Dl anticrisi, ennesima fiduciaFini: riflettere su questa prassi

Riecco il “metodo” Berlusconi di G.F.Polara // La manovra dalla A alla Z – Il Sole24 Ore // Se non sono state approvate dalle commissioni, non sono ammissibili le norme del maxiemendamento del governo al dl anticrisi. E’ severa la critica che il presidente della Camera Gianfranco Fini muove al governo. Sul decreto è stata annunciata la fiducia. In Aula, dopo la sospensione dei lavori sul decreto, Fini si fa portavoce dell’appello lanciato nei giorni scorsi da Napolitano in riferimento a “provvedimenti eterogenei nel contenuto”. Poi, attacca: “Non posso non sottolineare che anche nel caso di questo decreto ci sia stato un consistente ampliamento dell’intervento normativo rispetto all’originario contenuto, anche durante l’esame in commissione”. Il binomio tra maxi-emendamenti e fiducia, ormai diventato prassi, “accentua elementi di di difficoltà nel rapporto tra maggioranza e opposizione, governo e Parlamento” e “crea tensione nella dinamica parlamentare”.
Infine, l’invito che è molto più che un suggerimento: “Non potremo sottrarci da una riflessione sul procedimento di conversione dei decreti legge, sulla loro emendabilità e sui maxi-emendamenti su cui poi si pone al fiducia”.

L’obiettivo, ricorda Fini, “deve essere quello di regolamentare la materia così da raggiungere un corretto svolgimento del rapporto tra governo e Parlamento”.
L’annuncio dell’ennesimo ricorso al voto di fiducia era arrivato dallo stesso Fini, tra imbarazzo e tensioni, alla fine di una mattinata di discussioni. Al ministro dell’Economia Giuslio Tremonti, Fini chiede di “presenziare alla seduta con l’auspicio, altro non posso fare, che spieghi all’aula perchè il governo è addivenuto ad alcune valutazioni che, nella generale valutazione della presidenza saranno relative alla conformità o meno dell’emendamento con il testo approvato dalle commissioni”.
Alla ripresa dei lavori, le valutazioni suonano come un duro rimprovero, quando “pur rendendosi conto delle ragioni del governo”, il presidente della Camera dichiara non ammissibili alcune norme del maxiemendamento su cui sarà posta la questione di fiducia e che non contenute nel testo approvate dalle commissioni di Montecitorio. Un numero, “seppur limitato”, di disposizioni, integrazioni e correzioni, oltre a due emendamenti presentati in commissione. Tutto il resto del maxiemendamento del governo è ritenuto “ammissibile”. In particolare, spiega Fini, dal testo del maxi-emendamento vanno “espunte” le parti che riguardano reti ed energia elettrica e studi di settore “che potranno essere esiminate in altri provvedimenti”. Con questo, precisa il numero uno dell’assemblea di Montecitorio, “è stato rispettato il ruolo delle commissioni parlamentari”.

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