dai titoli delle testate locali “Il Pdl ha il candidato – È fatta per Baldini avrà 4 liste di sostegno – Mallegni: Trovato l’accordo è la persona giusta” (La Nazione); mentre Il Tirreno annuncia “Marchi accetta l’investitura sarà il candidato Pdl”.Nello smarrimento totale, con le voci contrastanti che si rincorrono in tutta la città, si riesce a capire che il candidato è Marco Marchi e che l’investitura è avvenuta davanti al senatore Baldini. Gli stessi Marchi, Baldini e Mallegni hanno firmato un accordo blindato che porterà finalmente pace e amore. Ma la realtà non è mai quello che sembra e mentre a “Marchi fa paura la lista fatta da Mallegni – L’accordo prevede autonomia ma lui non vorrebbe alcuni nomi” (Il Tirreno, mercoledì 24 febbraio) non passano ventiquattro ore che le carte si rimescolano. Nuovo colpo di teatro, salta l’ennesimo accordo Marchi-Popolo della Libertà e appare sulla scena, Daniele Spina che correrà alla poltrona di sindaco con una coalizione formata da Pdl e Udc.

A Marchi sarà definitivamente di appoggio una lista civica, Pri e Lega.Naturalmente questa ennesima divisione porterà al solito scambio di pesanti accuse che faranno da ritornello alla campagna elettorale.E intanto, forse, venerdì arriverà Berlusconi a Pietrasanta. Anche questo un copione già visto: l’amore vincerà sull’odio?

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