L’opposizione non si ricompattaMills e Noemi, il Pd procede da solo

LeG: Berlusconi risponda al Parlamento // Sfuma il coordinamento delle opposizioni. Invocato dal leader pd Dario Franceschini e caldeggiato dai capogruppo di Camera e Senato, Anna Finocchiaro e Antonello Soro, il fronte comune per incalzare il presidente del Consiglio muore sotto i colpi della campagna elettorale. Cade nel vuoto anche il suggerimento che LeG aveva voluto mandare ai parlamentari di opposizione, perché convocassero le camere in seduuta straordinaria.
L’Idv rilancia la sua mozione di sfiducia ma, per ora, né il Pd né l’Udc hanno intenzione di sottoscriverla e così, visto che servono 63 firme (il 10% dell’assemblea, secondo il Regolamento della Camera) e l’Idv ha solo 27 deputati, sembra difficile che la mozione riesca ad essere presentata. Anche il Pd, che martedì riunirà i gruppi di Camera e Senato, sta studiando una mozione che affronti il caso Mills e sfidi la maggioranza ad approvare i disegni di legge, già depositati, per la riduzione del numero dei parlamentari e per il superamento del bicameralismo perfetto.
Contro la mozione di sfiducia verso il presidente del Consiglio s’era già espresso nei giorni scorsi il segretario Dario Franceschini: è inutile, aveva detto, finirebbe solo per ricompattare la maggioranza che invece, su temi come la centralità delle Camere, ha mostrato qualche frattura.

Nella mozione dei democratici dovrebbero confluire l’invito a rinunciare spontaneamente al Lodo Alfano, dopo le motivazioni della sentenza di condanna a Mills, e quello a sottoporsi al giudizio della magistratura. Tutti argomenti che diventeranno cavalli di battaglia della campagna elettorale, per mobilitare gli elettori. Anche perché, proprio in vista della campagna elettorale, il Parlamento mercoledì chiude e il voto sulle mozioni slitterà dopo il voto del 6-7 giugno.
L’importanza del Parlamento così come la necessità di riforme nel rispetto degli equilibri dei poteri legislativo ed esecutivo sono gli altri punti della mozione, che sarà discussa e votata martedì nelle assemblee dei gruppi. Sul caso Noemi e su un eventuale atteggiamento parlamentare il vertice del Pd non ha ancora deciso come comportarsi. In proprio gioca anche l’Udc che, pur molto critico verso il governo, non ha intenzione di sottoscrivere né la mozione di sfiducia dell’Idv né quella del Pd.

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