Consulta e Lodo Alfano: disinformazione e falsità

Care amiche e cari amici,quel che doveva succedere, è successo.La sentenza della Corte Costituzionale ha fatto emergere (come se non ce ne fosse bisogno!) il peggio tra tutte le polemiche possibili. Il minimo che è stato detto da parte di Berlusconi e dei suoi sodali nei confronti della Consulta e del Presidente della Repubblica è stato “comportamento sleale”.Anche ieri Berlusconi ha ripetuto il mantra “La Corte Costituzionale ha smentito se stessa”.Tralascio qui gli accenni generalizzati ai “giudici di sinistra”, ai membri della Consulta che sarebbero di sinistra (tranne quelli che vanno a cena con Berlusconi) perché nominati dagli ultimi tre Presidenti della Repubblica tutti di sinistra (sorvolando sul fatto che solo 5 membri su 15 sono di nomina presidenziale), etc. etc.Vorrei soffermarmi sulla frase ripresa da tutti i mezzi d’informazione “la Corte ha smentito se stessa”, perché, secondo Berlusconi, Ghedini, Pecorella, Feltri, Gasparri etc. il cosidetto “Lodo Alfano” avrebbe ripreso tutte le osservazioni della precedente sentenza della Corte relativa alla bocciatura del “Lodo Schifani”, che non citava l’art. 138 della Costituzione (Revisione della Costituzione), ma soltanto gli articoli 3 e 24 (Eguaglianza davanti alla legge e Diritto alla difesa). L’attuale sentenza ha ripetuto che il Lodo Alfano viola l’art. 3 sull’eguaglianza di tutti i cittadini e in più ha aggiunto che viola l’art. 138, perché con una legge ordinaria non si può modificare un principio basilare della Costituzione.Su questo punto si sono accaniti i detrattori della Corte Costituzionale (slealtà, contraddizione con precedente sentenza, etc.


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Costituzionale Comparato con il Prof. Leopoldo Elia (anche lui ex Presidente della Corte Costituzionale) -, sono andato a leggermi la sentenza n.24/2004 con la quale la Consulta bocciava il “Lodo Schifani”.Allora la Corte aveva giudicato in base alle questioni sollevate dai ricorrenti e cioè sulle eccezioni d’incostituzionalità relative agli articoli 3 e 24.La sentenza infatti riconobbe che l’allora Lodo Schifani violava i suddetti articoli ed eccepiva 4 punti principali (i famosi 4 punti ai quali si appigliano gli avvocati di Berlusconi), ma la stessa sentenza si chiudeva con la seguente affermazione (punto 8, ultimo paragrafo): “Resta assorbito ogni altro profilo di illeggittimità costituzionale” Cioè, la violazione degli articoli 3 e 24 sono già di per sé sufficienti a dichiarare il “Lodo Schifani” incostituzionale, tanto da non essere necessario citare altre violazioni, che comunque sono presenti, cioè la violazione dell’art. 138 è sottintesa.Qundi la “scandalosa” sentenza attuale, che oltre a citare l’art. 3, cita anche l’art. 138 non ha fatto altro che esplicitare quanto era già sottinteso nella precedente sentenza.Perché il PD non insiste su questo aspetto “tecnico”, invece di limitarsi a chiedere di “abbassare i toni”, di “non offendere” il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale, e con questo rimanere solo a livello di slogan e contro-slogan, mentre intanto la disinformazione regna sovrana.
*Socio di Libertà e Giustizia

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