Ue, bocciato il deputato che disse”Berlusconi non possiede tv”

“Signò Presidenti, volevo dire che siccome in quest’aula qualcuno ha ditto il contrario, faccio una precisazioni e ribbadisco che il presidente Bellusconi non possiede in Italia nessun canale televisivo…”. Fu memorabile otto mesi fa, nell’aula di Strasburgo, l’intervento del deputato Stefano Zappalà. Nel bel mezzo di uno scambio di opinioni precedenti una votazione, chiese la parola al presidente Poettering per sostenere l’ardita tesi. Fu sommerso dagli ululati tanto che il gentile speaker tedesco invitò i parlamentari a lasciar esprimere liberamente le opinioni altrui. Naturalmente allo stesso Poettering scappava da ridere.
Ora, noi siamo qui a rendere omaggio all’indomito Zappalà, nativo di Aci Bonaccorsi (provincia di Catania) e capo delegazione uscente di Forza Italia al Parlamento europeo. Un omaggio doveroso all’uomo che ebbe il coraggio di privare, nel cuore dell’Europa, il micidiale conflitto d’interessi che attanaglia Berlusconi. All’uomo che offrì il petto ai suoi colleghi “turisti della democrazia” (così li defini Berlusconi nel lontano 2003 nel giorno inaugurale della presidenza italiana dell’Ue) osando l’inosabile: Berlusconi non possiede tv. Chiaro? Nemmeno in bianco e nero. Nemmeno portatile. Non ha un’antenna. Non può vantare nemmeno una radiolina.
Onore a Zappalà, ricandidato alle Europee e non rieletto dai cittadini. Che vigliaccata. Nella Circoscrizione “Centro” per il Pdl, terzo nella testa di lista dopo il non proprietario Berlusconi e la “aennina” Angelilli, Zappalà è finito secondo dei non eletti.

Ce l’ha fatta persino uno che si chiama Pallone e che ha affisso questi manifesti: Berlusconi e Pallone. Con la “e” congiunzione, per carità. Dove gli elettori magari hanno visto che Berlusconi non ha le tv ma di sicuro ha il pallone, per via del Milan. E Zappalà? Niente. Il capo delegazione resta fuori. Punito per il suo coraggio. Perché, con le dimissioni dovute di Berlusconi, in quanto incompatibile, il subentrante, dopo il Pallone, sarà tal Paolo Bartolozzi da Firenze. Zappalà passerà solo a primo dei non eletti. Certo, deve solo augurarsi che si sgonfi il pallone per rientrare. Sarà difficile. Gli resta una consolazione: se vuole; potrà scegliersi un buon avvocato. E’ Giuseppe Gargani, presidente uscente della commissione parlamentare “Giuridica”, che torna alla professione. Ricandidato nel “Sud”, al quarto posto, rimane al palo. E’ secondo dei non eletti. Dimettendosi Berlusconi, gli subentrerà un altro ex An, Salvatore Tatarella, fratello del ben più noto e rimpianto Pinuccio. Addio Europa.

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