Osservatorio sulla democraziaIl Parlamento mortificato

Il nuovo aggiornamento del Libretto nero della democrazia conferma la situazione disastrrosa del Parlamento italiano ridotto a una schiera di deputati e senatori costretti a ratificare le decisioni del governo. Ecco i dati.
Delle 78 leggi approvate dalle due Camere nei primi dodici mesi della legislatura solo 7 (appena l’11 per cento) sono di iniziativa parlamentare. Nella legislatura 1996-2001 le leggi proposte da deputati e senatori erano oltre il 18 per cento del totale e ben il 20 nella legislatura successiva. Di queste 78 leggi, 33 sono di conversione di decreti-legge, 4 di bilancio, 3 leggi collegate alla manovra finanziaria, 28 ratifiche, 10 ordinarie. Il voto di fiducia è stato chiesto alla Camera per 12 provvedimenti, ma considerando che il ddl sicurezza è stato spacchettato in tre maxiemendamenti, i voti di fiducia a Montecitorio sono stati complessivamente 14.
Dall’inizio della legislatura e fino al 3 giugno, il Cavaliere ha presentato 39 decreti, 3 dei quali convertiti in legge senza alcuna modificazione, 27 con qualche ritocco parlamentare, mentre 5 sono decaduti e altri 4 risultano in corso di conversione.
Sono su tutte le materie, da quelle economico-finanziarie relative alla crisi in corso alla violenza sessuale, dalla rateizzazione del debito del settore lattiero-caseario alla proroga delle missioni militari all’estero, dallo smaltimento rifiuti al disagio abitativo, dal diritto allo studio agli adeguamenti tributari delle regioni Marche e Liguria “colpite dal terremoto del 1997”.
Il libretto nero – L’Italia dei diritti perduti

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