Ecco perché l’Italia vuol tornare al nucleare

Ho letto sul nostro sito l’articolo della votazione al Senato l’8 luglio (sotto copertura degli avvenimenti al G8) a favore all’apertura di altri grossi cantieri (per l’energia nucleare):
Selon le ministre de l’industrie, Claudio Scajola, “la sensibilité de l’Italie a changé”. Trois raisons expliquent cette mutation. D’abord, le pays, dépendant à 85 % de l’étranger pour son approvisionnement en énergie, fait payer le kilowattheure 1,6 fois plus cher que la moyenne européenne. Ensuite, les Verts ont disparu du Parlement. Enfin, le centre droit dispose d’une majorité compacte.
Ma le risposte a queste tre ragioni per la scelta sono contenute nel riassunto dell’incontro del circolo LeG di Bologna avvenuto l’8 giugno:
1. Dipendenza da altri paesi per l’energia (dépendant à 85 % de l’étranger):
- La piu’ grande detentrice di riserve di uranio è l’Australia (che non ha centrali nucleari). Uno dei principali fornitori mondiali di uranio è la Russia (dal materiale fissile bellico dismesso). L’Europa non ha riserve di uranio. La progressiva carenza di uranio è dimostrata dal vertiginoso aumento del suo costo che, negli ultimi dieci anni, è decuplicato. Con poche fonti anche la speculazione viene facilitata.
- La Francia, che produce il 70% della sua energia elettrica col nucleare, importa piu’ petrolio pro-capite rispetto all’Italia.


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nucleari.
2. Ci manca l’energia elettrica: (e quindi il costo e’ alto: fait payer le kilowattheure 1,6 fois plus cher que la moyenne européenne). (Dato che il costo dell’energia nucleare e’ piu’ alto rispetto ai costi delle altre principali fonti energetiche, non si capisce perche’ questo ragionamento sia stato presentato a favore e non contro il nucleare).
Oggi, in Italia sono istallate centrali elettriche di vario tipo per 94 GW, la richiesta di picco (poche ore all’anno) raggiunge i 57 GW. Attualmente, alcuni grandi enti italiani, consumano energia elettrica di notte a costo zero. Prima di tutto, la gestione di questo costoso “parco macchine” va migliorata.
3. les Verts ont disparu du Parlement. No comment!
Nessun politico italiano, ci dice perchè è “a favore” del nucleare.
Infine, lettere al governo ( 16 giugno 2008, 10 luglio 2008, 13 gennaio 2009) dal gruppo di scienziati di Energia per il Futuro www.energiaperilfuturo.it) non hanno ancora avuto risposta. Vedi, per esempio, l’ultima lettera al governo dal gruppo – ancora senza risposta: http://www.energiaperilfuturo.it/lettera-aperta-maggio.pdf
Spero che almeno i lettori del nostro sito abbiano la possibilita’ di consultare l’informazione necessaria per valutare meglio la questione.
* L’autore, socio di LeG, è ricercatore del Cnr

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