Così difendiamo la legalità

Lunedì pomeriggio sono stato al presidio di Padova, organizzato dal PD per dire “NO AL CONDONO ELETTORALE”. Erano presenti rappresentanti dell’ANPI, esponenti e militanti/simpatizzanti di (quasi) tutti i partiti di opposizione con bandiere di partito, Associazioni Giovanili e Studentesche, il Popolo Viola e Libertà e Giustizia con le proprie bandiere. Perché vi racconto questo? Perché è la prima volta che ho visti riuniti cittadini e esponenti di partiti (che non sempre si parlano) per lo stesso motivo: “difesa della legalità, senza se e senza ma”.
Si dice che l’italiano ha la memoria corta, forse è vero. Ho quindi ritenuto opportuno raccogliere alcuni interventi che in questi giorni sono apparsi sui media sul “condono elettorale”.
La rassegna inizia con l’inusuale messaggio del Presidente della Repubblica, prosegue – in ordine cronologico – con gli interventi di intellettuali e costituzionalisti che consentono – anche ai non specialisti – di formarsi una propria opinione su questa particolare congiuntura politica e sociale. Ho raccolto anche pareri contrari al nostro senso dello stato e della democrazia, non ho trovato molto e non credo di essere annebbiato da pregiudizi o preconcetti.
Mi fa piacere rilevare che alcuni interventi sono di costituzionalisti che fanno parte di Libertà e Giustizia e che, nel panorama nazionale, spiccano due costituzionalisti dell’Università di Padova.
Ho scansionato i documenti senza interventi particolari, salvo che per l’intervento di Gustavo Zagrebelsky quando ho sottolineato un passo ove viene chiarito perché le accuse al Capo dello Stato “ ..

sembrano fuori luogo”. Suggerisco di leggere attentamente questo passo, non è gossip o dietrologia, ma una puntuale ricostruzione della “nottata” che abbiamo (forse) passato.
La rassegna si conclude con l’intervista al Presidente Ciampi, la sua volontà di ricercare negli anni giovanili un valido fondamento per ripartire, senza facili entusiasmi, ci deve far riflettere.
Anche perché i tempi de il “non mollare” sembra stiano ritornando, al riguardo allego una ordinanza della Prefettura di Firenze del 1925 che, a mio avviso, è di attualità.

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