Franceschini: promemoria di 10 mesi di opposizione

Ddl sicurezza«Non è moralmente accettabile strumentalizzare la paura per tornare settant’ anni dopo alle leggi razziali. C’è stato un momento nella storia in cui i bambini venivano cacciati da scuola per la loro religione e non dobbiamo permettere che questo accada mai più». la Repubblica, 7 maggio 2009
Immigrazione«Sull’immigrazione il centrosinistra ha commesso degli errori, perché anziché avere il coraggio di dire che la società di questo secolo sarà inesorabilmente multietnica e che questo è anche un bene perché diventiamo una società più giovane, più vivace, meno chiusa, impaurita e destinata inevitabilmente a tramontare, ci siamo limitati ad aggiungere un po’ di buonsenso mentre la destra cavalcava la paura. Ora il Pd deve avere il coraggio di invertire la linea». L’Unità, 6 febbraio 2009
«Arriva un punto in cui devi chiederti se vuoi mantenere i consensi o fare le cose giuste, anche se nell’immediato rischi l’incomprensione. Noi dovremo essere bravi a spiegare che dentro il termine “immigrazione” sono presenti tre piani. Per essere credibili noi dovremo dimostrare massima durezza nei confronti del primo piano, cioè la criminalità legata all’immigrazione clandestina, rispetto per il diritto delle persone che arrivano clandestinamente anche nel momento in cui si contrasta il fenomeno e, terzo piano, sottolineare gli aspetti positivi dell’immigrazione regolare. O siamo capaci di ricostruire un tessuto di valori in questo paese, o la partita è persa per molto tempo, non soltanto per una legislatura.

Se offri una proposta alternativa puoi perdere nell’immediato ma nel lungo periodo puoi riuscire ad attrarre consensi. Se offri soltanto correttivi al modello altrui, ad attrarre sarà sempre l’originale». L’Unità, 6 febbraio 2009
Europee«Mi prendo tutte le responsabilità delle liste e di un risultato negativo. Ma i media usino la stessa morbosa attenzione che hanno avuto per le nostre liste anche per quelle del Pdl. Quando saranno presentate vedete chi sono i candidati, se rappresentano il territorio, guardatene i certificati penali». la Repubblica, 28 aprile 2009
«Noi abbiamo fatto un’ operazione di serietà, candideremo per l’ Europa soltanto chi ci andrà davvero. Ma chiedo ai giornalisti una cosa: dedichino qualche spazio anche alle liste del Popolo della libertà. Guardino i certificati penali di chi sarà. Perché Berlusconi non candiderà solo se stesso, ma anche mezzo governo. E in Europa entrerà chi è al posto numero 7 o 8, senza preferenze: sta facendo, anche qui, liste bloccate». Corriere della Sera, 27 aprile 2009
«Di Pietro si allei con noi, altrimenti vince la destra». «Sia coerente. Presentarsi sapendo di essere ineleggibile, sapendo di doversi dimettere il giorno dopo, è una cosa scorretta e sbagliata nei confronti degli elettori. Rinunci e faccia come noi: si metta a criticare l’ anomalia di Silvio Berlusconi che è l’ unico capo di governo dei 27 Paesi Ue che si candida alle Europee», Corriere della Sera, 25 aprile 2009
«Purtroppo adesso anche lui, oltre a Berlusconi, chiede preferenze per andare in un posto dal quale dovrà dimettersi un minuto dopo essere stato eletto.

Questi sono voti buttati via: noi manderemo a Strasburgo solo persone autorevoli che ci resteranno per tutto il mandato, come fanno gli altri Paesi europei». Corriere della Sera, 6 aprile 2009
«Chi andrà a Strasburgo deve impegnarsi a restare, noi non faremo come Berlusconi che si presenta ovunque e sparpaglia i suoi ministri». L’Unità 13 marzo 2009
«Mancano 99 giorni alle europee – ha conteggiato nell’ incontro con i “regionali” – e non abbiamo un minuto da perdere. Tutte le nostre energie perciò, oltre che alla formazione delle liste, vanno dedicate alla costruzione di una serie di grandi appuntamenti in vista del voto». la Repubblica, 26 febbraio 2009
«No nel Pse ma non staremo in un luogo senza i socialisti», la Repubblica, 23 febbraio 2009
«Alle europee si vota con il sistema proporzionale, e dunque sarà inevitabile presentarsi con il simbolo del Pd. Ma nelle nostre liste potremmo dare spazio a esponenti diversi della cultura riformista, da quella ambientalista a quella socialista. Liste aperte del Pd». la Repubblica, 27 ottobre 2008
LISTE per le Europee«Non faccio discriminazioni (sulle donne ndr), se sono scelte in base alla qualità, bene. Se poi, oltre a questo, sono anche gradevoli meglio ancora». la Repubblica, 4 maggio 2009
«Le donne vivono con fastidio l’ idea che si presentino in politica non per le loro competenze ma per la loro bellezza. Al presidente del Consiglio vorrei dire che dovrebbe girare per il Paese e ascoltare da vicino cosa pensano le donne italiane.

Cosa può sapere un miliardario che viaggia in elicottero da una villa all’ altra, delle donne italiane, della loro fatica e dei loro sogni? Il mondo di Berlusconi è un mondo di lustrini», la Repubblica, 4 maggio 2009
«Le nostre candidature sono tutte in¬dicate dai partiti regionali e radicate nel territorio. Tranne i cinque capilista, scelti con il criterio dell’autorevolezza e della competenza: l’età non è un ostacolo, semmai una garanzia. E poi non sono liste bloccate: saranno gli italiani a scegliere chi eleggere con le preferenze, non i politologi o i blog». Corriere della Sera, 4 maggio 2009
Referendum«Per fare una nuova legge elettorale abbiamo quattro anni. Ora il referendum deve decidere se abrogare o meno la “legge porcata” e noi la vogliamo abrogare». Corriere della Sera, 5 maggio 2009
«La Lega poteva pensarci prima di fare la legge porcata. Adesso alla domanda se votare sì o no per abrogare quella legge, noi non possiamo che rispondere sì». la Repubblica, 5 maggio 2009
«Anche qui: serietà. Il referendum ci chiede se abolire o no la legge che il suo stesso autore ha definito ‘una porcata’. La risposta di chi ha contrastato questa legge non può che essere sì. La direzio¬ne del Pd ha approvato questa linea con oltre cento voti contro cinque. Tornare indietro per una battuta detta da Berlu¬sconi camminando nelle vie di Varsavia significherebbe non essere un partito, ma solo un gruppo di persone impauri¬te ». Corriere della Sera, 4 maggio 2009
«Di referendum abbiamo già discusso e adottato una linea in direzione.

Non c’ è nessun problema, la linea è condivisa. La domanda è “volete abrogate la legge-porcata di Calderoli?”. La risposta non può essere che sì», Corriere della Sera, 3 maggio 2009
Costituzione«C’è un secondo passo, impegnativo ma indispensabile. Noi abbiamo fatto l’ errore piccolo di cambiare a maggioranza il titolo V della Costituzione. Loro, quello grande di volerla cambiare con la devolution. A questo punto, Berlusconi venga in Parlamento e dica che non tenterà più di stravolgere la Carta a colpi di maggioranza. Dica che si potrà modificare soltanto con l’ accordo degli avversari». Corriere della Sera, 27 aprile 2009
«Mi fa piacere che finalmente, dopo 14 anni di silenzio, il premier abbia celebrato i valori del 25 aprile. Ma adesso sia conseguente. La Costituzione, nata dalla Resistenza, si può cambiare solo con il consenso di tutte le parti politiche». la Repubblica, 27 aprile 2009
«Il presidente del Consiglio non la rispetta e vuole concentrare tutto il potere nelle sue mani. Non ha rispetto per la Costituzione, ha in mente una forma moderna di autoritarismo, non vuole governare il paese ma diventare il padrone d’ Italia, e arriva al cinismo di attaccare le istituzioni davanti a una ragazza sul letto di morte». la Repubblica, 23 febbraio 2009
PdConferma a segretario: «Non ho cambiato idea. L’ ho già detto e non rispondo più a questa domanda. Ma lo statuto non lo impedisce e sarebbe legittimo». Corriere della Sera, 28 aprile 2009
«Se portiamo il confronto politico soltanto sugli interessi perdiamo.

Se lo portiamo anche sui valori vinciamo», l’Unità, 6 aprile 2009
«Mi vengono i brividi quando sento parlare di correnti legate al nome di un leader; dividetevi, non abbiate paura di andare contro il partito se non siete d’ accordo su qualcosa, ma non fatelo nel nome di un capo». la Repubblica, 16 marzo 2009
«Io voglio un’opposizione che batta Berlusconi, non mi interessa che prenda il 25, il 28 per cento, o il 35, l’importante è che europee e amministrative siano la prima tappa per sconfiggere il premier». L’Unità, 5 marzo 2009
«Sono pronto ad assumermi la responsabilità del cambiamento del Pd». la Repubblica, 23 febbraio 2009
«Non l’ ho chiesto, non ho fatto patti, non avrò padrini né protettori, non sono qui per costruire il mio futuro personale, il mio lavoro finisce in ottobre e non farò alcuna trattativa con nessuno. E chi batte le mani adesso, non venga domani a chiedermi di nominare qualcuno…». la Repubblica, 23 febbraio 2009
«Ricominciamo, ora ci vuole una stagione di unità. Azzererò il coordinamento, il governo ombra, ricostruirò nuove forme di collegialità…aprirò ai giovani e alle donne che hanno fatto la gavetta, ai territori». la Repubblica, 23 febbraio 2009
«Siamo un partito, non un gregge di pecore che scappa con una sassata…». la Repubblica, 23 febbraio 2009
«No, l’ Unione non può risorgere e non risorgerà. Io penso invece ad un’ azione comune dell’ opposizione su alcuni, specifici temi. Il che, intendiamoci bene, non ha nulla a che vedere con le future alleanze elettorali.

Le scelte “strategiche” non sono all’ ordine del giorno, si faranno fra alcuni anni, alla vigilia delle prossime politiche, e – come abbiamo già deciso ad aprile – sulla base di programmi condivisi fino in fondo fra i partiti. Questo, piuttosto, è il momento di unire in uno sforzo comune quelli che si battono contro il governo». la Repubblica, 27 ottobre 2008
«Ce ne sono tanti di giovani dirigenti nel nostro partito. Credo che in questo delicato momento, di fronte ai rischi per la democrazia il Pd abbia bisogno delle risorse e dell’ aiuto di tutti quanti. Vecchi e giovani. Di unità, insomma». la Repubblica, 27 ottobre 2008
«Ci opporremo con tutta la forza a questo scambio. Indicando come contestuale la riforma della giustizia e quella del federalismo fiscale, è evidente che Berlusconi pone un ricatto alla Lega. Il Pd è pronto ad affrontare in Parlamento in modo approfondito il tema del federalismo fiscale e una riforma della giustizia, ma solo per risolvere i problemi veri, non su una voglia di vendetta e rappresaglia». L’Unità, 18 luglio 2008
Pd e Idv«Non voglio fare polemiche ma ci dispiace che Di Pietro abbia fatto la stessa scelta di Berlusconi di candidarsi alle Europee sapendo che il giorno dopo dovrà dimettersi», Corriere della Sera, 3 maggio 2009
Quando si chiede a Franceschini se nel 2013 saranno ancora insieme, la risposta è un laconico: «Decideremo più avanti», Corriere della Sera, 28 aprile 2009
«Esistono terreni comuni, punti di incontro.

Ne posso indicare, immediatamente, almeno tre. La battaglia contro i tagli alla scuola. La difesa del salario e delle pensioni. La legge elettorale per le europee, che il governo vuol trasformare in euro-porcellum, liste bloccate senza preferenze e con lo sbarramento al 5 per tagliare fuori i partiti minori», la Repubblica, 27 ottobre 2008
Alleanza con Udc«Fare bene l’opposizione insieme è il modo migliore per preparare un’allean¬za. Ma dobbiamo sapere che tenersi le mani libere è la ragione sociale dell’Udc: le alleanze alle prossime Politiche non le deciderà prima del 2012. Può farci pia¬cere o dispiacere, ma è così». Corriere della Sera, 4 Maggio 2009
Conflitto d’interesse«Vorrei fare una domanda alla bor¬ghesia produttiva, agli imprenditori, agli intellettuali, ai moderati, anche a una parte delle gerarchie ecclesiastiche italiane: possibile che non vediate dove ci sta conducendo Berlusconi? Possibile che non vediate che ormai si considera al di sopra della legge e di ogni morale, che pensa di avere così tanto potere da permettersi tutto? Vorrei suonare un campanello d’allarme: siamo ben oltre il conflitto di interessi e il controllo del¬le tv; siamo all’intreccio di ogni potere, economico, bancario, finanziario. Sulla spinta della crisi, intrecciando la sua for¬za di imprenditore con il controllo dello Stato, Berlusconi sta allungando le ma¬ni su tutto, sta riducendo ogni potere autonomo. La Sardegna è stata la prova generale.

Vuole stravincere se l’8 giu¬gno, dopo le Europee e le Amministrati¬ve, l’Italia si risveglierà con un netto di¬sequilibrio tra maggioranza e opposizio¬ne, vale a dire tra Pdl e Pd, sarà un’altra Italia. Berlusconi cercherà di prendersi tutto: non solo la Rai, non solo le modifi¬che costituzionali; diventeremo un Pae¬se profondamente diverso da quello di oggi. Altro che Peron: il modello di Ber¬lusconi sono alcune delle repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, dal Turk¬menistan all’Uzbekistan. Paesi in cui il potere personale del capo è intrecciato con il potere dello Stato e i poteri econo¬mici». Corriere della sera, 4 maggio 2009
«Le televisioni di proprietà del presidente del Consiglio, unico caso al mondo, alterano la competizione democratica». L’Unità, 30 marzo 2009
«La politica non è solo tv, però è inaccettabile quello che è successo sulle tv di proprietà del presidente del Consiglio, in violazione della legge. Se come fa il presidente del consiglio si dice in tv di andare a consumare, a spendere, a delle persone che fanno fatica a mangiare, così si eccita il conflitto sociale, non lo si risolve. Fu un errore non aver fatto una legge rigida, severa. Noi lavoriamo alla sconfitta di Berlusconi, e già due volte è stato battuto elettoralmente, ma oggi va battuto politicamente», L’Unità, 30 marzo 2009
Sindacato«Voglio dire alla Cgil che è importante stare in piazza, ma mai contro gli altri sindacati. Adesso serve una stagione di unità», la Repubblica, 5 aprile 2009
«Dove c’è un disoccupato, un lavoratore che ha perso il posto, un povero, non può non esserci un progressista», l’Unità, 4 aprile 2009
«Noi siamo dalla parte dei lavoratori, evitateci il dolore di vedervi divisi», la Repubblica, 23 febbraio 2009
Famiglia«Le famiglie, al di là del vincolo che le origina, sono l’unità di misura della società italiana e per questo vanno sostenute in questo momento di crisi economica.

L’aumento degli assegni familiari del 35 per cento, estendendoli anche ai lavoratori autonomi; la gratuita’ dei libri di testo; un miliardo di euro per gli asili nido e il sostegno alla non autosufficienza; sgravi fiscali per i consumi e la crescita dei figli», sito di Dario Franceschini, 7 maggio 2009
Sud Italia«Porteremo in Parlamento un piano per centomila giovani, diplomati e laureati del Sud, con sei mesi di stage a carico dello Stato in un’azienda e poi un contributo per il primo anno a chi li assume. Su questo vogliamo un voto e non una risposta data in tv o sui giornali», sito di Dario Franceschini, 11 maggio 2009
Bioetica«La Chiesa ha il diritto di fare sentire la sua voce ma non bisogna mai dimenticare che è inviolabile il principio sacro della laicità dello Stato». la Repubblica, 23 febbraio 2009Caso Englaro: «Forse che cattolici e laici non hanno gli stessi dubbi, le stesse paure?». E come si può pensare che «l’ idratazione e l’ alimentazione artificiale vadano garantiti anche contro la volontà?». la Repubblica, 23 febbraio 2009
Finanziamento ai partiti«Serve una legge quadro che stabilisca, lasciando grande libertà, alcune regole base: trasparenza, certificazione dei bilanci, rispetto delle minoranze, quote rosa e quote alla formazione». Corriere della Sera, 8 aprile 2009

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