Napolitano e l’ambasciatore amico di Di Girolamo

BIPOLARISMO, OVVERO: EMICICLO O AULA ALL’INGLESE? // Da Roma, qualcuno del protocollo della Farnesina, deve avergli detto: ambasciatore Siggìa, annulli il catering, liberi i camerieri. Infatti, Sandro Maria Siggìa, il diplomatico che regge l’ambasciata italiana di avenue Lengrand a Bruxelles, era pronto a dare il meglio di sè per il ricevimento in onore del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita al Regno del Belgio e alle Istituzioni europee da domattina a giovedi. Invece, Napolitano non andrà dall’ambasciatore, accorcerà la vista ufficiale in Belgio per “sopravvenuti impegni istituzionali”. Come mai?
La ragione è molto più semplice di quanto non si creda. Napolitano non ha alcuna intenzione di essere ospite e di farsi scarrozzare per la città e per i saloni del palazzo di re Alberto e della regina Paola, dal signor Siggìa da Enna che consigliava il senatore Nicola Di Girolamo su come aggirare le procedure per ottenere la residenza a Bruxelles in modo da candidarsi al Senato della Repubblica. Non solo. Il ricevimento previsto all’ambasciata italiana in Belgio, a conclusione della missione, si sarebbe svolto mentre il senatore, così tanto favorito da Siggìa, finirà in carcere o ci è già finito. Immaginate un presidente della Repubblica affiancato dall’ambasciatore che aveva supportato un senatore eletto con i brogli della ndrangheta calabrese.Ecco perché il ministro degli esteri Frattini, chiamato ad accompagnare Napolitano, ha pregato il segretario generale della Farnesina, Massolo, di fare in modo che Siggìa scomparisse dalle viste di Napolitano.

Così sarà. L’ambasciatore, diciamo, non è disponibile per un certo legittimo impedimento. No Napolitano, no party.
Buon viaggio Presidente!

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