Berlusconi risponda al ParlamentoLa reazione delle opposizioni

Qualcosa si muove a sinistra? Venerdì scorso LeG con un comunicato ha rivolto un invito ai parlamentari dell’opposizione perché convochino le Camere in seduta straordinaria, come previsto dalla Costituzione, e chiedano al premier di fare chiarezza. Servirebbero 210 senatori o 105 deputati: un terzo di Camera o Senato. Sabato mattina, i capigruppo pd, Anna Finocchiaro e Antonello Soro hanno scritto ai colleghi delle altre forze di oppozione, invitandoli a mobilitarsi per una inziativa comune contro “la reiterata manifestazione di ostilità e disprezzo verso il Parlamento”. Udc e Idv hanno negato il loro appoggio: il partito di Di Pietro annunciando una mozione di sfiducia come unica possibile risposta; il partito di Casini opponendo i paletti del referendum: “non siamo disponibili ad alcun incontro, in piena campagna elettorale, almeno fin quando il Pd non cambierà idea sul sostegno al referendum, che consegnerebbe proprio a Berlusconi, e per lungo tempo, il governo del Paese”.
Domenica è lo stesso leader del Pd, Dario Franceschini, a chiedere “l’unità delle opposizioni”, spiegando come non serva a nulla “fare a gara tra di noi su chi è il più duro nel fare opposizione o a chi la spara più grossa”. La prima risposta positiva arriva lunedì da Di Pietro, “Con il Pd è necessario un coordinamento”, dice il segetario dell’Idv da Pordenone che rilancia e chiede anche all’opposizione di sottoscrivere “la nostra mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio che non ha le qualità morali, politiche e giudiziarie per rappresentare il Paese nel mondo”.Rosy Bindi dalle pagine del quotidiano La Stampa rincara la dose: “Ogni limite è stato superato.

Basta con quelli che dicono: con l’antiberlusconismo si perdono i voti. Noi del Pd, che siamo l’unico vero argine a quest’uomo, dobbiamo saper prendere la bandiere della resistenza morale. Senza imbarazzo di alcun genere”. Per l’ex ministro “c’è un filo rosso che tiene unite le due vicende” di Mills e di Noemi Letizia: “Berlusconi emerge oramai come la figura del corruttore morale”. Poi, aggiunge: “Il problema non è semplicemente liberarsi di Berlusconi, ma ritrovare il nostro Paese. E lo ritroveremo il giorno in cui lui sarà bocciato politicamente. In questi giorni Berlusconi si rende conto di perdere consensi, altrimenti non fuggirebbe dalle piazze come sta facendo”.
L’Udc resta fermo per ora sulle sue posizioni: “Quando il Pd dichiara che Berlusconi è un pericolo per la democrazia e poi si appresta a votare sì a un referendum che darebbe ancora più potere allo stesso Berlusconi, allora consiglio una seduta dallo psicanalista, perchè non vedo cosa si possa dire di un comportamento schizofrenico come questo” taglia corto Pier Ferdinado Casini.”Il comitato di liberazione da Berlusconi si deve fare con noi, non con Casini”, dice segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto. Emma Bonino, dei radicali, intervistata da Belpietro per Panorama del giorno, mette le mani avanti: “Il problema non è nel numero dei parlamentari, ma nel modo i cui i parlamentari vengono eletti”, e lamenta scarsi rapporti con il Pd “al gruppo più che al Partito” perché “il Pd ha una seria difficoltà a dialogare con noi tanto è vero che non lo ha voluto”.
Il responsabile del lavoro del Pd, Enrico Letta, da Matera tuona: “Berlusconi dice stupidaggini: il Partito democratico è compatto, mentre il Pdl è diviso”.

E a riprova elenca: “Fini che su ogni occasione prende posizioni diverse da quelle del numero uno e la Lega su tutti gli altri temi. Aggiungo che questo suo mettere l’accento su inesistenti nostre divisioni, proprio oggi, è totalmente smentito e reso ridicolo da quello che sta accadendo in queste ore in Sicilia, dove lo scontro tra Mpa e Pdl è arrivato al punto che il Presidente della Giunta regionale ha azzerato la Giunta stessa”.

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