Depotenziato il decreto BertolasoPd: “Vince il Parlamento”

La lunga battaglia sulla Protezione civile è conclusa: la Camera ha approvato quel poco che resta del decreto originario del governo (via la privatizzazione, via gli scudi dai procedimenti giudiziari, via la fiducia-ricatto…) e il provvedimento torna la settimana ventura al Senato dove il centrodestra, dopo aver approvato alla cieca SpA, scudi ed altre misure scandalose, sarà costretto a rimangiarsi tutto tranne la norma che, da sola, giustifica la reiterata opposizione del centrosinistra: la mancata separazione tra gli interventi di vera emergenza e i “grandi eventi” che Bertolaso & C. continueranno a gestire senza alcun controllo, “in deroga” a tutte le leggi e anche alle norme comunitarie. Risultato del voto finale della Camera: 282 sì, 246 no, un astenuto. Uno scarto inferiore al cartello ufficiale dei voti di maggioranza: molti avevano mollato, e molti di più erano assenti quando si erano votati gli ordini del giorno, sicché la “maggioranza” è andata sotto tre volte su documenti dell’opposizione: in particolare su quello che impegna il governo a stilare e usare la cosiddetta lista nera di fornitori e prestatori d’opera da escludere da contratti pubblici, appalti e soprattutto subappalti perché a rischio di inquinamento criminale.
Una vittoria netta delle opposizioni che hanno letteralmente spogliato di norme-chiave e della fiducia-ricatto il disegno berlusconiano? Si può e si deve certo dire, ha sottolineato il capogruppo Pd Dario Franceschini.

“Ma – ha aggiunto – è stata soprattutto una vittoria del Parlamento: per una volta abbiamo restituito a quest’aula la sua sovranità dopo un avvio di legislatura in cui la Camera era destinata a diventare luogo di ratifica delle scelte del governo”. Poi una risposta a quanti hanno cercato di rivoltare la frittata: “Anche voi avete usato la Protezione per i grandi eventi”. “Sì’, ed è stato un errore – ha ribattuto –. Noi vogliamo cambiare la norma, e voi no; e poi durante i governi di centrosinistra nessuna ordinanza ha provocato inchieste giudiziarie, e a nessuno sarebbe mai venuto in mente di abusarne e di eliminare, come avete fatto voi, il controllo preventivo della Corte dei conti!”.
Poi, anche dal capogruppo dell’Idv, Donati, un richiamo alla portata politica e morale degli abusi che alimentano ancora in queste ore la bufera giudiziaria: “Provocano non solo sdegno ma anche grande dolore perché si abbattono sulla passione di migliaia e migliaia di volontari che ogni giorno mettono a disposizione la loro passione senza chiedere nulla in cambio”. E ancora Franceschini: “Magari loro non si mettono il maglione blu, sottosegretario Bertolaso, ma lo fanno con umiltà e in silenzio”.
A proposito di Bertolaso (cui il centrodestra ha tributato una standing ovation sull’onda del demagogico intervento del capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto), una dura frecciata al responsabile della Protezione civile è arrivata in Transatlantico dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani che non aveva apprezzato affatto l’intervista rilasciata a Panorama dal controllore-controllato.

Costui si era chiesto, provocatoriamente, in caso di terremoto “chi va a spalare, Bersani?”. Risposta secca: “Consiglierei a Bertolaso umiltà, meno arroganza, e di volare basso. Con me poi càpita male: a quindici anni io spalavo a Firenze alluvionata”.

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