Riparte la Scuola di Pavia

Riparte la scuola di Formazione politica di Libertà e Giustizia. Alla sua quarta edizione, nel collegio Ghislieri di Pavia, prevede tre moduli (iscrizioni entro il 14 gennaio 2010 sul sito) per un programma che affronta sotto il titolo generale, “Etica, economia e politica”, temi quali l’etica pubblica, la costituzione e le libertà democratiche (30-31 gennaio); la crisi economica (13-14 febbraio); livelli di governo (6-7 marzo). La scuola è a numero chiuso, riservata a 40 partecipanti; tutti i dettagli e le informazioni sui tre fine settimana di studio sono sul sito. “C’è un bisogno diffuso di cultura politica, si sente l’esigenza di dedicarsi a far fiorire la propria competenza come cittadini. Ecco perché la Scuola pavese di LeG, intitolata a Giovanni Ferrara, riscuote sempre maggiore interesse”. Ripartire dalla formazione per Salvatore Veca, che dirige la rete di scuole dell’associazione, è più che un’urgenza. “In un contesto politico, civile e culturale in cui siamo sottoposti a continui cambiamenti – dice ancora il filosofo della politica – il cittadino sente il bisogno di riflettere, di prendersi il tempo e lo spazio per dedicarsi alla causa civica”. Tra i docenti di questa edizione, Gustavo Zagrebelsky, Vittorio Grevi, Valerio Onida, Michele Ainis, per la parte che riguarda l’etica pubblica, Domenico Delli Gatti e Michele Salvati per l’economia, il sindaco di Genova Marta Vincenzi è tra i relatori della parte riservata ai livelli di governance, a Filippo di Robilant e a un gruppo di osservatori dell’Unione europea è affidato “il punto sull’Europa in un mondo sempre più post-americano”.

“La politica è degenerata nelle argomentazioni – dice Valerio Onida, che interverrà sabato 30 gennaio, con una lezione sulla Costituzione e l’etica pubblica – occorre recuperare le basi, i fondamentali della democrazia, per evitare che lo scambio di opinioni si fermi al livello delle comparsate nei talk-show”. Una necessità quella della formazione per la politica, avvalorata dal successo di tre edizioni della Scuola pavese e dal riscontro positivo di tutte le scuole politiche di LeG nate nel solco di questa, come quella Toscana, a Poggibonsi sulle Vie della democrazia in Italia e nel mondo che si è appena conclusa, o quella di Modena, sul ruolo delle politiche di genere e la loro ricaduta pubblica, in preparazione per aprile. Una urgenza di formazione che diventa sempre più condivisa e importante nell’attuale fase politica nazionale ed internazionale. “Se oggi si può dire che un premier deve lavorare senza ostacoli, senza opposizione – dice ancora il presidente emerito della Corte costituzionale Onida – vuol dire che abbiamo tutti un po’ perso il senso della democrazia”.

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