Cancellate le rondeGoverno battuto sul dl sicurezza

Governo battuto nell’Aula della Camera sul decreto legge sicurezza. L’Assemblea di Montecitorio ha approvato a scrutinio segreto gli emendamenti del Pd e dell’Udc al decreto che sopprimono l’articolo del testo sull’esecuzione dell’espulsione degli immigrati. Il relatore Caterina Lussana (Lega) ha chiesto la sospensione immediata dell’esame del provvedimento. “Nessuna marcia indietro del governo sulle ronde. Il governo ha optato per lo stralcio per senso di responsabilità. Sarebbe stato sbagliato, infatti, creare un caso politico su una questione che invece ha bisogno di un approccio sereno e non ideologico soprattutto in questo particolare momento”: è il commento del presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri. “Confido – ha aggiunto Gasparri – che la Camera approverà, coma già fatto al Senato, le norme sul volontariato per la sicurezza che affidano ai prefetti la possibilità di verificare quali organizzazioni possano partecipare all’azione di controllo del territorio, dando priorità ad associazioni di ex appartenenti alle forze armate e dell’ordine. Si tratta di una risorsa importante che grazie al governo ed alla maggioranza può essere utilizzata in un quadro di regole certe, non come si faceva prima senza alcun controllo”.
“Sicuramente c’é un certo sentimento di sorpresa e questo c’é apparso come un tradimento anche perché guardando i numeri, con almeno 20 persone del Pdl che hanno votato con l’opposizione, non si tratta di casi isolati ma di una decisione politica”.

Così il deputato della Lega Marco Reguzzoni commenta quanto accaduto in aula sull’ emendamento soppressivo dell’allungamento della permanenza nei Cpt al dl sicurezza. “Per questo – aggiunge – abbiamo abbandonato l’aula”. Il Governo è andato sotto sulla votazione di un emendamento al decreto del Governo che non contiene più la norma che disciplina le ronde, ma metà dei deputati dell’Italia dei valori, invece di votare contro il testo insieme al Pd, si sono astenuti. Tra i dipietristi che hanno deciso di astenersi ci sono il capogruppo Massimo Donadi, la tesoriera Silvana Mura, Antonio Borghesi, Gabriele Cimadoro, David Favia, Ignazio Messina, Carlo Monai, Giovanni Paladini, Federico Palomba e Ivan Rota.
Quando il Governo è stato battuto sul decreto che contiene le norme contro la violenza sessuale e non più quelle relative alle ronde, non hanno votato 44 deputati del Pdl e tre della Lega. Sempre del Partito delle libertà risultavano, invece, in missione in 39 e in otto del Carroccio. Per quanto riguarda l’opposizione, nell’Idv hanno disertato il voto in quattro, mentre uno risultava in missione. Per il Pd quelli in missione erano sei e i non partecipanti al voto 38. Sul fronte Udc cinque la assenze e due le missioni.

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