Talk show, il Tar blocca lo stop e spunta un’inchiesta sul premier

Stop al regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella parte che blocca i talk show in periodo elettorale. Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di Sky e Telecom Italia Media a favore della sospensione del regolamento, esattamente all’art. 6 comma 2, varato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che disciplina la par condicio in vista delle Regionali. Le richieste sono state discusse davanti alla III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale, presieduta da Maria Luisa De Leoni e così stamattina hanno deciso i giudici.
Il Tar del Lazio, accogliendo la richiesta di sospensiva di Sky e Ti Media, ha di fatto bloccato l’articolo del regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (gemello di quello della Vigilanza per la Rai) nel quale si chiedeva una normativa così stringente per i talk show, da portare al loro stop nell’ultimo mese di campagna elettorale. Questo l’articolo 6 comma 2 del regolamento Agcom per le Regionali 2010: “Nel periodo di vigenza della presente delibera, tenuto conto del servizio di interesse generale dell’attività di informazione radiotelevisiva, i notiziari diffusi dalle emittenti televisive e radiofoniche nazionali e tutti gli altri programmi a contenuto informativo, riconducibili alla responsabilità di specifiche testate giornalistiche registrate ai sensi di legge, si conformano con particolare rigore ai principi di tutela del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e dell’apertura alle diverse forze politiche, nonché al fine di garantire l’osservanza dei predetti principi, allo specifico criterio della parità di trattamento tra i soggetti e le diverse forze politiche individuate ai sensi dell’art.

2, comma 1, del presente regolamento”. L’articolo 2 al comma 1 disciplina la definizione e quindi la presenza dei soggetti politici nelle Tribune politiche: di fatto i programmi di approfondimento vengono equiparati alle regole delle tribune.
Il premier voleva mettere il bavaglio ad Annozero. Lo scrive oggi in prima pagina “il Fatto quotidiano”, citando una inchiesta a Trani durante la quale settimane di intercettazioni dimostrerebbero le pressioni e gli interventi del Cavaliere contro la trasmissione di Santoro. Nelle intercettazioni, legate aqd una inchiesta che si occupava di carte di credito e tassi di usura. Ma, a margine, nel fasciolo si leggono i nomi di Berlusconi, Innocenzi (membro dell’Agcom) e Minzolini. Tutti, scondo il Fatto, discutono della tv pubblica e delle sue trasmissioni. “La procura, scrive il giornale, ascolta in diretta le pressioni e le lamentele del premeir per Annozero. Rivolte al memnro dellAgcom Giancarlo Innocenzi. E, in una di queste telefonate, si lamenta della presenza del direttore di Repubblcia Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari. Seocno il Fatto Innocenzi avrebeb rassicurato il premier sulla “soluzione” del problema.

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