Frattini, Lisbona e la memoria corta

Ah, la memoria. Perderla in soli 3 mesi non è cosa piacevole, a maggior ragione se si tratta di un ministro degli Esteri. Si tratta di Frattini, intervistato oggi dal buon Caprara sul Corriere della Sera. Domande e risposte su cosa ci attende dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Blair sì o no alla Presidenza dell’Ue, e cosi via. Poi il discorso torna sulla mancata elezione alla presidenza del Parlamento europeo del candidato di Berlusconi e Frattini. Si sa com’è andata: ha prevalso il polacco Jerzy Busek, dello stesso partito popolare, preferito a Mario Mauro. E cosa dice oggi Frattini, con candore? “Abbiamo compreso il valore straordinario di dare a un grande Paese dell’Europa dell’Est un segnale. Perchè mai spaccare il Partito popolare? Con gesto nobile abbiamo ritirato la candidatura di Mauro”. Davvero? Un gesto nobile? Ah la memoria. Rinfreschiamola a Frattini. L’8 giugno, a risultato elettorale acquisito, il ministro è a Belgrado e si lascia andare: “Noi chiediamo che l’onorevole Mauro sia indicato come presidente del Parlamento europeo, è evidente che dobbiamo trovare un accordo non solo con la Germania, che non ha un proprio candidato, ma anche con la Polonia e dobbiamo offrire accettabili regole di compromesso”. Quali regole? Non specifica. E aggiunge: “L’Italia da 34 anni non ha la presidenza, abbiamo un lungo credito rispetto a questa Istituzione”. E ancora: “L’Italia è l’unico Paese in cui, a parte la Francia di Sarkozy, il centro destra, stando al governo, è stato confermato dal voto”.

Il 15 giugno il ministro corre a Lussemburgo e va giù pesante: “Il Pdl farà valere i dati di fatto”. Già, quali? Eccolo perentorio: “Conosciamo tutti l’ambizione polacca (cioè di fare eleggere Buzek, ndr.), noi abbiamo elementi che faremo valere, sono elementi di fatto non opinioni”. Infatti li elenca: “L’Italia è paese fondatore, dal 1979 – ripete quel che ha detto a Belgrado – non ha un presidente del Parlamento europeo. Ma c’è di più. Il Pdl ha ottenuto il 35% dei voti, la Cdu della Merkel il 30%, l’Ump di Sarkozy il 28%. Dunque, tra i grandi Paesi, il Pdl è il primo partito”. Tuttavia la conta non è finita. Ecco la altre cifre: “Il nostro partito – rende noto il ministro – ha ottenuto 10.800.000 voti, la Cdu 8 milioni e il partito di Buzek due milioni e mezzo, tre milioni di voti”. Come la mettiamo? Il ministro degli esteri non lascia dubbi: “Non sono io che devo trarne le conseguenze, sono dati di fatto”.Il 19 giugno Frattini e Berlusconi si presentano al vertice PPE di Bruxelles. Si rendono conto perfettamente che Buzek è stato prescelto dal PPE quale candidato alla presidenza del Parlamento europeo. Cosa che, puntualmente, avverrà di li a un mese. E cosa escogitano Frattini e Berlusconi per nascondere la cocente sconfitta, dopo aver “venduto” agli italiani in campagna elettorale che il povero Mauro sarebbe diventato presidente del Parlamento? Convocate le telecamere, escono dalla riunione e, sdegnati, denunciano: “È vergognoso che la Delegazione del PD al Parlamento europeo abbia detto che voterà contro Mauro alla presidenza del Parlamento”.

Alta scuola diplomatica.

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