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In carcere per l’inchiesta su Protezione, firma la perizia per il Consiglio di Stato

25 febbraio 2010 - Commenti disabilitati

Ecco come vanno le cose a certi “periti terzi”, soprattutto se nominati – perché, a quale titolo? – nientemeno che dal Consiglio di Stato, che poi provvederà a pagare adeguatamente l’incomodo. Dunque l’ingegner Fabio De Santis, appena sbattuto in carcere nell’ambito della tempesta giudiziaria che si è abbattuta sulla Protezione civile, era stato nominato “perito terzo” (cioè indipendente dalle parti in lite) in una controversia sulla valutazione d’impatto ambientale che vede coinvolte da un lato l’amministrazione comunale di Mantova e dall’altro la Immobiliare Lagocastello Srl. La richiesta di applicazione della misura di custodia cautelare era stata avanzata il 21 dicembre dal Gip di Firenze, Rosario Lupo. Ebbene, il 26 gennaio l’ingegner De Santis firma la perizia chiestagli dal Consiglio di Stato. La perizia, vedi caso, dà ragione alla Immobiliare cui in prima istanza il Tar aveva dato torto.
Sulla scorta di questi sorprendenti dati, “appare particolarmente anomalo – sottolinea il deputato del Pd Marco Carra, in una interrogazione al ministro della Giustizia – che un perito abbia condotto a termine l’incarico che gli era stato assegnato pur in presenza di una misura di custodia in carcere che pendeva a suo carico già nel momento in cui ha firmato la perizia”. E allora, “quali iniziative di carattere normativo intende assumere il ministero per evitare che periti sottoposti a indagine o a misure cautelari, in particolare per delitti contro la Pubblica amministrazione, possano nelle more continuare a svolgere l’ufficio di perito?”.
Per capire di che pasta sia fatto il personaggio sarà opportuno e non casuale ricordare che nel febbraio dell’anno scorso l’ingegner Fabio De Santis si era insediato a Firenze come Provveditore alle opere pubbliche della Toscana.

A giugno, il provveditorato aveva consegnato all’impresa Ciotola di Roma i lavori per la realizzazione delle centrali tecnologiche a servizio della Villa Salviati e degli archivi storici della Comunità Europea, a Firenze, dove ha sede l’Istituto universitario europeo. Ma tra febbraio e giugno (esattamente a marzo, periodo ancora adatto alle settimane bianche) il provveditore De Santis e la moglie avevano trascorso una deliziosa vacanza all’Hotel Cristallo di Cortina: conto di quasi 4000 euro, interamente pagato da Gaetano Ciotola, titolare dell’impresa affidataria dei lavori a Firenze. Alcuni mesi fa lo stesso provveditorato toscano aveva bandito un appalto da due milioni e mezzo per la sicurezza del cantiere abbandonato della Scuola Marescialli dei Carabinieri. La gara era stata vinta dalla Ecosfera Spa di Roma, società riconducibile a Ezio Gruttadauria, l’imprenditore in rapporti con Diego Anemone, su richiesta del quale nel settembre 2008 aveva assunto uno dei figli di Angelo Balducci, Filippo, e la sua fidanzata. C’è bisogno di aggiungere altro a questo idilliaco quadretto?

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