Dialogare? Una proposta

In ordine all’avvio di un dialogo con il centro destra, ho una grande perplessità in quanto temo che non di dialogo si tratti, ma di ricerca di corresponsabilità relativamente alla soluzione dei problemi giudiziari di Berlusconi.Su questi problemi vorrei esporre una mia riflessione.Ci troviamo in una situazione che vede da una parte il legittimo diritto del Presidente del Consiglio di svolgere il suo lavoro senza essere “disturbato” dalla Magistratura.Dall’altra vi è un secondo diritto, piu’ forte del primo:quello di ogni cittadino di avere la certezza che chi governa il paese e’ persona corretta, onesta, degna di rappresentarlo.Come conciliare questi due legittimi interessi senza far venir meno lo stato di diritto?Mi pare che le proposte fino ad oggi fatte non tengano conto del cennato diritto di conoscenza dei cittadini, ma non tengono neppur conto che in uno stato di diritto tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.E allora perché anziché congelare i processi per il Presidente del Consiglio, provvedimento, non so se legittimo, ma che comunque dà una risposta solo al primo diritto su indicato, e cioè quello del Presidente del Consiglio di non essere “disturbato”nell’esercizio delle sue funzioni nell’interesse della collettività, non si capovolge la proposta.Perche’ non si approva una legge che consenta una procedura straordinariamente veloce, con l’approvazione di tutte le norme necessarie (sedute quotidiane anche nei giorni festivi, trasferimento delle udienze dove si trovano gli imputati,legittimazione di teleudienze e videoudienze ecc.) tali da consentire che il processo giunga a sentenza nel giro di poche settimane.Si dia ampia pubblicità a questo processo anche con la eventuale presenza di rappresentanti di istituzioni di giustizia dell’Unione Europea, in modo da escludere ogni accusa di comportamento persecutorio.Il Presidente del Consiglio sarebbe cosi’ messo in condizione di favore per difendersi nel processo e dimostrare la propria innocenza in breve tempo e i cittadini avrebbero certezza in ordine alla correttezza, onestà, trasparenza della persona alla quale hanno affidato il governo del paese.

* L’autore è coordinatore di LeG Piemonte

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